Roma, 2013. “Scusi, Dov’è il Partenone?”

Leggendo questa notizia del Corriere mi è venuto da sorridere. Non so ben dire se di un sorriso divertito o di uno amaro, ma di certo mi ha fatto riflettere. Ci troviamo in un mondo segnato da grandi stravolgimenti. La società mondiale sta cambiando faccia rapidamente e molti inseguono lo stile di vita europeo o occidentale. Questa nuova classe media chiede cultura, in quanto può dedicarsi ad attività diverse dal far quadrare i conti a fine mese. Assieme alla cultura aumenta la voglia di viaggiare, e qui entriamo in gioco noi. Per nostro onore e onere, siamo un riferimento mondiale per la cultura, ma abbiamo un grosso problema: la comunicazione.

Se cercare il partenone a Roma può essere divertente come barzelletta, il concetto di fondo è inquietante. L’immagine del nostro paese non è uniforme, non c’è supporto internazionale e tutta la reputazione che abbiamo la otteniamo da persone, prodotti o beni culturali. Ma non è con la comunicazione “passiva” che si crea un sistema economico durevole.

Per quanto riguarda i nuovi arrivati brasiliani, indiani e russi, sono interessanti le dichiarazioni della Federalberghi sulle eccentricità di questi turisti. È necessario capire i loro bisogni e letteralmente “accudirli”. Bisogna investire nella pubblicità in questi paesi, potenziare il sito multilingue che abbiamo, accoglierli fin dall’aeroporto con guide gratuite e sconti mirati, e creare un codice di condotta per gli operatori del turismo, dal maître d’Hotel alla guida museale.

E, in ultimo, fare in modo che un cinese non chieda più dove sia il Partenone a Roma, bensì Sant’Ivo alla Sapienza, Villa Borghese o l’EUR.

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13 commenti su “Roma, 2013. “Scusi, Dov’è il Partenone?”

  1. dacqu ha detto:

    Noi potremmo essere i primi per turismo culturale, ma per qualche motivo nascondiamo buona parte della bellezza del nostro paese.

  2. marco101984 ha detto:

    Posso farti una domanda, per curiosità ed ignoranza? Perché hai citato l’Eur? Credevo fosse un quartiere molto commerciale privo di interessi artistici

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      Guarda da milanese ti rispondo come posso, un romano sarebbe sicuramente piú competente. L’EUR é una grande testimonianza di architettura razionalista e un grande esempio di progettazione urbanistica. Doveva essere un modello moderno di un nuovo quartiere, con un’anima propria. Doveva essere l’esempio di un’espansione degna della cittá eterna, tanto sognata ma presto dimenticata: l’abusivismo e i condoni nel dopoguerra hanno fatto il resto. L’EUR é quindi l’esempio, isolato, della volontá di dare un volto nuovo a una cittá che -purtroppo o per fortuna- vive del suo passato.

      • marco101984 ha detto:

        Grazie per la risposta!Infatti avevo letto che era un quartiere abbastanza degradato sotto certi punti di vista, di sicuro un grande quartiere commerciale, però come dici tu riguardo l’abusivismo edilizio e di quello che doveva essere, ma non è stato, è forse più il segno di una sconfitta che di qualcosa di cui andare fieri…!

      • mchan84 ha detto:

        Hallo!!! Io sono di Roma, da tutt’altra parte dell’Eur ma ti posso dire che come disegno urbanistico doveva essere una sorta di La Dèfense di Parigi. L’architettura di base è in stile fascista, molto bianco ed edifici squadrati, anche perché risale a quell’epoca. Ad oggi è vero che c’è stato un abusivismo edilizio però rimane comunque un bel quartiere per chi è interessato di architettura moderna, specialmente se si rimane sulla via principale ossia la Cristoforo Colombo, e vi si trova anche il museo della Civiltà Romana.
        Mchan

  3. Twylith ha detto:

    Secondo me è anche un problema che nemmeno noi sappiamo bene cosa abbiamo. Molti cittadini passano ogni giorno accanto a chiese e monumenti senza sapere che cosa siano, quindi si perpetua continuamente il disinteresse e quindi la non-valorizzazione di quello che c’è sul nostro territorio, oltre agli schemi turistici classici, tipo “a Milano a parte il cenacolo e il duomo on c’è nulla, a Roma c’è il Colosseo e San Pietro, a Firenze gli Uffizi”, non illustrando o mala informando rispetto a tutto quello che una città italiana offre, sia che abbia una fondazione gallo romana piuttosto che medievale .

  4. sporchibanchieri ha detto:

    Il Partenone è in fondo a destra. Ma molto in fondo, c’è da camminare un po’.

  5. trapezunzio ha detto:

    Il fatto che il Turismo sia una voce ancora sottovalutata fra le nostre risorse economiche rappresenta per me sostanzialmente un mistero. Abbiamo il patrimonio culturale e architettonico unico e spesso lo abbandoniamo, quando non lo saccheggiamo com’è accaduto per una biblioteca antica di Napoli. Piangiamo per la mancanza di posti di lavoro e ci sono monumenti semiabbandonati che se gestiti bene potrebbero portare ricchezza e lavoro. Quella del Partenone secondo me è una barzelletta semiseria che indica che ci vuole comunicazione e non solo. Bisognerebbe capire che in Italia la cultura può pagare, basta organizzarsi e fare le cose bene. Ma temo che non siano interessati ne pubblico, ne privato.

  6. gardentourist ha detto:

    [continuando sulla scia di trapezunzio]… si, forse perché pubblico e privato hanno interessi meramente… privati.
    E si, ItaliaIoCiSono, centri il punto, che è la necessità di spostare l’accento: bisogna preoccuparsi di saper rispondere alle richieste di cultura – opportunamente provocate e sostenute – e non solamente a quelle di comfort.

  7. loscalzo1979 ha detto:

    perfettamente concorde con quello che dici

  8. mchan84 ha detto:

    Oltre ad essere d’accordissimo con quello che dici, vivo a Roma ed ho tutti i giorni esempi di come non funziona il servizio al turismo, aggiungo che purtroppo molti turisti sono un pochino distratti, diciamo così, e scambiano molto spesso il nostro Pantheon per il Partenone greco. Mi é capitato varie volte di sentire questa domanda, non dipende solamente dalla nostra poca informazione ma anche dalla loro.
    Mchan

  9. tigersteel99 ha detto:

    concordo perfettamente con le tue opinioni, inoltre vivo a Roma, percui posso confermare che è verissimo che l’apparato turistico non è sufficientemente sviluppato, in una nazione che potrebbe vivere solo di quello per i beni che ha!

  10. unpodimondo ha detto:

    Immaginate un articolo con questo titolo “Pechino 2013: scusi, dov’è il tempio dei Cavalli Bianchi?” Un cinese riderebbe da matti sapendo che un italiano ha cercato a Pechino un tempio che si trova a Luoyang a 830 km dalla Capitale (per la cronaca sarebbe il primo tempio buddista mai costruito in Cina).
    Basta vedere le cose con un’altra ottica e tutto cambia… Quanti italiani che vanno con i viaggi tutto compreso in Cina non sanno cosa vanno a vedere e soprattutto, quando tornano a casa non sanno abbinare le foto che hanno scattato ai nomi delle città che hanno visitato?
    La stessa cosa capita ai turisti stranieri che vengono da noi col pacchetto “Italia”… quelli che in 3 giorni pensano di vedere Roma-Firenze-Venezia e invece vedono per lo più l’autostrada del sole (per quelli a cui va di lusso il pacchetto turistico prevede anche un giorno aggiuntivo sulla costiera amalfitana e mezza giornata di corsa per vedere la torre pendente a Pisa).
    Secondo me se qualcuno chiede il Partenone a Roma forse non è tutta colpa della nostra comunicazione…. magari anche lui ci mette del suo…
    Che le distanze siano grandi oppure piccole c’è sempre stata una grande differenze fra le persone che si muovono: quella fra turisti e viaggiatori.

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