La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista

Qual’è il punto più alto toccato dall’umanità intera, il riferimento e l’esplosione dell’ingegno, ammirato di generazione in generazione da secoli? Abbiamo diversi esempi, in ogni campo, ma c’è forse qualcosa di magnifico e inarrivabile che la Cappella Sistina ci trasmette. I tempi sono cambiati, la scienza ha lottato con la fede, ma in tutti gli uomini quest’opera risveglia curiosità, senso di smarrimento e ammirazione.

Completata in circa sessant’anni, sulla volta e sulle pareti della cappella restaurata hanno lavorato Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Michelangelo e altri grandi del Rinascimento. Dalla Consegna delle chiavi al Giudizio Universale, quest’opera ha ispirato molti artisti e commosso “semplici” uomini come Gandhi.

I numerosi visitatori, purtroppo, impediscono al prossimo di godere appieno dell’opera, ma anche se lontani da Roma possiamo oggi osservare il capolavoro senza forzature, con un ottima risoluzione. Il sito creato appositamente dal Vaticano consente di ammirare la Cappella Sistina, immersi nella bellezza e su una linea perpendicolare alla Creazione di Adamo.

Oggi i cardinali riuniti nel conclave hanno eletto il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio, un gesuita di origini piemontesi. La votazione si è svolta come sempre a porte chiuse nella Cappella, che a breve tornerà ad essere visitabile. In ogni caso, l’unione di una istituzione secolare antichissima e le nuove tecnologie, internet e fotografie panoramiche, ci regalano un ottimo strumento per godere quando vogliamo di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

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27 commenti su “La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista

  1. laxstyle ha detto:

    Maestosimmensamente…

  2. marco101984 ha detto:

    Concordo sui troppi visitatori, mi ricordo che quanto visitai la cappella sistina era impossibile! Grazie per il bel post che ci ricorda quanto l’arte possa essere importante, tanto quanto la religione se non di più!

  3. lois ha detto:

    La Cappella Sistina è la summa della grandezza umana. Un’opera unica realizzata (nella volta e nel Giudizio) da un uomo solo nell’arco di 8 anni (1508/12 per la volta e 1536/40 il giudizio); Michelangelo giovane e poi maturo. Un artista in grado di trasporre la maestosità dell’uomo che si muta nel divino (senza dimenticare io monito dell’Inferno). La cappella va visitata per avere una vista d’insieme e comprenderne la forza, ma giustamente come dici, è attraverso le riproduzioni che si puó comprendere la bellezza ed il valore dell’arte. Ricordo che durante il restauro (finanziato in parte da un’azienda giapponese, se non erro) si alzarono cori di ritegno inmaginando che potessero esserci problemi e danni, ma la luminosità ripresa dei colori ha per fortuna reso tutta la magnificenza di un’opera che non si puó non apprezzare.
    Mi piace immaginare che in questi giorni i cardinali elettori siano stati molto distratti da quelle figure che indenni hanno attraversato la storia.

  4. laurin42 ha detto:

    E dopo il recente restauro si sono dovuti riscrivere i libri di storia dell’arte che tacciavano Michelangelo di essere una grande scultore e quindi anche come pittore in BN.
    Dimenticando gli straordinari e innovativi accostamenti di colore del tondo Doni, precursore di tanto manierismo. Il BN era frutto dei fumi delle candele usate dalla curia nelle cerimonie!
    Inoltre nella volta, e soprattutto nelle lunette, Michelangelo usa la tecnica impressionista con colori e macchie per ” vedere da lontano “.
    Condivido la tua passione per le meraviglie italiane.
    Doveroso informare gli italiani, encomiabile farlo come te.
    Grazie
    Love
    L

  5. charlesthesmartguy ha detto:

    Ho visto laCappellaSistina con questi occhi e posso confermarlo!

  6. smilepie ha detto:

    i numerossimi visitatori italiani e stranieri dovrebbero imparare a rispettare le regole, il cartello vietato fotgrafare è chiarissimo in tutte le lingue, invece son tutti lì a fotografre sentendosi gran furbi. la visita vale il solo viaggio a roma, nn ci fosse anche tutto il resto..

    • dacqu ha detto:

      È che i cartelli non li legge nessuno, come i libretti di istruzioni. Ricordo quando ho fatto il tirocinio alla Riserva di Incisioni Rupestri di Ceto, cimbergo e Paspardo: c’era scritto in 4 lingue (italiano, inglese, tedesco e –mi sembra– spagnolo) di non salire sulle rocce istoriate, o almeno di togliersi le scarpe, c’era pure un segnale disegnato chiarissimo (un segnale di divieto con disegnato uno stivale su delle incisioni), e abbiamo beccato dei tipi sulle rocce con tanto di scarpe -_-

      • smilepie ha detto:

        anche in cappela c’erano i cartelli ; ) con il disegno grande e chiaro del cellulare sbarrato da una x come per la macchna fotografica, sempre disegnata ; )
        guarda secondo me è proprio la mentalità da furbo schifoso..
        ci vorrebbero multe sallatissime che te le ricordi finchè campi passi parola e quello che che nn impari con le buone ti obbligano con le cattive e l’unica cosa cosa che conti oggi, toccare il portafoglio.

  7. L’ha ribloggato su FOTOGRAFIA TURISMO ITALIAe ha commentato:
    Grazie ad articoli come questo si promuove l’Italia e le sue meraviglie.

  8. Bel post. Mi piace l’idea che le nuove tecnologie rendano fruibili a tutti capolavori come questo, anche se una vista dal vivo credo sia impagabile dal punto di vista emozionale.

  9. fulvialuna1 ha detto:

    Si può sostare solo per pochi minuti tra una marea di persone, ma quando si alzano gli occhi vedi l’eternità.

  10. ErianAndre ha detto:

    L’ha ribloggato su La storia infinita.

  11. topinapigmy ha detto:

    Non l’ho mai vista dal vero, purtroppo, ma ne varrebbe sicuramente la pena. Chi l’ha vista, ne è rimasto affascinato e affascinato è dire poco. E’ bello che tu ne abbia fatto un post. Un saluto.

  12. Fare Fronte ha detto:

    E proprio vero. Michelangelo e – in particolar modo – la ‘sua’ Sistina ci ricordano che l’uomo è creato per elevarsi. Meravigliosamente.
    Grazie.
    E complimenti per l’iniziativa.

  13. fare fronte ha detto:

    Michelangelo e – in particolar modo – la ‘sua’ Sistina ci ricorda che l’uomo è creato per elevarsi. Meravigliosamente.
    Grazie. E complimenti per l’iniziativa.

  14. sporchibanchieri ha detto:

    È stato ipotizzato che il famoso “tocco” di dita stia a simbolizzare, fra le altre cose, i collegamenti sinaptici. In effetti la rappresentazione di Dio con il gruppo di Angeli ricorda la sezione, vista di profilo, di un cervello.
    Habemus Jesuit

  15. roselouise1 ha detto:

    Meravigliosa, di San Pietro conosco quasi tutto, anche la terrazza che circonda la cupola.

  16. ilpadiglionedoro ha detto:

    Splendida la Cappella Sistina, e splendido riviverla con questo tuo articolo!
    Grazie per il like 🙂

  17. Anonimo ha detto:

    ogni volta che qualche buon conoscente viene a Roma imperdibile la visita della Cappella Sistina dalla quale ogni volta esco ‘basita’ per l’immensità delle suggestioni sempre diverse che suscita ogni singolo dettaglio.

    sherazadebellovivereapprezzareRoma

  18. sherazadeherazade ha detto:

    ma? il mio intervento?
    shera? ufff

    Ma la Cappella Sistina merita la mia perseveranza per l’emozine che mi procura ogni singole dettaglio visto e rivisto ogni volta che qualche buon amico viene a Roma. Grazie 🙂

    sheradessochissa’

  19. amoreplatonico ha detto:

    Oggi ti ho citato in classe proprio per questo post 🙂

  20. […] Cappella Sistina è uno di quei capolavori che non ha bisogno di spiegazioni, tantomeno da parte di un troglodita […]

  21. […] La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista. […]

  22. giodiesis ha detto:

    Ciao e grazie per la visita al mio blog! Io viceversa visiterò a breve Roma, perciò grazie anche per questa segnalazione!

  23. Freemilano ha detto:

    L’ha ribloggato su PiccoliPiaceri Word Press News.

  24. […] sentito queste Litanie nella fase di apertura del recente Conclave, appena prima di entrare nella Cappella Sistina. Un’opera di antica e autentica bellezza che, anche se vista da un’ottica non […]

  25. […] La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista. […]

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