La “Visione di San Girolamo” di Parmigianino

L’11 gennaio 1509 è nato a Parma Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino per la felicità di scrittori come il Vasari, che tanto ci ha tramandato nelle sue Vite. La formazione di questo giovane pittore non avviene in una bottega di altri illustri artisti più anziani, ma grazie agli zii, modesti pittori. Tuttavia il giovane pittore è un acuto osservatore e analizza attentamente capolavori dipinti da Correggio nella sua città o Cima da Conegliano nei vari viaggi negli altri centri rinascimentali.

Il primo dipinto attribuito al Parmigianino risale al 1519, appena 16enne, e raffigura il battesimo di Cristo. Da qui incomincia la sua carriera, e nel giro di pochi anni affresca numerose chiese e dipinge pale d’altare a Parma. La vita lo porta a Roma dove studia Raffaello, a Bologna, quindi di nuovo a Parma e infine in provincia di Cremona. La produzione di questo grande pittore rinascimentale è stata molto vasta e di valore, e dai disegni agli affreschi ora mezza Italia è arricchita dalle sue opere.

Oggi osserviamo un dipinto commissionato il 3 gennaio 1526 per una cappella a Roma. In questo periodo infatti il Parmigianino si trova nella città papale, e l’opera sopravvive ai Lanzichenecchi che attaccano la città durante il Sacco. Tuttavia la vicenda impedisce il completamento dell’opera, di cui rimane solo la parte centrale, anche per la fuga dalla città del pittore, la cui vita lo spinge verso altri lidi.

File:Parmigianino - The Vision of St Jerome - WGA17044.jpgNel dipinto si distinguono le influenze di pittori molto importanti per il Parmigianino, da Correggio a Raffaello. Le pose dei soggetti sono ricercate e originali. San Girolamo infatti è raffigurato mentre dorme adagiato sulla folta vegetazione mentre sogna San Giovanni, dipinto in torsione mentre indica l’apparizione divina della Madonna e il bambino. Questo dà l’impressione di scivolare tra le gambe della madre, circondata da raggi luminosi e dal panneggio magistrale.

La Visione di san Girolamo si può ammirare alla National Gallery di Londra ed è una delle sue opere più famose, anche se è difficile non amare tutte le opere di questo straordinario artista. Non credo di esser stato l’unico stupito di non dover pagare il biglietto per visitare il prestigioso museo londinese, e anche se gli inglesi devono molto agli artisti italiani per quanto riguarda le mostre d’arte, possono comunque insegnarci come si gestisce un museo. A noi, che spesso facciamo pagare pure gli ingressi nelle chiese famose.

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9 commenti su “La “Visione di San Girolamo” di Parmigianino

  1. lois ha detto:

    Le opere del Parmigianino racchiudono quell’eleganza manierista che lo rese un aristocratico della pittura. Io resto affascinato dalle sue figure serpentine che si muovono solenni nelle loro forme. Dalle mue parti, a Napoli, c’è la bellissima Antea, della collezione Farnese, la cui raffinatezza non è paragonabile a nessun’altro ritratto (se non forse al Pontormo).
    Scoprire poi che tutta questa bellezza, in luoghi come Londra (ma spesso anche in America) è offerta gratuitamente a tutti da una parte non puó che renderci orgogliosi, dall’altra, come dici, ti fa pensare come dalle nostre parti, il patrimonio è sottovalutato e appena preso in considerazione!

  2. davidepa ha detto:

    a proposito di pagare per entrare in chiesa, adesso per fare le foto nel duomo di milano chiedono due euro… una giusta punizione per noi italiani che non abbiamo rispetto per l’arte e l’ambiente, gli stranieri invece non ci faranno caso perché da turisti due euro son bazzecole. la prossima mossa, far pagare per l’ossigeno in basilica, in alternativa entrare muniti di bombola.

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      Già, poi con i cartelli esposti ovunque… Logiche da arraffoni. Incredibile che per mantenere il simbolo di Milano bisogni “adottare” una guglia o pagare per fotografare!

  3. dacqu ha detto:

    Purtroppo in Italia sottvalutiamo spesso il nostro patrimonio culturale… forse perché vi siamo abituati.

    • marzia ha detto:

      S’, Dacqu, purtroppo non siamo in grado di apprezzarlo: ne abbiamo così tanto che possiamo persino permetterci di danneggiarlo!
      Ahi serva Italia di dolore ostello!!

  4. marzia ha detto:

    Sbaglio oppure il Parmigianino ha lavorato anche nella Fortezza di Fontanellato?
    Gradevole post che unisce la narrazione di un Genio alla emozione che sa trasmettere.
    ( aggiungi una “erre” ad affesca 😉 ..)

  5. marzia ha detto:

    Ti ho appena aggiunto ai miei link sotto “TvTalk” della Rai.
    E’ il mio plauso per un blog stimolante

  6. Beppeley ha detto:

    Ti ammiro per l’impegno che metti per diffondere queste meraviglie.
    Grazie.

  7. sgodada ha detto:

    Dalle mie parti c’e’ un’ opera strepitosa del Parmigianino: la cosiddetta “Madonna dal Collo lungo”. Grazie per la scelta del soggetto (pittura) : nelle nostre scuole non si insegnano (oggi?) le bellezze del nostro patrimonio artistico culturale. Un patrimonio che abbiamo solo noi, ce lo invidiano in tutte le parti del mondo, e’ il nostro “petrolio” , ci porta benessere e ricchezza anche in termini monetari … e ne facciamo un uso quasi scocciato, blase’. Bellissima scelta. Grazie

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