“Prisencolinensinainciusol” di Adriano Celentano. 1972.

Che Celentano fosse un po’ matto lo sappevamo tutti, ma forse molti si son dimenticati di Prisencolinensinainciusol o semplicemente non erano ancora nati quando risuonava nelle abitazioni di tutta Italia.

Ebbene, oggi risentiamo questo pezzo, scritto dal cantautore nel 1972 per calcare la mano sul tema dell’incomunicabilità. La lingua usata è di pura invenzione, ma suona come inglese maccheronico, infatti qualche parola “reale” si sente ogni tanto. Manco Celentano sapeva bene cosa volesse dire con Prisencolinensinainciusol. Lui stesso la definisce “amore universale”, ma anche ribellione alle convenzioni.

Forse è stato l’unico a far sentire il suono della propria lingua agli anglofoni, infatti in un primo momento la canzone scala solo le classifiche statunitensi. Nel 1974, trascinata dal successo, Prisencolinensinainciusol conquista le menti degli italiani e raggiunge l’apice quando viene eseguita nella trasmissione Milleluci di Raffaella Carrà, arricchita da un’ottima coreografia.

Allora la televisione era pensata e forse poteva avere senso pagare il canone per la qualità delle produzioni. Ascoltando oggi il nonsense di Celentano, la RAI potrebbe imparare ad uscire dai rigidi schemi in cui è impantanata e regalarci qualche pazzia. Forse in questo modo riconquisterà la stima dei telespettatori, che in quegli anni assistevano veramente a degli spettacoli.

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7 commenti su ““Prisencolinensinainciusol” di Adriano Celentano. 1972.

  1. All’epoca la RAI aveva una grandissima programmazione musicale, si spaziava dagli Osanna agli Area, si dava spazio alle correnti musicali presenti sul territorio senza per forza sottomettersi all’etichette più influenti. Esattamente come adesso…

  2. noruleswords ha detto:

    Il problema e’ che se anche oggi si desse spazio ai musicanti italiani, chi dei presenti nel nostro entourage nazionale sarebbe in grado di porre pietre miliari? Sono solo rapidi e fastidiosi lamenti quelli della musica italiana d’oggi. Comunque ascolto ancora e per sempre Celentano!

  3. dacqu ha detto:

    Se la RAI tornasse a fare produzioni di qualità, nuovi artisti apparirebbero; forse dopo un po’, ma apparirebbero. Forse anche artisti meno nuovi…

  4. smemorato ha detto:

    Celentano, un ignorante di talento e rara comunicatività!

  5. giuseppevalerio ha detto:

    Tanto per rispondere a “smemorato”: ma non credi che oggi l’ignoranza sia dilagante? In qualunque settore, compreso quello, udite udite, giornalistico e degli speakers televisivi. Quanto poi al talento… A Roma c’è il quartiere Talenti. Per il resto non ne vedo. Celentano è la storia della nostra musica, è lo spettacolo fatto carne. Sì, è diventato anche un “guru” e ne dice di sfondoni, ma c’è e gli vogliamo bene per essere così com’è.

  6. joyello ha detto:

    però, dai. si scrive ” un po’ “, non ” un pò”. 🙂

  7. sporchibanchieri ha detto:

    Negli Stati Uniti lo hanno definito il primo rap della storia. Trrrrr cesi no main’! Grande Adriano.

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