Vittorio Gregotti e l’archivio donato al Comune di Milano.

Vittorio Gregotti, classe 1927, é un nome noto dell’architettura italiana e internazionale che ha lavorato su numerosissimi progetti, applauditi da molti ma anche criticati all’interno di aspre discussioni. Nato a Novara, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1952 Gregotti incomincia a scrivere per Casabella, una nota rivista di architettura, fino a diventarne direttore, e in questo periodo incontra i grandi architetti del tempo : Le Corbusier, Gropius e molti altri. Nel 1974 fonda la Gregotti Associati International e incomincia a progettare numerosi edifici.

Lo stile richiama il razionalismo italiano e le correnti moderniste. L’impronta la si puó notare sui numerosi edifici pensati dall’architetto novarese: la nuova sede degli Arcimboldi e della Pirelli in Bicocca a Milano, il centro culturale di Belem e il tristemente noto ZEN di Palermo. Lo scorso maggio, Gregotti ha fatto un annuncio importante: ha deciso di donare il suo archivio al Comune di Milano che lo collocherà all’interno del Castello Sforzesco. Si parla di oltre 44mila disegni completati tra il 1953 e il 2002, assieme a diverse piante e plastici dei suoi oltre 800 progetti che formano un patrimonio il cui valore si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

La donazione si rivela una scelta molto intelligente per permettere anche ai meno appassionati di conoscere le idee del famoso architetto e il suo modo di pensare l’arte a cui ha dedicato la vita. Un archivio di qualità non rinchiuso in buie stanze a prendere polvere, ma ospitato in uno spazio lussuoso che con l’Expo 2015 sará vetrina del restauro della Sala delle Asse (affrescata da Leonardo) e del nuovo museo dedicato alla Pietá di Michelangelo. Opera di architetti contemporanei è l’allestimento museale che circonda attualmente la famosa scultura, questa volta dei milanesi BBPR ovvero il gruppo che é famoso principalmente per aver progettato la Torre Velasca.

Diversi mesi fa abbiamo parlato anche della scomparsa Gae Aulenti, sua cara amica, che sognava un archivio degli architetti a Milano. Non stupisce quindi che Gregotti sia andato in questa direzione, aprendo la porta ad altre donazioni per omaggiare una cittá che ha dato loro molto e che a loro volta hanno disegnato nel corso degli ultimi decenni.

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