Il Castello di Tures, Alto Adige. 1136.

CastelloturesTra le rocciose montagne dell’Alto Adige, nella Valle di Tures, si erge un castello. Arroccato su un piccolo promontorio, domina tutta la valle dal 1136, anche se l’aspetto attuale è il risutato di un espansione del XVI secolo, quando è stata costruita la cinta muraria e alcuni edifici abitativi. Il castello di Tures prende il nome dai signori omonimi che hanno posseduto la rocca, fino a quando il ramo della famiglia si è estinto. Da quel momento il castello è finito in rovina, nonostante i passaggi di mano dei territori circostanti nel quattrocento, cinquecento e seicento.

Solo nel 1953 verrà restaurato e la torre principale ricostruita grazie ad un abate benedettino, che lo riporterà agli antichi splendori. Oggi il Castello è visitabile, e all’interno si possono osservare opere d’arte romaniche, risalenti al tempo dei Tures, e gotiche, che sono state aggiunte nei successivi passaggi di proprietà, il tutto circondato da arredamento in legno di cembro.

Ci sono molti altri forti in rovina in Italia, e questo è importante sia a livello storico che economico. La promozione e l’ingente investimento nel restauro è certamente un esempio da seguire in tutta la penisola, dal Trentino alla Puglia meridionale.

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12 commenti su “Il Castello di Tures, Alto Adige. 1136.

  1. ludmillarte ha detto:

    Eh già, speriamo che il buon esempio sia seguito in tutta la nostra bella Italia. Grazie, buona giornata

  2. mercuriade ha detto:

    Che meraviglia!

  3. Culturefor ha detto:

    Caspita è davvero incantevole…viene la voglia di andare in alto adige!

  4. Pierstefano ha detto:

    In Inghilterra hanno un altro approccio alle loro storiche memorie monumentali come i castelli. Gli Inglesi hanno istituito una specie di coperativa alla quale molti nobili o aristocratici , per salvaguardare le bellezze della proprietà e conseguentemente trarne un sufficiente profitto per gestire la manutenzione indispensabile, rendono fruibile ai turisti le visite e a volte anche per il pernottamentio. Una parte del loro castello invece è sempre abitata. Questo consente di avere sempre un occhio di riguardo e una presenza attiva sul posto. i Castelli sono conservati molto bene, cosa che altrimenti l’onere sarebbe talmente elevato da scoraggiare il proprietario. Mi è sembrato una cosa da segnalare e sarebbe anche da applicare sul nostro territorio italiano, ricchissimo di così tanti esempi architettonici ad alto valore storico. L’effetto sarebbe anche positivo sul richiamo dei turisti italiani e stranieri con ovvi benefici.

  5. Katia ha detto:

    Io lo adoro.Ecco.

  6. sherazade ha detto:

    Se soltanto avessimo rispetto e cura delle berllezze architettoniche e paesaggistiche, nel nostro meraviglioso Paese ci sarebbe bellezza e lavoro per TUTTI dalle competenze più alte alla manovalanza specializzata (e non).

    sheraBuonissimaPasquaxicredentiesennòunabbracciodiPace

  7. sdemetz ha detto:

    La gita scolastica in Alto Adige si chiama “Mai Ausflug”, gita di maggio, perché in genere si va in gita quando si scioglie la neve. Alle elementari destinazione di una di queste gite fu proprio il Castello di Tures e dopo tantissimi anni, il ricordo è ancora vivo. Non ricordo le opere d’arte al suo interno, ma nella memoria impressa di una bimba sono ancora plastiche le immagini delle sale, del legno, della magia che aveva fascinato i miei occhi di bimba aspirante principessa. Grazie per avermi riportato dentro questo castello!

  8. ventisqueras ha detto:

    splendida fo
    to, mi ha ricordato una incantevole giornata

  9. Miss Trooper No.1 ha detto:

    Bellissimo blog e bellissimo tema su cui incentrarlo.
    Continuero’ a seguirti. Le persone come te son quelle di cui amo circondarmi e con cui mi piace condividere e confrontarmi culturalmente parlando.
    Complimenti sinceri per il tuo fantastico lavoro.

  10. pachulli ha detto:

    Beh, si sa che l’Alto Adige è un posto meraviglioso… Ma non pensavo potessero esserci delle bellezze di questo genere!
    Io sono stato, in qualità di orsetto viaggiatore, solo all’Abbazia di Novacella, vicino a Bressanone… bellissima!!!!

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