Denuncia: se i tutti i musei pubblici italiani guadagnano meno del Louvre.

E dire che nel prestigioso museo parigino, la sezione italiana rappresenta il gioiello di punta di tutto il percorso espositivo. Un museo moderno, ben pubblicizzato e visitato da molti dei tanti turisti che affollano la città in ogni parte dell’anno. Ma cosa succede da questa parte delle Alpi? A rigor di logica, il paese fonte di tanta ricchezza dovrebbe navigare nell’oro e vivere di rendita del proprio patrimonio. Non proprio. Nella situazione attuale, bisogna fare un passo indietro e chiedersi cosa manca nella comunicazione.

Il Meridione d’Italia, ricco di moltissimi siti archeologici risalenti al neolitico, all’età del ferro, al periodo di formazione della Magna Grecia e delle civiltà nuragiche e via dicendo, non è altro che il simbolo di un vastissimo patrimonio non valorizzato: un sogno per il turismo culturale a cui quasi si vuole impedire la fruizione di questi siti. Una intelligente campagna promozionale potrebbe sfruttare solo i Bronzi di Riace per risollevare l’economia di tutta l’area, ma la fantasia lascia spazio alla amara realtà: gli incassi di tutti i musei pubblici italiani sono inferiori a quelli del solo Louvre.

Questa triste e dura constatazione deve essere un monito per la politica. C’è un grande problema che ha bisogno urgente di soluzioni, e a queste si arriva anche attraverso pressioni da parte dell’opinione pubblica.

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30 commenti su “Denuncia: se i tutti i musei pubblici italiani guadagnano meno del Louvre.

  1. pietrochag ha detto:

    Per quanto riguarda la tua citazione sulla civiltà Nuragica, ti garantisco che non ci sono mai soldi per eseguire la messa in luce di siti già noti. E’ una malattia che si dilunga nel tempo e se dovesse accadere che qualcosa si potesse fare, si blocca subito. Si rischia di far arrivare soldi anche ai sardi! Complimenti per l’articolo. Ciao

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      E dire che i soldi non sono un problema, siamo campioni nel mancato utilizzo dei fondi europei! Io penso solo ad un percorso coordinato a livello regionale dei villaggi nuragici, collegati da piste ciclabili e ricchi di pannelli informativi e servizi collegati: l’indotto creerebbe migliaia di posti di lavoro. Si tratta comunque di investimenti a medio-lungo termine, qualcosa che da’ prurito alla politica.

      • Pitocco ha detto:

        Siamo campioni del mancato utilizzo dei fondi europei per una semplice realtà: non è possibile ciurlare sul manico e quindi rimangono lì, fermi inutilizzati. Questo spiega bene due cose: la prima che ad eseguire alcuni lavori di manutenzionen e ristrutturazioni è possibile solo se l’appalto prevede un ricco limone da spremere, secondo che la maggior parte del personale preposto a decidere sull’utilizzo dei fondi europei sono di due categori: ingoranti come un ciocco di legno e spesso incapaci ad attivare una prodedure di finanziamento con banche e strututre correlate ai fondi europei. La morale quindi è quella che buona parte del patrimonio nostro è in balia a dei mascalzoni.

  2. marco ha detto:

    E’ vero!! Bisogna fare qualcosa!! Mi viene in mente anche un bell’intervento di Crozza sul Louvre e sulla reggia di Caserta

    • ItaliaIoCiSono ha detto:

      Guarda, ho preparato questo articolo prima dell’intervento di Crozza, e quando l’ho visto son rimasto piacevolmente colpito perchè è bene che si parli di queste cose. Per ora questi luoghi sono sfondi incantevoli per battute, ma speriamo che la gente rifletta su come siano urgenti provvedimenti in questo campo!

  3. sherazade ha detto:

    che tristezza. i veri tesori italiani, orgoglio dell’umanità in moltissimi casi, lasciati all’incuria o alle iniziative di pochi.
    sherazade

  4. laurpacc ha detto:

    E dire che l’Italia potrebbe vivere di rendita… E sapete anche che il patrimonio artistico di Venezia è 14 volte quello di tutta la Svezia? Eppure guardate gente che visita i paesi nordici… Si tratta, come hai scritto, di marketing e di spingere il settore. Non ci vuole poi molto e abbiamo fior fior di giovani pronti ad offrire le loro idee e rimboccarsi le maniche.

    • Pitocco ha detto:

      Ti faccio un esempio. Molti anni fa, agli inizi degli anni 80 ero ospite di alcuni amici tedeschi che mi portarono nei dintorni di Francoforte monstarndomi alcuni reperti romani. Erano tutti perfetti, lucidati, rimessi al loro posto, l’erba era tagliata, le targhette in tedesco, inglese e francese (feci loro notare che almeno potevano scriverle in latino se l’italiano stava loro sulle palle), le indicazioni pefette. I cestini dell’immondizia in ordine, le guide in divisa che sapevano spiegare con dovizia ogni cosa. Mi prese una gran tristezza, ero reduce da un viaggio a Pompei ed Ercolano dove regnava allora lo schifo più assoluto. Con rammarico ammisi quindi quello che i miei amici stessi condivisero: l’Italia potrebbe vivere di rendita con il settore artistico/archeologico, ma purtroppo chi gestisce queste cose non ha nessun interesse “immediato” ed anzi sfrutta tutte quelle possibilità per afossare progetti e idee che lo potrebbero valorizzare.
      Il problema non sono i giovani, le idee, i progetti, ma di quella massa informe, grgia, persecutoria che come unico obiettivo vede la soddisfazione dei propri interessi di casta.

  5. kikimika ha detto:

    L’ha ribloggato su Through the Looking-Glass, and What Kiki Found Theree ha commentato:
    In questo periodo mi trovo ad Amsterdam dove hanno appena riaperto il Van Gogh Museum e il Rijksmuseum, devo ammettere che hanno fatto un’ottima promozione pubblicitaria sia qui che in Europa (dato che la notizia mi è stata mandata anche dall’Italia dai miei parenti che l’hanno visto in TV).
    Come al solito guardando gli altri stati europei, mi domando come mai la nostra bella Italia non riesca a valorizzare il suo immenso patrimonio artistico…
    Consiglio quindi a tutti di leggere quest’articolo del blog “Italia,io ci sono.” e magari non solo questo, dato che anche molti altri sono interessantissimi e sempre ben scritti…
    Alla prossima ^^

  6. esquilino ha detto:

    Hai messo il dito nella piaga, in un paese che è universalmente riconosciuto come la culla dell’arte e della cultura con un patrimonio che non ha eguali in tutto il resto del mondo, il ritornello è sempre lo stesso : non ci sono i soldi ! Solo nell’Esquilino, una piccola parte del centro di Roma esistono delle potenzialità incredibili con momumenti che se stessero in altre città calamiterebbero l’interesse di milioni di turisti e qui non solo non sono valorizzati ma sono addirittura chiusi ! Speriamo che finalmente qualcuno inizi ad aprire gli occhi e a pensare che stanziare dei fondi per la cultura non sarebbe solo un segno di civiltà ma l’inizio di un nuovo boom per l’occupazione e il lavoro di giovani e meno giovani.

  7. Proprio due giorni fa sono andata al Museo del Novecento, gratis perchè non ho ancora compiuto 25 anni, e mi sono stupita quando la mia amica m’ha spiegato che tanto il biglietto, dopo i 25, si pagherà 6 euro. Ho esclamato “Beh, oddio, tanto vale farlo pagare sempre, allora.”
    E in fondo si parla di Milano, e del Museo del Novecento; mi immagino tutte le altre realtà, più o meno minori.
    C’è una motivazione seria per cui i governi non hanno mai saputo sistemate il problema turismo? Perplessità.

  8. ilnotiziabile ha detto:

    Credo che il problema di fondo risieda principalmente qui (http://ilnotiziabile.wordpress.com/2013/04/20/italia-ultima-classifica-europea-per-spese-destinate-cultura/), oltre all’incapacità di promozione del patrimonio artistico e culturale.

  9. LeDueNellie ha detto:

    Quanto sono d’accordo.. sono una neolaureata in Beni Culturali e inutile dire che le idee sono molte. Oggigiorno, grazie anche al web, sarebbero tante le iniziative che si potrebbero organizzare per coinvolgere l’opinione pubblica senza dover spendere troppo in pubblicità e quindi lasciare il guadagno al recupero e conservazione..
    Purtroppo noi giovani laureati siamo senza esperienza e le nostre idee valgono meno di zero nel mondo del lavoro.

  10. danylucy ha detto:

    A Londra la maggior parte dei musei, quelli principali sono tutti gratuiti! Sono tenuti benissimo e il visitatore è libero di fare una donazione. Loro promuovono la cultura e la civiltà!

  11. ilcolorelilla ha detto:

    Se vogliamo parlare seriamente di Turismo e Conservazione dei Beni Culturali, innanzitutto va premesso che vanno distinti. Sul lato turistico bisogna guardare la realtà: l’Italia vive di rendita su alcuni grandi centri che possiamo chiamare attrattori del turismo di massa, come Roma, Firenze, Venezia. In tali centri l’offerta turistica viene lasciata a casaccio, ma la buona qualità dei servizi alberghieri e la ricchezza di posti da visitare lasciano il turista contento. Il flusso turistico che si genera non viene né sfruttato, né canalizzato, cioè questo turismo straniero senza macchina è lasciato fuori dal circuito dei centri turistici “minori”. Per una serie di problemi: mancata promozione, trasporti insufficienti o inesistenti. In pratica vedere i Bronzi per me significa farmi la Salerno-Reggio Calabria o prendere treni o aerei, per solo due statue la gente non ci va, bisogna dargli qualcos’altro da aggiungere ai Bronzi (es: mare, buona cucina, paesini tipici, ecc.) e presentarglielo bene e chiaramente. Infine non vorrei che qualcuno usasse la scusa del turismo per progettare ancora mega villaggi e hotel orribili. La gente che viene in Italia vuole vedere il paesino tipico, la trattoria, per i mega villaggi vanno a Sharm el Sheikh, che è un deserto.

    • laurpacc ha detto:

      Concordo. E aggiungo: un resort nel DESERTO, eppure strafrequentato.

    • Pitocco ha detto:

      Hai ragione, nulla da eccepire. Altro esempio nel Veneto. Sono rinomate (non so per quale motivo, forse perche sono una bolgia assurda), anche se fanno schifo nella maniera pià assoluta, le spiaggia di Jesolo e Caorle e quella del Lido di Venezia (quest’ultima un piccolo gioiello). C’è un’altra città lagunare che si chiama Chioggia e che ha la sua spiaggia (Sottomarina) molto più grande, pià profonda e salutare (dal punto di vista dei bagni di sole e delle sabbiature) di quelle succitate. IL comune di Choggia ha più volte chiesto di passare sotto il comune di Padova per avere la giusta valorizzazione, ma ogni tentativo è stat bocciato sul nascere con il risultato che la cittadina di Chioggia sembra una cittadna dell’Istria all’epoca di Tito e la spiaggia di sottomarina è quasi un campo minato tra chiodi, vetri rotti, bande di ragazzacci che molestano a destra ed a manca. Anche PAdova ha sommessamente chiesto l’anessione di Chioggia nella sua provincia, ma l’attuale sindaco (ora ministro dello sviluppo economico che ha intenzione di ripristinare il nucleare nonostantre due referendum negativi) va con i piedi felpati in queste cose, forse è interessato ad altre, non si sa. Quello che si sa è che una parte delle spiagge è ricca, l’altra è trattata come una discarica nel vero senso del termine con tutte le conseguenze che ne derivano. E siamo nel nord est…

  12. lois ha detto:

    L’opinione pubblica è da anni che si indigna di fronte a questo scempio e purtroppo non cambia niente, rispetto alla tutela, all’impegno di ciascuno a garantire la conservazione, occorrono i numeri e gli impegni.
    Abbiamo un patrimonio completamente in malora e il finanziamento totale rivolto ai BBCC è meno dello 0,30% del PIL, grossa fetta del quale serve a malapena a finanziare gli stipendi!
    La verità è quella che diceva il mio docente all’Università prima di ogni lezione, in Italia non esiste una politica della conservazione, ma uno stato di emergenza perenne. Dopo i crolli si accorre disperati per poi rivoltarsi nuovamente dall’altra parte il giorno dopo!
    Lo vediamo con Pompei, l’indignazione è mondiale eppure ai crolli della palestra dei gladiatori ne sono succeduti altri e altri ancora, l’abbandono è totale, e sappiamo tutti che gli scavi avranno ancora breve vita.
    La partecipazione e la volontà cittadina con un accesa sensibilità esiste è tutto il resto che manca. Negli ultimi decenni il ministero per i BBCC era appannaggio di amici e parenti giusto per il contentino di turno. Staremo a vedere ora col nuovo ministro ed il nuovo governo, che (se durerà!) per ora da affrontare ha problemi grandissimi e la cultura forse non sarà tra le principali attività!!

    • ilcolorelilla ha detto:

      Su Pompei c’è stato un vero e proprio scandalo senza pari, dato che la tutela venne affidata alla protezione civile, entrarono ditte edili coi martelli pneumatici che mai avrebbero dovuti metterci piede in scavi archeologici così delicati. I crolli sono anche una conseguenza di lavori fatti da personale edile ignaro della fragilità di una città archeologica. Il culmine è stato toccato quando hanno letteralmente rifatto il teatro grande, ora irriconoscibile. A Pompei un tempo esistevano delle figure specializzate di statali che facevano manutenzione dei tetti, riparavano gli scoli, facevano delle semplici manutenzioni ordinarie che però erano utilissime. Queste figure non esistono più e senza manutenzione aumentano i crolli. Inoltre ogni restauro ora è visto come un intervento straordinario affidato a ditte esterne. Così costa di più ed è episodico.

  13. Angela Fradegradi ha detto:

    La comunicazione è importante specialmente in un settore come quello dei beni culturali. Si dovrebbe pensare che sì fare entrate è importante per mantenere certi standard ma soprattutto pubblicizzare musei, località importanti, eventi culturali e più ne ha più ne metta fa bene alla mente delle persone che vengono coinvolte. La cultura è un bene da salvaguardare e sponsorizzare il più possibile: è la base della società civile.

  14. stefaniam79 ha detto:

    ciao.complimenti per il blog:-) a tal proposito ho penso meritassi il premio liebster award…per capirne qualcosa leggi l’articolo riguardante il premio sul mio blog!ciao:-)

  15. fulvialuna1 ha detto:

    Leggo molte cose giuste su questo argomento, condivido molto quello che scrivono tutti e in più aggiungo che se arrivi in una villa storica per visitarla e ti dicono che metà è chiusa per manutenzione ordinaria…Ma non si può fare nel giorno di chiusura settimanale? Così in 10 persone ce ne siamo andati ma abbiamo segnalato la cosa al FAI.

  16. Niarb ha detto:

    Non c’è niente di casuale nel modo vergognoso in cui trattiamo i due immensi patrimoni che ci sono stati lasciati in eredità, dai nostri antenati uno, e dalla natura l’altro.
    C’è metodo.

    L’Italia potrebbe vivere di turismo, certo, ma non in questo Universo. Forse in uno parallelo, chi lo sa. Ma in questo…
    L’OCSE ha pubblicato uno studio corposo ed estremamente interessante che analizza punto per punto, e Paese per Paese, i fattori che contribuiscono a definire una destinazione come più o meno interessante per i turisti internazionali.

    Sono numeri molto, molto duri.
    Se non l’hai già letto, ne trovi una sintesi pirlografica qua:

    http://afterfindus.com/2013/04/14/turismo-per-caso/

    …altro che Louvre.

  17. Brigitte Wohack ha detto:

    Vivo da alcuni anni in un posto incantevole chiamato Valdarno, per intendersi quel tratto dell’Arno che va da Pontassieve a Arezzo. La zona è strapiena di testimonianze del passato a iniziare dai dinosauri attraverso etruschi, romani, medioevo e così via, fino a ville in stile Liberty e oltre. Chi non vive proprio a Firenze o dintorni ne ha mai sentito parlare del Valdarno?

  18. lucywithdiamonds00 ha detto:

    E’ già un buon punto di partenza iniziare a parlarne, il prossimo passo è far arrivare la cosa ai “piani alti”…

    Mai pensato ad utilizzare il sito https://www.change.org/it per lanciare una petizione? Non so se ne esista già una riguardo ai siti archeologici, ma tanto vale tentare!!

  19. […] In ogni città e in ogni regione da nord a sud e in tutte le isole sono previsti eventi, presentazioni e visite guidate alla scoperta del nostro patrimonio. La Notte dei Musei è un’ottima occasione per passare un sabato sera in modo diverso ma soprattutto un modo per attirare l’attenzione sui musei pubblici, di cui abbiamo già parlato per quanto riguarda la loro non invidiabile situazione economica. […]

  20. loscalzo1979 ha detto:

    Con la Cultura si potrebbe ALTRO CHE MANGIARE, si farebbe L’INDIGESTIONE se si volesse davvero investire e valorizzare….

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