Bonarda. Il gioiello del vino popolare.

Bonarda. Quante buone bevute evoca questo vino così semplice e così di compagnia. L’origine di questo vino bisogna ricercarla nei secoli passati, nel nord della penisola Italica. Siamo nel ‘700 quando viene per la prima volta menzionato in documenti ufficiali in Piemonte, la regione per eccellenza nella produzione di vini e non solo. La genesi si ha quindi sulle colline Torinesi, in quel di Monferrato e Chieri.

Lentamente si diffonde, arriva ad Asti e da lì il passo non è lungo, arriviamo alle colline lombarde. Ci troviamo nell‘Oltrepò Pavese, sulle colline di Pavia a ridosso del Po. È da qui che il Bonarda acquista sempre più popolarità. Entra nelle case contadine e borghesi e le unisce all’atto di degustazione, affermandosi come gustoso accompagnamento della cucina tradizionale. È poi nel secondo dopoguerra che il Bonarda trova una grande platea di consumatori ed estimatori di questo vino particolare.

La prima DOC arriva negli anni ’70 e da allora tutte le diverse etichettature che hanno portato il Colli Piacentini DOC, Monferrato DOC, Coste della Sesia Bonarda DOC ecc. Il vitigno con cui il Bonarda è prodotto è la Croatina, in percentuale, dall’85 al 100%. Questi presenta una ridotta componente tanninica, e il risultato è una assenza di corpo che rende leggero questo vino. Si può trovare frizzante o non, ve ne sono diversi con queste caratteristiche particolari. Generalmente come gradazione alcolica ci troviamo sui 12,5%, non troppo evidenti se accompagnati da un pasto regolare.

In genere viene bevuto fresco, con carni rosse o stufati. Tuttavia alcuni tipi di Bonarda si possono fare invecchiare fino a 2 o 3 anni e in quel caso si consigliano formaggi stagionati per affrontare gli aromi terziari che nel frattempo si sono sviluppati.

Infine, di questi tempi il consumatore è molto attento ai prezzi dei prodotti e il vino non scampa alla regola. In questo caso il bonarda aiuta le finanze perchè è un vino generalmente economico, si può portare a casa per 3 o 5 euro al supermercato.

Con questo piccolo elogio a questo vino, forse il più amichevole di tutti, vi invito a stapparne una bottiglia e bere alla salute! Lunga vita al Bonarda!

Bookcity Milano

Si è svolta dal 16 al 18 novembre la prima edizione di Bookcity, un grande evento dove il libro ha fatto da padrone. Ospitato nel Castello Sforzesco, è stato arricchito da una miriade di incontri, presentazioni di libri, mostre, spettacoli, seminari e film nei vari centri culturali pulsanti della città. Parliamo di librerie, scuole ma anche strade, dove alcuni volontari hanno fatto delle pubbliche letture a beneficio dei passanti.

Gli organizzatori hanno fatto il bilancio di questa prima edizione, ed i numeri sembrano veramente promettenti. Parliamo di circa 80.000 presenze, 360 volontari e 350 eventi. Tutto ciò non fa che bene ad un ecosistema “tradizionale” in crisi,  per cui dalla carta si sta passando agli ebook e ai reader. L’importanza di Bookcity sta nella tutela, in questo lungo e complesso processo, della buona Letteratura.

Le Cascine di Lorenzo il Magnifico e le contraddizioni di un Paese.

File:Lorenzo de' Medici-ritratto.jpgImmaginiamo di immergerci in un’epoca lontana, nell’Italia centrale. Immaginiamo di attraversare soleggiati paesaggi collinari, plasmati da fiumi e grandi foreste. Ritroveremmo ad un certo punto una grande città, piena di artisti, soldati e mercanti. Osserveremmo le torri di mattoni con inciso stemmi di casate, grossi palazzi di bugnato e chiese a strisce bianche e nere. A chiedere dove ci troviamo, ci viene risposto qualcosa come FlorentiaFirenze… Sentiamo parlare di guerre, di come scolpire il polpaccio di una modella, dei nuovi ritrovati di ingegneria idraulica da usare per deviare l’Arno. Ad un certo punto vediamo un festoso corteo, dove tutti gli astanti acclamano un individuo dalle vesti sobrie.. Lo chiamano Lorenzo.

È tutto chiaro allora, ci troviamo nella Firenze del Rinascimento sotto Lorenzo Il Magnifico, nell’epoca d’oro della città! Proviamo a seguire il corteo, che si dirige verso le grandi mura attorno al fiume. Lentamente la folla si disperde e torna alla Contabilità, al Pennello o agli Studi. Ormai Lorenzo è seguito solo da cavalieri armati fino ai denti per proteggere il proprio Signore. Continuiamo a seguirlo, ora il paesaggio urbano è un ricordo. Passiamo attraverso boschi e piccoli campi coltivati. I braccianti accolgono la scorta con entusiaste espressioni dialettali, incapibili per noi forestieri. Adesso vediamo una grossa struttura in mattoni e calce circondata da un fossato. Sembra una stalla di grandi dimensioni, e di uno sfarzo impensabile per gli umili villici visti nel nostro viaggio. Da un’altura ne vediamo l’interno, pieno di animali e persone indaffarate. Ci sono archi, travi e finestre sapientemente collocate. Fanno un grandissimo effetto, credo di non aver visto niente del genere negli altri paesi.

Improvvisamente tutto diventa un vortice, il tempo sembra scorrere velocemente. Vedo la cascina trasformarsi, vedo persone che entrano, muri che cadono, vegetazione che copre e assale la struttura. Vedo automobili in lontananza, e non rimane che una rovina di quella stupenda struttura così viva e unica. Vedo burocrati, giornalisti e gente che sembra lamentarsi. Sento solo tante chiacchere provenire dalla cascina. La laboriosità delle persone là dentro è ormai solo un ricordo. Passano gli anni, e ancora nessuna attività. All’improvviso si ferma il vortice e vedo un cartello in lontananza: “Buon 2013“. Mi meraviglio, son passati più di 500 anni da quando ho visto per la prima volta questo posto. Mi piange il cuore, io che ho visto com’era…e come non è più.

Oggi la situazione è questa. Purtroppo si constata  a malincuore quanto sia difficile rispolverare tutti quei mattoncini che, insieme, hanno fatto di un Paese un gioiello. Troppe le parole, troppo pochi i fatti.

Gallerie D’Italia

Ci sono delle novità in arrivo per l’iniziativa ItaliaIoCiSono. Osservando i primi risultati della prima “campagna” informativa, credo di poter essere soddisfatto. Le visualizzazioni sono arrivate attraverso link su carta e QRCODE, significa che c’è sensibilità al tema. Sto pensando ad altri modi per pubblicizzare l’iniziativa, vedremo nei prossimi giorni.

Dopo le notizie di servizio ci occupiamo delle Gallerie D’Italia.

Fondazione Cariplo e Banca Intesa hanno reso pubbliche le loro collezioni d’arte nei bellissimi palazzi di via Manzoni e Piazza Della Scala. Sono i Palazzi Anguissola, Brentani e quello della Banca Commerciale Italiana. Chi passeggia per il centro viene certamente colpito dalla loro bellezza e imponenza. Questi palazzi Neoclassici sono già un’opera d’arte in se, e ora ospitano le Gallerie D’Italia. Queste propongono un bel percorso attraverso l’Ottocento Italiano in pittura e in scultura e uno scorcio sull’Arte Contemporanea Italiana, così famosa e ancora così poco “digerita” dalle masse. Passiamo dal Canova ai pittori risorgimentali, Simbolisti e Macchiaioli. Nella parte dell’Arte Contemporanea troviamo l’Arte Informale, l’Arte Povera e tutte le nuove e diverse correnti artistiche del Novecento.

Le Gallerie d’Italia sono molto interessanti per noi di ItaliaIoCiSono. Un soggetto privato decide di esporre grandi opere d’arte altrimenti chiuse in magazzini e caveau, in modo gratuito (per ora!) e rendendo accessibili alcuni dei mirabili palazzi Milanesi. Senz’altro un grande esempio per i soggetti privati. Non si tratta di neomecenatismo, ma sicuramente ne aiuta l’ecosistema.

Incomincia un viaggio..

Se sei arrivato su questa pagina, può darsi che anche tu senta che nel nostro Paese e nella propria immagine manchi qualcosa. Non troverai ciò con cui riempirla, ma uno stimolo per questa importante ricerca. Mi auguro che basterà per risvegliare il tuo attivismo.

Oggi attraversiamo una crisi non solo economica, non solo politica, ma anche sociale. Con la globalizzazione abbiamo subito un’ondata di altre culture attraverso TV, Internet e altri mezzi. Ci siamo identificati in film Statunitensi, cucine Orientali, balli Sudamericani.. Abbiamo accolto passivamente queste culture, e ci siamo dimenticati di contrapporre la nostra, la Cultura Italiana. Perchè conosciamo così bene le altre e non sempre viceversa? Perchè la nostra non ha il giusto peso a livello Nazionale e Internazionale? Credo che ciò vada ricercato nella nostra passività, o meglio, del nostro scarso attivismo. Il mondo di oggi è pieno di possibilità e noi non le sfruttiamo appieno. Il mondo ha bisogno più che mai di Made in Italy, ma non solo di prodotti materiali. Cosa dobbiamo fare? Conoscere prima di tutto chi siamo per poi rendere partecipi le altre popolazioni delle altezze che gli Italiani sono riusciti a raggiungere.

Questa iniziativa è un tentativo di risvegliare le persone e far riscoprire loro le bellezze che il nostro Paese ci offre. E perchè no, contribuire a sfruttarle professionalmente, in modo sostenibile.

Qui c’è una lista incompleta di alcune piccole cose che possono dare ispirazione e proposte di attivismo.

  • Puoi iniziare leggendo la Storia D’Italia di Indro Montanelli. Vivrai il Medioevo, il Rinascimento, Risorgirmento e altre grandi epoche storiche come un abitante di quei tempi.  Potrai capire i nostri difetti.. ma anche i nostri grandi pregi.
  • Leggi Dante, Foscolo, Leopardi e gli altri grandi della Letteratura. Leggerli in proprio con tranquillità è molto meglio che a scuola.
  • Ascolta la Musica Classica e i grandi compositori Italiani. Ascolta Vivaldi, Verdi, Rossini. Ci stiamo dimenticando di una delle cose che ci hanno reso grandi.
  • Visita i Musei di Milano e d’Italia. Sono le casseforti dei nostri sogni e la nostra assicurazione sul futuro.
  • Quando passeggi per le vie, alza lo sguardo e ammira i palazzi. La Bellezza può celarsi dove meno te lo aspetti.
  • Inebriati delle scoperte di Leonardo, Galilei, Volta e degli altri grandi Scienziati.
  • Organizza piccoli Tour culturali e artistici per studenti e turisti stranieri. Può essere una grande esperienza di crescita personale.
  • Battiti per la Cultura. Per più fondi, spazi ed eventi. Non bisogna ingannare la fame con falsi annunci.
  • Viaggia nei borghi medievali Lombardi, assaggia formaggi nelle Langhe Piemontesi, ammira Verona, Venezia… Esplora Firenze e fermati a Roma..Scopri la Napoli segreta e la Sicilia barocca..
  • Incomincia a sostenere associazioni culturali o che si occupano di restauri conservativi. Al posto di qualche birretta potresti donare qualche spicciolo o qualcosa di più. Le prossime generazioni te ne saranno grate.

Crea la tua lista personale, espandila e ragionaci sopra. Se anche tu senti il bisogno di condividere l’italianità, fonda il tuo movimento e coinvolgi più gente possibile. Se ti attiverai, io avrò raggiunto il mio scopo e tu ne avrai appena trovato uno!

Per stampare i volantini, clicca qui:

ProgettoItaliaIoCIsono