“La Voce del Padrone” di Franco Battiato.

Franco Battiato è uno di quelli che quando scrive le canzoni sembra viaggiare su un tappeto volante, entrare dentro le abitazioni e nei cuori di tutti i popoli del globo. Si immerge nelle tradizioni, nei costumi e nell’animo umano immutabile e irrazionale raccontandone le voci profonde. La voce del padrone è il nome di un indimenticabile album del 1981, quello che ha portato Battiato alla ribalta e che ha segnato per primo in Italia il milione di copie vendute. Parliamo di un album che contiene Bandiera Bianca che ascoltiamo ora, la scherzosa Cuccurucucu, la sognante Centro di Gravità Permanente, l’estiva Summer On A Solitary Beach e altre grandi canzoni.

Oggi Battiato è assessore alla cultura della regione Sicilia. In un tempo in cui avere una carica politica non è considerato essere al servizio delle persone, crediamo che un artista che abbia rinunciato al compenso e che sia egli stesso parte della nostra cultura sia un grande segnale di speranza per una regione spesso sfortunata sotto questo punto di vista. I lettori siciliani ci sapranno dire meglio sul suo operato, nel frattempo ascoltiamo i capolavori che ci ha donato nella sua lunga carriera…

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7 commenti su ““La Voce del Padrone” di Franco Battiato.

  1. Bricolage ha detto:

    Io continuo a preferirlo artista, andro’ a un suo concerto il 16 febbraio prossimo.

  2. saurosecci ha detto:

    Un artista integrale come Franco, con questa sua visione cosmopolita, credo sia il miglior viatico per ridisegnare una nuova politica, capace di far fede davvero alla etimologia della parola, tanto vilipesa nel nostro paese. Tanto più in quel concentrato di arte cultura e paesaggio che è la Sicilia, di cui Franco è oramai ulteriore parte integrante

  3. maria teresa ha detto:

    Adoro Battiato e la sua continua ricerca

  4. valivi ha detto:

    ho scoperto battiato da poco, ma i suoi testi mi incuriosiscono moltissimo. grazie per questo post, mi stai aiutando a conoscerlo

  5. alegbr ha detto:

    Un grande assoluto. Anche nel rischiare la propria scintillante reputazione mischiandosi con la sporcizia della politica.
    Un saluto a te

    A

  6. Matafione ha detto:

    Uno dei miei cantautori preferiti: adoro tantissime canzoni del suo repertorio (anche alcune della prima fase sperimentale). A volte spara delle grasse cazzate, ma lo perdono.

  7. sporchibanchieri ha detto:

    Questo disco lo ascoltavamo negli Stati Uniti quando uscì, bellissimi ricordi. Comprato vinile, cassetta e poi CD originali dello stesso album, quando aveva ancora un senso spendere soldi per la Musica. Altro che Ledi Caga.

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