Il Compasso d’Oro, una medaglia al Design Industriale.

Il Compasso d’Oro è un premio che viene assegnato al miglior disegno di un prodotto industriale. Nel lontano 1954, l’immortale Gio Ponti ha l’intuizione di istituire una premiazione in un paese che sforna eserciti di designer. All’inizio viene patrocinato da La Rinascente, poi nel 1964 la gestione passa all’ADI (Associazione per il Disegno Industriale).

ADI è stata creata infatti da progettisti, società e altri attori del settore per valorizzare il design italiano nel mondo, ma anche tutelando il design internazionale. Quanto al Compasso d’Oro, questo ha vissuto il dopoguerra e premiato molte generazioni di designer. Ha visto cambiare i gusti del mercato e degli artisti stessi, ha visto concezioni di oggetti della vita quotidiana stravolte, nuove tecnologie, colori e materiali diversi.

Tra i diversi premiati si annoverano la Fiat 500, la sedia Frida, il primo computer a transistor Olivetti Elea 9003 e moltissimi altri. Nel canale youtube di ADI si possono vedere anche molte interviste dei vincitori dell’ambito premio, che illustrano la loro carriera e i loro prodotti vincenti.

È molto positiva la presenza di soggetti privati che tutelino pezzi importanti di storia, cultura e società nazionale. In questo caso, possiamo dire che il Design può diventare un riferimento per gli altri settori.

Artigiano in Fiera, un mondo da riscoprire

LArtigiano in Fiera ha 17 anni e si appresta a diventare adulta. La manifestazione, che si svolge dall’1 al 9 dicembre in Rho Fiera, è nata nel 1996 per concentrare in un unico evento tutto il mondo che ruota attorno all’Artigianato. Ormai giunta a piena maturazione da molti anni, si tratta della principale mostra internazionale di questo importante soggetto economico, culturale e sociale.

L’artigianato, storicamente, è infatti la prima forma economica di produzione di manufatti e la nostra penisola vanta una grande tradizione artigiana. Dagli orefici fiorentini ai vetrai muranesi, dai tessitori pratesi ai fabbricanti di carta fabrianesi e così via. Oltre a quelli storici, noi sappiamo che è sempre esistita e continua a esistere una vastissima platea di questi piccoli imprenditori che si occupano di qualsiasi settore manifatturiero, ognuno infondendo passione e talento nei propri prodotti.

L’Artigiano in Fiera ci permette di entrare in contatto con questo fantastico e laborioso universo, mostrandoci artigiani italiani e provenienti da tutto il mondo. L’ingresso è gratuito e la soddisfazione assicurata… Andarci non solo è utile per confrontarsi con le altre culture, ma anche indispensabile per scoprire un mondo che oggi rischia di venir dimenticato e, purtroppo, sparire.

Codice Atlantico, il mondo di Leonardo.

Leonardo, fin da bambino, sentiva l’impulso di trascrivere tutto ciò che passasse per la sua testa. A cominciare dal suo primo disegno, ha trascritto tutto ciò che i suoi occhi osservavano o la sua mente elaborava. Passava senza problemi dalla quadratura del cerchio alla misurazione degli anni degli alberi. Talvolta questi passaggi erano bruschi, e tutte le elucubrazioni che avevano un posto nella sua mente dovevano trovare uno sbocco, uscire allo scoperto.

Ecco che Leonardo trascrive sistematicamente i suoi pensieri, non con una stesura formale ma praticamente come appunti. Come uno studente che ascolta il proprio maestro: il mondo e le sue leggi. Oggi fortunatamente ci sono arrivati molti suoi scritti, e la principale raccolta è il Codice Atlantico attualmente conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. In questa raccolta troviamo studi di Matematica, Biologia, Zoologia, Astronomia, Arti Militari. Tutti campi interessantissimi che dovrebbero essere visti individualmente.

A questo proposito, grazie a una grandiosa iniziativa dell’Ambrosiana, sarà possibile visionare i preziosi disegni fino al settembre del 2015 nella stessa Pinacoteca o nella Sala Bramante della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Senz’altro una visita obbligata per tutti gli estimatori del personaggio, e tutti gli appassionati delle tematiche trattate dal Genio.

Pane toscano ovvero noi lo si fa più bono

« Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, … »

Dante lo ha addirittura messo nel Paradiso. Cos’avrà di così speciale questo pane? Beh, chi ha avuto occasione di assaggiarlo fa bene a chiederselo. Dipende da dove sei nato ovviamente! A noi norditalici piace bello salato, saporito. Quando al ristorante ci portano queste fette dall’aspetto e profumo delizioso, ci sorprendiamo dopo una gran morsicata.

Dov’è finito tutto il sapore?? Quel giorno mastro panettiere era in vacanza? No! Siamo in Toscana o in Umbria. Dite che il resto del mondo ci mette il sale e loro s’offendono. Chiaramente sentiranno di più il vero sapore dei farinacei cotti e il sale lo useranno solo sul contorno. Sull’insalata, s’intende.

In fondo una ragione ci può essere. Quando pucciamo una fetta nella trippa alla Fiorentina, il sapore del pane è l’ultimo dei nostri problemi.

Ladri di Biciclette, 1948.

Un film d’altri tempi. Possiamo parlare di archeologia cinematografica tanto tempo è passato ormai. Siamo nella Roma che si sta riprendendo dalla guerra. La Capitale di uno Stato che deve capirsi, ritrovarsi e partire di nuovo. Il boom più tardi sconvolgerà la società italiana. L’arricchimento e l’ampliamento della classe media diventerà fenomeno di massa. Su che persone -dai ladruncoli di strada agli alto borghesi- si è fondata tutta la prosperità economica del dopoguerra, la pellicola ce lo illustra con un capolavoro neorealista. Ladri di Bicilette racconta molto bene quegli anni a chi non li ha vissuti, con un grande film che è anche testimonianza storica.

La nuova casa della Pietà Rondanini

Pietà Rondanini

Michelangelo era vecchio quando si mise a scolpire la Pietà. Tante grandi opere compiute come la Sistina, e tante opere incompiute, come i Prigioni. Come quasi un tratto distintivo dell’inarrivabile artista, l’opera d’arte incompiuta rimase uno spettro dietro l’angolo per tutta la sua vita. La sua ricerca dell’ideale di Bellezza assoluta è tipica del Rinascimento, di cui l’Uomo ne incarna tutte le virtù e le contraddizioni. Scolpiva, scolpiva bene, ma non aveva pace. Era come se una continua insoddisfazione lo cogliesse nella creazione dell’opera. Un’idea primitiva che si evolveva scalpellata dopo scalpellata. Quando la trasformazione non era più possibile, perchè il blocco di marmo frantumato non poteva tornare al suo posto, ecco che lo sconforto bloccava il Genio.

Fortunatamente questo processo scattava per un numero di opere molto ristretto rispetto a quelle che lo Scultore ci ha donato, ma abbastanza perchè potessero diventar categoria. Oggi la critica ha molto dibattuto su questi “capolavori mancati”, trovando in questi un diverso ideale di bellezza. Senz’altro unico.

La nostra Pietà Rondanini, esposta oggi nei musei del Castello Sforzesco, si trova all’interno di un allestimento dei BBPR. Prossimamente cambierà sede, ma rimanendo sempre dentro le mura del Castello. castello sforzescoParliamo dell’ex-Ospedale Spagnolo, un’area espositiva di oltre 600 mq tutti dedicati alla preziosa Pietà. Si, perchè i numeri non danno ragione all’importanza della scultura, ancora troppo sottovalutata. Infatti 350.000 visitatori sono pochi per l’ultimo lavoro incompiuto di Michelangelo, interrotto questa volta non dall’insoddisfazione, ma dall’ultimo congedo.

Con questa nuova sede espositiva la Pietà avrà lo spazio e l’attenzione che merita. Non resta che aspettare il 2014. È dietro l’angolo…

La sera del dì di festa, Giacomo Leopardi.

Ahimè, solo dopo aver finito le Superiori ho riscoperto Leopardi. O forse proprio per questo. Inutile dilungarsi sulla vita a Recanati, il pessimismo cosmico e le celebri poesie perchè ormai lo sanno pure i muri. Tanto si è scritto e letto su di lui, ma così poco s’è capito. Forse sarai condannato, caro Giacomo, ad essere per sempre maledetto dagli studenti. Quegli stessi studenti che più avanti, conosceranno il frutto profondo della tua poesia, la poesia dell’eterno.