“Il Mediterraneo” di Fernand Braudel. 1987.

Oggi parliamo di un libro che, dal nome del suo principale autore e dal titolo, può ingannare sulla pertinenza alla missione di Italiaiocisono. Al contrario, Il Mediterraneo – Lo spazio e la storia, gli uomini e la tradizione, traccia direttamente e indirettamente un’immagine del nostro paese  nell’ampio quadro creato dal mare nostrum, attraverso le diverse epoche storiche. Per capire quanto dobbiamo al Mediterraneo, che ha fatto la fortuna degli Antichi Romani, delle grandi Repubbliche Marinare e di molti altri soggetti economici e politici, bisogna senza dubbio parlare di quelle società, tradizioni e forze che a partire da un piccolo embrione sulle sponde orientali hanno poi creato tutto un mondo: l’Occidente e le sue propaggini verso l’Asia, le Americhe e l’Africa.

Nella sezione Terra, si viaggia da una sponda dei continenti bagnati dal grande mare, tra vulcani che pietrificano interi centri abitati o che addirittura eliminano civiltà, agli antichi insediamenti sepolti o riscoperti come la preziosa Çatalhöyük, le terre fertili e le pianure malariche, i pilastri dell’alimentazione come l’olio e il vino e le transumanze dei pastori in via di estinzione. Nella sezione Mare si va letteramente a fondo scoprendo l’archeologia sottomarina, come ad esempio il relitto di Anticitera, ma anche le potenti galee della Repubblica Genovese, orgoglio della città e preziose per il commercio continentale.

A queste sezioni ne seguono altre nove, che ripercorrono la storia delle popolazioni mediterranee, Roma, Venezia, le grandi migrazioni, gli spazi e altri interessanti aspetti. È impossibile render conto della quantità di informazioni e di culture, storia e luoghi tracciati in questo libro, l’unica cosa è compiere un atto di fede e prenotarlo in biblioteca o in libreria.

Per quanto riguarda l’organizzazione e la scrittura del libro, è d’obbligo una precisazione. In copertina compare il nome dell’autore Fernand Braudel, che tuttavia si circorda di altri autori come Georges Duby, Maurice Aymard, Filippo Coarelli e altri per diverse sezioni. Parlando a titolo personale, sono convinto che Braudel sovrasti tutti gli altri in chiarezza, scorrevolezza e freschezza della lingua. Non si fa problemi a passare da un capo all’altro del Mediterraneo, ma senza stordire il lettore, come un vecchio saggio che indica ai propri allievi i cuori pulsanti di questa parte di mondo dall’alto di una grande montagna. Mentre gli altri peccano di supponenza nel trascrivere quella che ricorda una lezione accademica per accademici, Fernand guida qualunque lettore nell’analisi con un tocco personalissimo, tanto che la sua Venezia ricorda una dichiarazione d’amore senza fine da parte di un grande studioso di storia.

Il percorso si svolge su un’ampia area che ha influenzato il nostro paese per numerosi secoli. Questo libro è quindi un elemento prezioso per ricordarci che la cultura, specialmente per quanto riguarda quella italiana, sia un melting pot molto più grande e fecondo di quello che siamo abituati a concepire. Un buon inizio per aumentare la consapevolezza delle nostre tradizioni a livello nazionale e per individuare i punti comuni su un’area più grande. L’intento de Il Mediterraneo – Lo spazio e la storia, gli uomini e la tradizione, è forse quello di favorire l’integrazione basata su un comune passato. Forse con quest’opera, Braudel ci ha indicato la via per un’Europa unita, contemplando semplicemente il suo mare.

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12 commenti su ““Il Mediterraneo” di Fernand Braudel. 1987.

  1. lois ha detto:

    La Mediterrané di Braudel é un testo che é tornato spesso nei miei anni universitari. Il Mediterraneo è ed è stato un centro nevralgico di arte e cultura.

  2. […] "Il Mediterraneo" di Fernand Braudel. 1987.. […]

  3. sherazade ha detto:

    http://bks2.books.google.it/books?id=GzBpJROt9zwC&printsec=frontcover&img=1&zoom=1&edge=curl&imgtk=AFLRE70VOJcRxBVkJ6ArSw5rRr636DnjeNr2n-gPX26aKMEnC4zrMV-H9Rj1yY0rnFSerm0yWW9YB4Z2FSDnPfgmIDy7HOpPw1mU_d43ve_6coeOCatk_YSDOru6aoCUyy1RskuT5Tl_
    Non cosa verrà fuori (in teoria la copertina) il Libro è una raccolta di saggi curata da Pietro Barcellona per le edizioni Dedalo.

    Sei mai stato a San Vito Lo Capo? a metà settembre c’è una ‘festa dwl xoua-cous’. Incontri di Paesi affacciati sul Mediterraneo che si cimwntano tra canti e cibo. Se ci sei stato mi piacerebbe tu lo segnalassi

    sheraunpo’azzardata?perdono!

  4. sherazade ha detto:

    scusate la scrittura ma lo smart non è spesso smart 😉

  5. kappaemme ha detto:

    Ho letto il libro di Fernand Braudel ed una copia è nella mia libreria: la tua recensione (e consiglio alla lettura) è molto centrata ed assolutamente da tenere in conto

  6. luli118961 ha detto:

    Buona domenica delle Palme … un sorriso … Luli

  7. Matafione ha detto:

    Mi è sempre piaciuto Braudel. Però più che la sua storia del Mediterraneo – che trovo poco interessante – mi ha attratto di più la sua filosofia della storia.

  8. eduali ha detto:

    Io mi interesso di nutrizione/cultura alimentare e il mediterraneo, con l’incontro di tante culture diverse, ha dato origine ad una dieta fantastica , per il palato e per la salute. Ho trovato questo articolo molto interessante…

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      Anche io studio in questo campo. La cucina mediterranea è molto interessante sia dal punto di vista nutrizionale che da quello sociologico, ad esempio lo studio di come la gastronomia abbia plasmato intere civiltà.

  9. concetto salerno ha detto:

    un libro che molti italiani dovrebbero leggere.soprattutto coloro che credono che l’Italia sia sempre stata autonoma nei costumi nei cibi nell’agricoltura nell’urbanistica e fin nella ”soglia” di casa che ieri separava il gineceo dall’androne…E che dire dell’impianto urbanistico di Ippodamo da Mileto dove oggi noi nella maggior parte delle nostre citta’ ci troviamo a percorrere senza sapere la funzione di allora delle stenopoi e delle plateropoi?Bravo Braudel e bravi gli altri estensori di questo magnifico libro,

  10. Giovanni Damiani ha detto:

    Ho letto l’interessante libro e mi ha colpito i ragionamenti dell’Autore, e sono d’accordo con coloro che dicono che tutti dovrebbero leggerlo.

  11. alecocoale ha detto:

    Sto leggendo “Il Mediterraneo Antico”. E’ straordinario come il professore si muova agilmente anche nella storia antica, pur non essendo il suo primo studio. Oltre alla grande mole d’informazioni, sebbene alcune superate, colpisce la grande capacità di scrittore, di story teller del mondo antico, un po’ come Erodoto.
    Ho fatto una tesi su Palinuro come sito archeologico e come mito eneadico, e il mediterraneo è stato il protagonista principale di una storia, o meglio, delle storie che hanno formato, lentamente, l’occidente.

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