Le Cascine di Lorenzo il Magnifico e le contraddizioni di un Paese.

File:Lorenzo de' Medici-ritratto.jpgImmaginiamo di immergerci in un’epoca lontana, nell’Italia centrale. Immaginiamo di attraversare soleggiati paesaggi collinari, plasmati da fiumi e grandi foreste. Ritroveremmo ad un certo punto una grande città, piena di artisti, soldati e mercanti. Osserveremmo le torri di mattoni con inciso stemmi di casate, grossi palazzi di bugnato e chiese a strisce bianche e nere. A chiedere dove ci troviamo, ci viene risposto qualcosa come FlorentiaFirenze… Sentiamo parlare di guerre, di come scolpire il polpaccio di una modella, dei nuovi ritrovati di ingegneria idraulica da usare per deviare l’Arno. Ad un certo punto vediamo un festoso corteo, dove tutti gli astanti acclamano un individuo dalle vesti sobrie.. Lo chiamano Lorenzo.

È tutto chiaro allora, ci troviamo nella Firenze del Rinascimento sotto Lorenzo Il Magnifico, nell’epoca d’oro della città! Proviamo a seguire il corteo, che si dirige verso le grandi mura attorno al fiume. Lentamente la folla si disperde e torna alla Contabilità, al Pennello o agli Studi. Ormai Lorenzo è seguito solo da cavalieri armati fino ai denti per proteggere il proprio Signore. Continuiamo a seguirlo, ora il paesaggio urbano è un ricordo. Passiamo attraverso boschi e piccoli campi coltivati. I braccianti accolgono la scorta con entusiaste espressioni dialettali, incapibili per noi forestieri. Adesso vediamo una grossa struttura in mattoni e calce circondata da un fossato. Sembra una stalla di grandi dimensioni, e di uno sfarzo impensabile per gli umili villici visti nel nostro viaggio. Da un’altura ne vediamo l’interno, pieno di animali e persone indaffarate. Ci sono archi, travi e finestre sapientemente collocate. Fanno un grandissimo effetto, credo di non aver visto niente del genere negli altri paesi.

Improvvisamente tutto diventa un vortice, il tempo sembra scorrere velocemente. Vedo la cascina trasformarsi, vedo persone che entrano, muri che cadono, vegetazione che copre e assale la struttura. Vedo automobili in lontananza, e non rimane che una rovina di quella stupenda struttura così viva e unica. Vedo burocrati, giornalisti e gente che sembra lamentarsi. Sento solo tante chiacchere provenire dalla cascina. La laboriosità delle persone là dentro è ormai solo un ricordo. Passano gli anni, e ancora nessuna attività. All’improvviso si ferma il vortice e vedo un cartello in lontananza: “Buon 2013“. Mi meraviglio, son passati più di 500 anni da quando ho visto per la prima volta questo posto. Mi piange il cuore, io che ho visto com’era…e come non è più.

Oggi la situazione è questa. Purtroppo si constata  a malincuore quanto sia difficile rispolverare tutti quei mattoncini che, insieme, hanno fatto di un Paese un gioiello. Troppe le parole, troppo pochi i fatti.

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3 commenti su “Le Cascine di Lorenzo il Magnifico e le contraddizioni di un Paese.

  1. lmalcott ha detto:

    Permettimi di paragonarti un pò ad Alberto Angela, uno dei grandi della cultura del nostro paese, a mio parere, un divulgatore con i fiocchi (lo adoro particolarmente per quanto riguarda la storia romana). Con questo articolo mi hai trasportata nel tempo, avvicinandomi a luoghi ed epoche che normalmente percepirei come lontane ma che tu poni come un mondo da raggiungere solo attraversando una soglia. Bravo! Apprezzo il tuo progetto, sono d’accordissimo con te e ti seguirò con molto piacere!

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      Ti ringrazio molto per l’intervento. Questo infatti è un post generalmente ignorato dagli altri lettori ma significa molto per me. Sono lusingato per il paragone con Alberto Angela (non mi ritengo certo alla sua altezza!) e condivido anchio l’importanza che ha questa famigliola di divulgatori. Grazie per l’apprezzamento, è motivo di orgoglio!

      • lmalcott ha detto:

        Motivo d’orgoglio è vedere che ci sono giovani come te che comprendono l’importanza della nostra terra in un’epoca sfortunata in cui tutti si danno alla fuga e la denigrano! Piuttosto grazie per questo servizio, ti seguirò con piacere!

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