La “Tempesta” di Giorgione.1508.

Giorgione, nato a Castelfranco Veneto nel 1477, è stato uno dei pittori più enigmatici della storia dell’arte italiana. Per introdurlo, non possiamo fare altro che parlare di una delle sue opere più famose, la Tempesta. Ultimata attorno al 1508, questa tela è stata al centro di polemiche e di argomentazioni fantasiose per cercare di spiegare gli elementi presenti, che a prima vista appaiono slegati da ogni logica.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8f/Giorgione_019.jpgLa Tempesta è un quadro importante, perchè impone una riflessione e una ridiscussione del modo in cui osserviamo un’opera d’arte: non  bisogna fermarsi al semplice sguardo distratto, ma analizzare il singolo dettaglio per scoprire il messaggio nascosto. Si dice che quest’opera sia il primo paesaggio dipinto della storia dell’arte Occidentale, e per spiegarlo ci si è serviti della Filosofia, della Teologia e persino dell’Alchimia.

In questo video prodotto da Rai Educational ci viene mostrata una possibile interpretazione di questa meravigliosa ed misteriosa opera, custodita presso belle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Fuorisalone e Salone del Mobile a Milano dal 9 al 14 Aprile.

Era il 1961 quando un gruppo di piccoli imprenditori, di ritorno dalla Germania in pieno boom postbellico, decidono di creare un punto di incontro tra consumatori e produttori di articoli d’arredamento, visto il successo ottenuto dall’esposizione di Colonia. Durante la ricostruzione, sia la Germania sia l’Italia hanno visto crescere a dismisura il numero degli alloggi, determinando di conseguenza un fortissimo aumento della domanda di prodotti artigianali e industriali per la casa. Dalla propria nascita, il Salone del Mobile (organizzato dal Cosmit) si è tenuto in anni non consecutivi, per poi diventare esposizione annuale a partire dal 1991.

Oggi il Salone è di rilevanza internazionale ed è probabilmente il più importante appuntamento annuale per Milano. Nella immensa fiera di Rho Pero,  le grandi e piccole firme dell’arredamento espongono gli ultimi prodotti ad un pubblico proveniente da tutto il mondo. Quest’anno il Salone del Mobile si terrà dal 9 al 14 aprile, negli stessi giorni in cui avrà luogo Fuorisalone.

Parallelamente all’esposizione in fiera, nel 1991 è nato il Fuorisalone (chiamato anche Milano Design Week) in cui le varie marche appartenenti al mondo della moda, del design e dell’architettura organizzano eventi in vari luoghi della città. Tra le zone più frequentate spiccano zona Tortona, Brera e Porta Romana. Se il Salone in fiera è un’esposizione in “vecchio stile”, il Fuorisalone è invece diventato un evento che unisce tutti i settori creativi che rendono forte e competitiva Milano nel mondo.

Per assistere a questa grande manifestazione, i visitatori accorreranno da ogni parte d’Italia e da tutto il globo. La prossima settimana verranno mostrati i campi in cui possiamo far sfoggio di tutte le forze messe in campo dal nostro paese: un appuntamento da non perdere per scoprire i settori da cui ripartire.

Luigi Ghirri, il Precursore di Instagram.

Luigi Ghirri è nato nel 1943 a Scandiano, un paesino nell’Emilia Romagna. Fotografo di professione, ha incominciato a immortalare paesaggi naturali senza inserire l’uomo nella composizione, ma osservandone gli effetti sul territorio. Tra le fotografie di questo tipo possiamo vedere quella di un sentiero alberato che si perde all’orizzonte, ma con una ringhiera incatenata in primo piano, o magari quella che ritrare una spiaggia con il proprio mare, occupata da altalene e altri giochi da bambini. La sua attività comunque non si è limitata alla ricerca sui paesaggi, ma anche alla sperimentazione di nuove tecniche.

Con l’uso di particolari filtri, l’effetto ottenuto su alcune sue foto appaiono molto familiari. Le foto, scattate negli anni ’70, hanno il tocco da amarcord. Con gli occhi di allora, queste foto dovevano essere molto innovative e trasmettere il senso di antico e vissuto molto più di oggi. Si, perchè l’effetto ottenuto da Ghirri è molto simile alle foto scattate utilizzando Instagram, la famosa App comprata da Facebook per un miliardo di dollari. Dalla ricerca artistica di un fotografo, spalmata su chili di pellicole, si è passati al semplice tocco sullo schermo di uno smartphone.

Questa vicenda mette in collegamento due mondi: la caotica evoluzione della fotografia e la capacità di trasformare un’innovazione artistica in un prodotto da vendere. Se oltreoceano l’effetto “Instagram” vale un miliardo, da questa parte rimane la produzione poco conosciuta di un importante fotografo. E siamo a un bivio: arte come fenomeno di massa o ricerca personale per pochi intenditori?

Saltarello, Antica Danza Popolare del Centro Italia.

Il Saltarello è un insieme di balli popolari di origine molto antica, tipici dell’Italia centrale. Nel Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Molise troviamo testimonianze di queste danze, praticate ancora oggi. La genesi del Saltarello può essere legata alla saltatio, un genere molto popolare tra i latini prima della conquista da parte degli antichi romani. La prima trascrizione di questo genere risale al XIV secolo, e nei documenti viene classificata come danza aristocratica.

Il saltarello fa infatti parte dei quattro modi basilari della danza di corte italiana, e viene utilizzato come modello per lo sviluppo di balli rinascimentali. Il mistero è quindi la relazione tra la danza di corte e quella popolare, una matassa da dipanare che lasciamo alla storiografia della musica. Il Saltarello esiste come ballo di coppia uomo-donna ma anche a quattro persone, in cerchio e processionali. Nelle diverse regioni tuttavia si possono trovare delle variazioni, e ci sono analogie con la Tarantella del meridione d’Italia. Il Saltarello ha riscosso molto successo nel mondo, e sono stati reinterpretati pezzi strumentali da gruppi come l’australiano Dead Can Dance.

La straordinaria varietà del Saltarello, che assume sfumature diverse anche passando di comune in comune, dimostra quanto la nostra cultura sia stata influenzata dalle divisioni politiche e territoriali. Chiediamo quindi a gran voce che questo patrimonio immateriale venga riconosciuto e tutelato così come si inizia a fare in altri importanti settori culturali.