Simone Peterzano. Il Maestro di Caravaggio in Mostra al Castello Sforzesco.

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ha avuto una breve vita. In un periodo di passaggio dalla pittura rinascimentale a quella barocca, il giovane ha introdotto un particolarissimo uso della luce e l’analisi accurata dell’animo umano dipingendone i drammatici e realistici effetti nelle pose.

Nato nel 1571, Caravaggio viene istruito da un maestro milanese nel suo studio. Dal 1584 e per altri quattro anni, il giovane pittore impara dal meno conosciuto Simone Peterzano. Noto solo per essere stato il “maestro di..”, questo pittore è stato uno dei grandi esponenti della pittura rinascimentale lombarda.

Peterzano nasce nel 1540 a Bergamo ed è a sua volta allievo di Tiziano a Venezia (quali coincidenze…). Finito l’apprendistato affresca monasteri nell’area milanese e finisce diverse tele. In questo periodo dipinge la famosa Pietà e gli affreschi della Certosa di Garegnano. Attraverso i suoi dipinti si intuisce una primitiva analisi dell’illuminazione che il suo allievo svilupperà e studierà con grande dedizione. Tutti i grandi pittori sono anche grandi disegnatori, e Peterzano non è certo da meno.

Fino al 17 marzo 2013 al Castello Sforzesco di Milano, gratuitamente, si possono ammirare 132 disegni del pittore rinascimentale e di altri illustri come il Parmigianino, Luini e altri anonimi lombardi. Sono esposti studi di un particolare o di un personaggio, ritrovabili successivamente nei diversi quadri in fotografia. La mostra è interessante ma l’allestimento lascia un po a desiderare, infatti è vittima di un male molto diffuso in Italia: i pannelli informativi scritti con un linguaggio poco accessibile. Tuttavia va evidenziata la lungimirante gratuità della mostra, che sostituisce quella di Bramantino, altro pittore rinascimentale lombardo, visitabile fino all’ottobre scorso.

Senz’altro un appuntamento importante per osservare lo stato dell’arte rinascimentale e il germe di quella barocca, di cui Peterzano è inconsciamente l’anello di congiunzione.

Primarie della Cultura, Vota Online Entro il 28 Gennaio!

Primarie è un sostantivo che abbiamo sentito spesso dal lessico politico degli ultimi mesi. Sono diventate un potente strumento per scegliere le persone che andranno a  rappresentare i cittadini in parlamento. Senza chiamare in causa convinzioni politiche si può affermare che le primarie siano alla base della democrazia rappresentativa.

Ma perchè limitarsi a scegliere dei candidati, seguendo comunque varie priorità e interessi, e non dedicarle anche ad altri ambiti? È quello che deve aver pensato qualche capoccione al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, organizzazione privata che si occupa della conservazione, promozione e apertura al pubblico di parte del patrimonio culturale italiano.

L’iniziativa non poteva che chiamarsi Primarie della Cultura, un modo piuttosto diretto per indicare al prossimo governo le priorità da affrontare in campo culturale. Troppo spesso si è usato il nostro patrimonio negli slogan, sbandierato nei comizi affollati di gente dagli occhi luccicanti e infine dimenticato immediatamente dopo il bicchierino di spumante per festeggiare la vittoria. Ora il FAI dice basta, o meglio, i cittadini grazie al FAI dicono basta e si arricchiscono di uno strumento che speriamo venga usato sempre più spesso in futuro.

Al posto dei candidati, che spesso ci fan passare la voglia di sperare, sono messi in lista temi importanti e attuali: dallo stop al consumo di suolo alle startup, dal diritto allo studio alla salvaguardia delle biblioteche. In tutto 15 temi, ma il votante potrà sceglierne 3. Le primarie si svolgono dal 7 al 28 gennaio 2013 e si potrà votare appena dopo la registrazione sul sito dedicato . Tutti i cittadini italiani sono chiamati a dare il loro contributo, votando e diffondendo questa iniziativa importante e innovativa.

Dopo aver votato, commentate le vostre scelte qui sotto. Io ho trovato difficoltà nello scegliere solo 3 temi ed evitare di cliccare una settantina di volte su tutti e 15, ma alla fine ho scelto quelle che mi stanno più a cuore, alla fine i principi che portano avanti questo blog:

1. Leggi che tutelino e valorizzino il settore terziario della cultura, permettendo un incremento degli investimenti privati.

2. Incentivi alle startup e ai giovani: questo può essere il motore della ripresa.

3. Più storia dell’arte a scuola: è un punto per cui mi sono sempre battuto e non pensavo fosse così sentito anche da molti altri.

Voi a quali temi avete dato la priorità?

Buon 2013!! L’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti

Dopo aver finito di festeggiare il Natale, eccoci di nuovo alle prese con il capodanno. Auguri di buon anno a tutti i lettori di Italiaiocisono! Il 2013 forse sará l’anno in cui la crisi allenterá il morso, un altro per riscoprire il modo con cui uscirne: noi proponiamo la cultura. Proprio questo tema sará al centro di un’evento importantissimo che occuperà tutti i prossimi 12 mesi. Il 2013 é infatti l’anno della cultura italiana negli stati uniti.

È un appuntamento importante per entrambi i paesi, molto legati a livello storico, culturale ed economico. Gli immigrati italiani nei decenni passati hanno portato con sè la voglia di lavorare, lo stile di vita e i racconti di un paese pieno di contraddizioni. Gli italiani e i propri figli hanno scalato la societá aperta statunitense, e hanno contribuito alla diffusione della nostra cultura a ogni livello. Sono diventati politici, imprenditori, attori e artisti e hanno creato una vastissima rete di relazioni tra gli USA e l’Italia che è servita per mostre, scambi culturali, aiuti economici, discussioni e molte altre attivitá. Non solo nelle celebrazioni del Columbus Day, alle vittorie sportive dell’Italia o alla Liberazione si festeggia nelle piazze delle grandi cittá americane, l’apprezzamento è continuativo e forse gli italoamericani tengono piú al nostro paese che i propri padri: constatazione al contempo dolce e amara.
Il 2013 vedrá oltre 180 eventi in 40 cittá americane, e le tematiche spazieranno dall’Arte, alla Musica, al Design, alla Cucina e tutti gli altri ambiti per cui ci possiamo permettere di mostrare la via a molti altri paesi del mondo.

Verrá mostrato il David-Apollo di Michelangelo a New York, le orchestre italiane come la Filarmonica della Scala suoneranno Verdi nelle sale da concerto statunitensi sotto la direzione di Riccardo Muti, le poesie dei grandi poeti italiani illumineranno i bus delle cittá, si festeggeranno il settecentesimo compleanno di Boccaccio e il cinquecentesimo del Principe di Machiavelli, e la lista é ancora lunga. Il grande evento é patrocinato dalle Istituzioni italiane e statunitensi, oltre che da due importantissime aziende del nostro paese: Eni e Intesa.
Insomma, per un buon inizio del 2013 vale la pena leggersi il programma, e magari pianificare un viaggio negli USA per rendersi conto della portata di questo evento. Inoltre, iniziative come Eataly riscuotono un grandissimo successo nel mondo e c’é sempre piú richiesta di made in Italy. Alla luce di tutto ció, cerchiamo di sfruttare questo anno per riscattare la nostra cultura e per renderla piú fruibile!

Buon Natale! Le Origini della Festa da Aureliano ai Persiani. Accompagna Corelli.

Tanti auguri di Buon Natale a tutti i lettori di Italiaiocisono! Ho iniziato questa avventura il 14 novembre, e in poco più di un mese voi lettori avete dato lustro a questo blog decidendo di accompagnarmi. Ad oggi siete 213, un risultato allora insperato e inconcepibile. I temi che affrontiamo assieme ci appassionano e siamo sempre più attenti alla valorizzazione dei beni materiali e immateriali che ci circondano.

L’iscrizione va ben oltre la mera pressione di un pulsante colorato,  rappresenta infatti l’adesione ad un manifesto che chiede più cultura, più fondi, più qualità. E’ un vero viaggio in un luogo poco visibile e spesso poco conosciuto. Questa fame accompagna anche gli italiani che prestano il proprio ingegno ad altre nazioni, infatti Italiaiocisono riceve visite regolari dagli USA, Belgio, Slovacchia, India e molti altri paesi. Un grazie sentito a tutti voi, e ancora Buon Natale!

Natale? Cos’è il Natale? La nascita di Gesù a Betlemme? In realtà molti storici dal novecento in poi hanno incominciato a dubitare su questa data, e si fa sempre più strada l’ipotesi che il Natale abbia un’origine molto più terrena, più antica e forse più interessante. Le feste che hanno avuto origine post cristum mortem sono oggettivamente poche. Questo viene spiegato con motivazioni sociopolitiche: la necessità del cristianesimo di eradicare il paganesimo e infondere la nuova religione nei popoli di fine Impero. Se non puoi batterli, unisciti a loro. Questo è ciò che deve aver pensato qualche importante predicatore alle origini, infatti oggi ci troviamo con l’Epifania, la Pasqua, il culto dei Santi, il Carnevale e molte altre celebrazioni la cui origine è pagana. Il Natale non è da meno, e sembra essere l’assorbimento di una celebrazione romana legata al Sol Invictus, istituito nel 274 d.c. dall’imperatore Aureliano. Tutto questo colpisce l’immaginazione, ma forse quello che alcuni studiosi propongono è ancora più intrigante.

Yaldā è una antichissima festa persiana che ricorre nel giorno del solstizio d’Inverno, quindi 4 giorni prima di Natale. Il nome significa “la nascita” e si festeggia nella notte più lunga dell’anno, in quanto il buio era associato al regno di Ahriman, il dio della cattiveria, e ai demoni. A queste terribili creature si contrapponeva una tavola imbandita di ogni genere di pietanze dando priorità alla frutta fresca e secca. Yaldā è stata abolita dall’avvento dell’Islam in Persia in seguito alla caduta dell’impero Sasanide. L’Islam ha bandito lo Zoroastrismo e le proprie celebrazioni, ma siamo nel 651 d.c., cioè più di mezzo millennio dopo Cristo. Abbastanza per lo sconfinamento dei seguaci dell’antica religione persiana. Una semplice coincidenza, una speculazione? Non sappiamo, ma l’ipotesi è affascinante.

Tuttavia siamo andati troppo in là con la mente. Le origini saranno meno conosciute ma noi ci consoliamo con tutto ciò che questa celebrazione ha ispirato negli https://i1.wp.com/www.classicalconnect.com/sites/default/files/Arcangelo%20Corelli.jpgartisti nostrani nei secoli passati. Siamo nel 1714 quando Arcangelo Corelli, geniale compositore barocco di Fusignano, compone il Concerto Grosso “Fatto per la Notte di Natale”. Con quest’opera vi lascio e vi auguro ancora una buona giornata da passare con famiglia o con gli affetti personali, a scelta. Una sola raccomandazione personale che son sicuro non trasgredirete: mangiate tanto e bene perchè la celebrazione della cultura, in un paese come il nostro, comincia dalla tavola.

Il Ponte di Rialto e il Restauro Finanziato da Diesel

Diesel è un’azienda di abbigliamento fondata nel 1978 da Renzo Rosso e Adriano Goldschmied con sede a Molvena, in quel di Vicenza. Dalla metà degli anni ’80 Rosso acquisisce la proprietà dell’azienda e la espande aprendo negozi in tutta italia e all’estero fino ad avere punti vendita in tutto il mondo. Con una accorta strategia di marketing il brand Diesel si è affermato nel settore della comunicazione.

Diesel fattura più di un miliardo di euro l’anno grazie a 400 boutique, ma si possono trovare i suoi prodotti in oltre 5000 negozi multimarca. E’ un azienda molto innovativa e dinamica, che sta investendo e si sta inserendo in settori in cui non è ancora presente come la biancheria o la bigiotteria. Non solo, continua con la propria campagna di marketing nel migliore dei modi: restaurerà il ponte di Rialto a Venezia.

Dopo il gruppo Tod’s di Della Valle che si è impegnato a restaurare il Colosseo, ecco che Diesel si è aggiudicato l’appalto per rimettere a nuovo il celebre ponte. 5 milioni di euro è la cifra che verrà sborsata da Diesel, che però avrà un grandissimo ritorno in immagine e pubblicità: avrà la possibilità di organizzare un evento a Piazza San Marco e due a Palazzo Ducale. Le indagini preliminari partiranno nel 2013 e alla fine del 2015 il ponte ritornerà ai fasti di un tempo.

Possiamo evidenziare la lungimiranza con cui le due sopracitate aziende investano nel restauro di un bene pubblico in cambio di un ritorno di immagine. Si può obiettare che in questo modo si “vendano” i monumenti ai privati, ma di fronte a uno Stato che non riesce a conservare la propria ricchezza e anzi sembra faccia di tutto per rovinarla, questo tipo di iniziative paiono miracoli in un settore umiliato dai continui tagli. Un plauso va quindi all’azienda che oltre all’ingente investimento, ha il merito di essere stata l’unico soggetto privato che si è presentato in gara. Noi nel frattempo aspettiamo trepidanti di poter ammirare questo iconico ponte in abito nuovo.

313 D.C. Costantino e l’epoca della Tolleranza

Dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013 nel Palazzo Reale di Milano si tiene la mostra “Costantino 313 d.c., ambientata nel continente europeo diviso negli imperi d’Occidente e d’Oriente.

L’anno prossimo ricorre il 17esimo anniversario dell’Editto di Milano, l’atto ufficiale che riconosceva e legittimava la libertà di culto -di tutte le religioni, non solo il cristianesimo- in tutto l‘impero. La mostra segue questi importanti sviluppi, la cui natura avrebbe segnato l’avvenire del cristianesimo e della Chiesa Cattolica.

Milano, o meglio Mediolanum, come veniva chiamata durante l’epoca Romana, era al tempo la capitale dell’Impero Romano d’Occidente grazie ai provvedimenti di Diocleziano in materia amministrativa. La città imperiale era molto diversa rispetto a come si presenta oggi, e a testimonianza della propria grandezza in epoca Romana non rimangono che qualche muro o piccoli scavi all’aperto disseminati nel centro storico. La mostra dedica un grande spazio alla descrizione di questa antica città, dei costumi e più in generale della vita dell’Impero in procinto di scomparire.

La mostra è molto variegata e sono presenti statue, arazzi, mosaici, oggetti quotidiani e altri manufatti molto interessanti, non solo dal punto di vista estetico, ma anche per quanto riguarda le tecnologie avanzate con cui sono stati prodotti. Tutte le varie opere provengono da musei cittadini, nazionali e da una vasta selezione di musei e collezioni internazionali. Stupisce la quantità e la qualità dei pezzi scelti.

Il main partner della mostra è la Fondazione Bracco. Di questo importante soggetto riparleremo in seguito, perchè si tratta del modo in cui un gruppo industriale ha deciso di votarsi al progresso della Cultura e della Scienza, e quindi di notevole importanza per Italiaiocisono.

In generale, si tratta di una mostra importante per Milano, per il Cristianesimo e anche per i non credenti. Perchè che si voglia o no, si può affermare che dopo il 313 d.c. il mondo non è più stato come prima.

Impressioni sull’Artigiano in Fiera

Qualche riflessione e ringraziamento…

Vorrei approfittare di questo post discorsivo per fare una summa dell’attività di ItaliaIoCiSono fino ad oggi. Da quando ho incominciato non pensavo di arrivare a tanto in così poco tempo. Dal 14 novembre il blog è cresciuto e incomincia ad avere una buona base di articoli. Vorrei ringraziare tutti voi che vi siete iscritti: condividete la stessa passione ardente per la cultura del nostro paese e mi accompagnate in questo lungo e complesso viaggio.

Ad oggi siete 43 e il blog ha superato le 1000 visite, di cui una parte non indifferente anche da paesi europei insospettabili e di altri parti del mondo: segno che anche chi è all’estero manifesta interesse. So che può sembrare presuntuoso far sfoggio di questi numeri, ma è l’unico modo per rendere l’idea dei traguardi che abbiamo raggiunto anche grazie al vostro aiuto. I commenti sui post sono un prezioso contributo: permettono una maggiore estensione degli argomenti trattati e ci illustrano usi e costumi sconosciuti a noi che, alla fine, siamo un po tutti “forestieri”.

Un grazie sentito! Ora bando alle ciance e occupiamoci del vero argomento del post.

Paesi Extraeuropei: Americhe, Asia, Africa.

Quest’anno la Artigiano in Fiera mi è piaciuta: qualcosa è cambiato nell’allestimento e nei contenuti rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda la sezione extraeuropea, forse c’è qualcosa da rivedere. La sezione India è forse quella con l’allestimento più riconoscibile dell’Asia, con le insegne che delimitano l’isolato. Ci sono principalmente stoffe e tessuti ma anche oggettistica d’arredamento. L’Africa mostra le classiche statuette di legno e semilavorati del genere, mentre l’Usa viene rappresentata con solo due stand che vendono https://i0.wp.com/www.volcanicacoffee.com/images/peaberry-coffee-beans.jpginsegne, targhe e improbabili cappelli da cowboy. Il Sudamerica si salva con il settore alimentare. Non possono mancare i ristoranti argentini che cucinano carne sanguinolenta, Cuba che stravede per i Mojito con la Bodeguita del Medio di Hemingwayana memoria. La Colombia vende il suo caffè sfidando apertamente l’ottima Arabica Brasiliana che piace tanto a noi italiani e alle nostre macchine per l’espresso. I paesi arabi ci mostrano buonissime e coloratissime spezie che neanche in un Suk a San’a’ e datteri che francamente lasciano un po a desiderare.. L’Asia è un po il punto debole. Si salvano i venditori di Tè nero cinese, ma il Vietnam, Thailandia e altri paesi del Sud-Est asiatico ci fan vedere stand di qualità non molto alta.

Paesi Europei.

Passando all’Europa, la Francia è la prima tappa obbligata perchè la mia dolce metà ne va matta. Posto perfetto per le coppie, la Francia vince come al solito per il miglior allestimento della Fiera a mio parere. Si passa dai venditori di lavanda a quelli di ostriche in settori ben definiti: o si mangia o si compra oggettistica. La Germania ci strappa il sorriso con indigeni vestiti alla bavarese che suonano la fisarmonica tra un boccale, che sembra più una cisterna, e l’altra. L’Olanda ci delizia con i biscotti allo zenzero mentre la Spagna con la dissetante Sangria. Finita l’area internazionale, eccoci arrivati al Bel Paese.

L’Italia.

Il Piemonte ci tenta con le decine di produttori di tartufo e derivati. Non basta una vita per provarli tutti, una bontà! Il vino dei piccoli produttori può sfidare quello delle famose cantine delle Langhe e il riso Vercellese ci fa sognare i risotti che ci piacciono tanto. L’Emilia Romagna stupisce per l’allestimento, secondo me vincitore per quanto riguarda l’Italia. Piacenza svetta sulle altre province: lotta impari, infatti le altre si scorgere appena dai visitatori a scapito dalle aspettative. Passiamo dai venditori di Malvasia ai farcitori di piadine, una goduria per gli occhi e per il palato. Passiamo alla Calabria, e veniamo bombardati dal salame piccante, la famosa Nduja e altre specialità a base di peperoncino. Scappiamo in fretta perchè non resisto a lungo. Bergamo ci fa vedere i suoi formaggi, l’Abruzzo l’artigianato locale che si riprende dalla brutta botta del terremoto. Il Friuli, terra d’origine a cui sono legato, ci stupisce con la straordinaria offerta di produzione di vino locale. Vince il premio per la didattica, infatti c’è una grande area per convegni ed eventi riguardanti la degustazioni di vini e scoperta dell’enogastronomia in generale della regione.

La Campania è una delusione, non c’è molto dell’agroalimentare locale e l’area ha poca segnaletica. Dà l’idea di un allestimento poco curato, peccato. Questo non riguarda le pelletterie, a cui devo un bel portafoglio nuovo. La Toscana ci mostra il meglio di sè, dalla porchetta alla carta pregiata e dall’abbigliamento di stile al caciocavallo. Una nota sulla provincia di Sondrio, che merita la medaglia per il miglior sfruttamento dello spazio di tutta la Fiera. In pochissimi metri quadrati ci deliziano con la Bresaola giovane, un pezzo di Casera e l’artigianato di montagna. Sembra molto più grande e complessa di quanto in realtà sia, complimenti! La Puglia ci fa sentire la bellissima Pizzica e si sente tanto parlare di Salento. Molti produttori di prelibatezze. Milano anticipa i tempi con il panettone mentre Pavia ci mostra l‘Oltrepò.

Ora due giganti, la Sardegna e la Sicilia. Due allestimenti veramente molto belli. Il primo certamente lotta ad armi pari con l’Emilia Romagna e la supera addirittura con il brand Sardegna. Si vede che c’è dietro un progetto grafico e del supporto istituzionale (saranno queste le cose buone dello statuto speciale?). La Sicilia ci delizia con i cannoli, paste al pistacchio e buonerrime granite alla mandorla per concludere la visita.

Che dire, quest’anno è stata una Fiera degna del proprio nome. Consiglio a tutti di farci un giro, l’ingresso è gratuito e l’esperienza è importante. In più avrete un’occasione di comprare oggetti e cibo direttamente dal produttore: un buon modo per iniziare a rimettere in moto l’economia a partire da questo prezioso soggetto economico e, sopratutto, culturale.

Se volete parlare della vostra esperienza, non esistate a condividerla!