E così l’Alfa Romeo tornò in America…

L’Alfa Romeo è la gloriosa casa automobilistica, milanese per adozione, fondata nel 1910. Nasce infatti a Napoli come sussidiaria italiana della francese Darraq. Il mercato tuttavia è nel nord Italia e la società si trasferisce a Milano, aprendo lo stabilimento del Portello. Alcuni problemi costringono l’azienda alla liquidazione, ma dei finanzieri lombardi la rilevano e la chiamano A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili).

L’anima ora è italiana ed è pronta a sfornare autentici capolavori. L’Alfa conquista il mercato e grandi gare automobilistiche come la Targa Florio. Da allora entra nei cuori di grandi appassionati e non solo: le forme accattivanti disegnate da mani eccellenti e i potenti motori creano il mito. L’azienda passa le due guerre, ma perde una molto più silenziosa: nel 1986 passa alla FIAT. Negli anni successivi, salvo qualche modello, l’Alfa non presenta più la qualità di un tempo e viene assorbita dal carrozzone aziendale torinese come auto di secondo piano. Oggi tuttavia lo scenario è cambiato e la FIAT ha acquisito la Chrysler (quindi Jeep, Dodge, RAM), operazione un tempo impensabile, e grazie alla rete distributiva di questa importantissima produttrice l’Alfa tornerà in America.

Già, una volta c’è stata. E con quali onori! Negli anni ’50 è la macchina tipo della cultura pop e raggiunge l’apice quando Dustin Hoffman guida l’Alfa Romeo Spider 1600 Duetto nel film The GraduateL’Alfa in America vende ancora dopo l’acquisizione della FIAT, ma nel 1995 l’azienda si ritira dal continente e gli appassionati locali passano dal concessionario al garage, per lucidare i vecchi modelli.

Oggi c’è speranza per tutti. Finalmente l’Alfa è tornata la marca di punta, grazie alla nuova amministrazione. Non solo numeri, il 2013 sarà l’anno dello sbarco di nuovi modelli: la 4C, un crossover su base Jeep Patriot, e la Giulia.

L’Alfa Romeo 4C è forse il modello più interessante ed il concept è stato presentato nel 2011 al Salone di Ginevra. La carrozzeria ha forme sensuali e sportive, la fibra di carbonio e alluminio con cui è costruita la rendono leggerissima ed è stata pensata tenendo conto dell’esperienza aziendale in Formula 1 e IndyCar. Il disegno è fimato Lorenzo Ramaciotti, l’uomo dietro la Ferrari Enzo e la Maserati Quattroporte, e il Centro Stile Alfa Romeo. Il motore sarà un 4 cilindri 1750 Turbo Benzina, capace di sfornare 200 CV. Questo permetterà un’accelerazione 0-100 km in 5 secondi, con una velocità massima di 250 km. Già solo a livello di concept questo gioiello ha ricevuto dei premi, ma ora possiamo finalmente vedere alcuni scatti notturni rubati, in attesa del Salone di Ginevra della prossima settimana in cui verrà presentata ufficialmente.

Quest’anno la vedremo nelle strade, e ci sono tutti i presupposti per conquistare il mercato statunitense, da sempre molto accogliente per le sportive italiane. Speriamo in un ritorno glorioso degno dell’Alfa. Noi sentiamo già il rombo dei motori

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9 commenti su “E così l’Alfa Romeo tornò in America…

  1. sherazade ha detto:

    Alla fine degli anni ’70 ero a New York dove vicessitudini familiari ci avevano portato. Lì rimasi anche dopo il divorzio di mia madre che tornò in Italia.
    Fu il periodo più entusiasmante della mia vita di cui l’immagine più ‘alta’ è il mio sguardo di ragazza, quella sensazione di libertà pura, a bordo della SUA duetto spyder rossa decapottata e il cielo blu cobalto lassù nello spicchio convesso dell’incontrocio della guglia dell’Empire State Bldg e la piattaforma monca del Pan Am.
    La mia duetto mi ha seguito in Italia e l’ho dovuto cedere all’ottavo mese di gravidanza quando non riusivo più a…girare il volante.

    sheraocchidiragazzaquantecosechenontornerannopiùmagrazie a te 🙂

  2. sporchibanchieri ha detto:

    Mitica l’Alfetta del ’72 di Giuseppe Scarnati. Bei Tempi.

  3. tigersteel99 ha detto:

    Bella l’Alfa Romeo C4!

  4. francescosamani ha detto:

    L’ha ribloggato su Francesco Samanie ha commentato:
    A me piace molto, e a voi???

  5. ombradiunsorriso ha detto:

    ma che tristezza passare vicino ad Arese e vedere la fabbrica ridotta ad uno squallore 😦

  6. Martin J. Eden ha detto:

    Frammenti Mancanti premia il tuo blog! Ti ringraziamo per le fonti d’ispirazione link http://frammentimancanti.wordpress.com/2013/03/03/very-inspiring-blogger-award-2013/

  7. topinapigmy ha detto:

    Sinceramente non m’interesso mai a motori e auto o roba simile, ma questo è un bellissimo post di cultura e curiosità. Questo modello comunque và troppo veloce per me, preferisco il mio guscio di noce a pedali! 😀

  8. blogdibarbara ha detto:

    La mia è vecchia, però è ALFA ed è ROSSA! E coooooorreeeeeeeeeeeee!

  9. amleta ha detto:

    Strano che non l’abbiano portata in Romania o Turchia! 😛

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