Il futuro dell’Italia tra il Passo dello Stelvio e una Ferrari

C’è solo una cosa che può disturbare il silenzio e la maestosità delle Alpi Retiche. Non la strada del Passo dello Stelvio –ritenuta una delle strade più belle del mondo– che si arrampica sui pendii con i suoi più di 100 tornanti, ma il rombo di un motore assemblato molto più a valle. Cosa hanno in comune questo paesaggio pieno di verde e cime rocciose, e una Ferrari nuova di zecca? Cosa unisce il paesaggio alpino all’industria della bassa padana? Guardando questo video di Car and Driver: Abroad, si intuisce subito la potenza in tutti i sensi che emanano questi due simboli: l’italianità.

È un concetto dai contorni sfumati, difficile da toccare con mano, ma che diventa granito quando lo si vede da fuori. Jethro Bovingdon, il pilota, alla fine delle riprese non risparmia elogi a questa terra così ricca di un qualcosa così difficile da capire da parte di tutti noi italiani che ogni giorno creiamo quell’atmosfera. Bisogna quindi lavorare per favorire le dichiarazioni d’amore spontanee per questa terra, e intuire finalmente dove gli investimenti devono essere riversati.

Sarebbero soldi importanti e ben spesi per un motivo semplice:  siamo sicuri che rivedremo i vari Jethro Bovingdon sulle nostre strade e non solo.

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5 commenti su “Il futuro dell’Italia tra il Passo dello Stelvio e una Ferrari

  1. Io e mia figlia i passi delle Alpi li abbiamo attraversati o a piedi o con gli scii: Sarà anche bella la “ferrari” maè moto più gustoso camminare con ai piedi le ali.

    • Luca Livraghi ha detto:

      Sono daccordo! Le emozioni che si provano camminando lungo le trincee della prima guerra mondiale, con l’Ortles sullo sfondo, sono qualcosa che rimane sempre con noi. Sono tesori, ancora oggi troppo ben custoditi.

      • Con mia figlia e mio marito sono salita Sul l” Cariol” e ne sono rimasta molto emozionata. La guerra del !5-18 si studia troppo velocemente nelle scuole: Mia figlia quest’estate ,ha voluto rifare con suo marito tutti passi delle Alpi che aveva fatto con me, bimba .sugli scii e quando l’ho rivista su faceboock scalare quelle montagne. ti confesso mi ha preso un “colpo ” ma ho comunque gioivo perché già a sei mesi l’ adeguavo alle nostre irte montagne abruzzesi ll monte su cui ha fatto scuola si chiama “Montegirofalco “ed è sulla Valle del Liri dove abbiamo la casa della bisnonna a 1100 metri di altitudine e intorno abbiamo boschi di querce :Noi abbiamo nell’orto un pero che ha più di cento anni , lo ha piantò il mio bisnonno ed è alto più di dieci metri e lì si diceva un tempo :”semini nu chicco de grano sella roccia e aspetti che chiove”. Penelope . P.S.dalla cima d Monte Gerifalco si vede il Velino e tutti i monti del Parco Nazionale D’Abruzzo e le vette della Maiella- E’ uno spettacolo che ti riempie il cuore insieme alla genziana che fiorisce su i nostri monti

  2. alicemate ha detto:

    Io l’ultima salita l’ho fatta in camper! Super la montagna e la strada che serpeggia su di lei!

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