Cervello e Grafene: miliardi di euro dall’UE per la ricerca. Italia In Prima Linea.

https://i0.wp.com/www.equilibriarte.net/upload/events/10761-1350312227.jpgCi sono grosse novità nel campo della ricerca italiana ed europea. Da sempre il nostro paese è stato patria della scienza, sia per quanto riguarda l’attività all’interno dei nostri confini, sia per gli scienziati formati qui e andati in altri paesi dove la meritocrazia è una realtà. Fortunatamente, l’Unione Europea considera la ricerca scientifica basilare per lo sviluppo sociale ed economico, e, in un mondo dove non siamo più gli unici a mandare avanti questo tipo di progetti, bisogna ricordarsi della nostra lunga tradizione e sfondare i limiti imposti dalla tecnologia odierna.

Questa volta l’UE ha voluto calcare la mano. In un concorso per il finanziamento di aree di ricerca, sono stati scelti due progetti importantissimi e su cui si gioca il futuro dell’umanità. Il primo si chiama Human Brain Project e il secondo ruota attorno al Grafene.

Human Brain Project

Il primo progetto coinvolge 87 istituti di ricerca europei ed internazionali, coordinati dal neuroscienziato Henry Markram dell’Università di Losanna. In sostanza, si vuole fare per il cervello quello che oggi è il CERN per la fisica: simulare il cervello umano su dei supercomputer, creare una rete di miliardi di neuroni virtuali per indagare sui meccanismi di funzionamento dell’organo più complesso che abbiamo. L’obiettivo è capire il funzionamento di malattie come l’Alzheimer, il Parkinson e molte altre, inoltre si vuole capire come funzionano le emozioni. I risultati potrebbero essere incredibili: dall’intelligenza artificiale a nuove terapie.

Questo progetto riceverà 1,19 miliardi di euro in 10 anni, e l’Italia contribuirà significativamente. L’Università di Firenze coordinerà il lavoro di imaging ottico del cervello, utilizzerà tecnologie superiori rispetto alla TAC attuale nel suo Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non-lineare (LENS), in cui lavorerà il gruppo di biofotonica.

Il Politecnico di Torino si occuperà invece di una parte molto complessa, cioè creare dei sistemi neuroelettronici capaci di imitare il cervello nello svolgimento delle funzioni.

L’IRCCS Fatebenefratelli, che ha investito moltissimo nella ricerca sulle malattie celebrali, renderà disponibili la mole di dati ottenuta su una innovativa piattaforma di condivisione via internet.

L’Università di Pavia si occuperà invece di creare modelli matematici dei sistemi neuronali, integrandoli con quelli esistenti e coprendo tutte le aree del cervello, dalle funzioni motorie a quelle cognitive.

Il CINECA è invece il nostro supercomputer, e farà parte dell’infrastruttura che simulerà il cervello. Si può dire quindi che questo cervello virtuale europeo avrà molti neuroni italiani.

Grafene

Il grafene dicono possa diventare il materiale del XXI secolo. Nel secolo passato, questo titolo è stato assegnato alla plastica, di cui il nostro Giulio Natta è stato pioniere e premiato per le sue scoperte con un Nobel per la Chimica. Il grafene, scoperto solo nel 2004, è costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio e si ottiene dalla grafite. Le proprietà fisiche sono innumerevoli: possono essere costruiti microprocessori che funzionano a frequenze elevate, fino a 150 GHz; per la propria leggerezza e resistenza può essere usato nelle navi, aerei e automobili; è molto efficente nell’estrazione di composti radioattivi da liquidi; permette una desalinizzazione delle acque meno costosa e molto altro.

L’Italia ha un ruolo chiave in quest’altro progetto. Il Cnr, che è anche uno dei proponenti, si occuperà dello sviluppo di materiali compositi utilizzando il grafene e le possibili applicazioni energetiche (ad esempio lo stoccaggio di idrogeno). Tra gli altri partecipanti italiani figurano la Fondazione Bruno Kessler, l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’Università di Trieste, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e la STMicroelectronics.

La cultura scientifica deve molto al nostro paese e noi dobbiamo molto ad essa: lo sviluppo industriale è andato di pari passo all’alfabetizzazione scientifica. Ieri abbiamo avuto grandissimi scienziati, oggi tocca alle organizzazioni raccogliere la sfida e se possibile eguagliare i nostri avi con dei risultati utili al progresso dell’umanità. I temi scelti sono cruciali e le risorse investite ingenti, e possiamo essere orgogliosi che il nostro paese sia in prima linea nella ricerca in questi campi.

Nei prossimi anni i brevetti e le scoperte scientifiche influiranno molto più di oggi sul benessere della nazione, e non dobbiamo lasciar scappare il treno. Un augurio quindi a tutti i ricercatori e operatori nel campo: il futuro dipenderà dalle loro scoperte quotidiane.

Europeana, la Biblioteca degli Europei

Qualcuno senz’altro ricorderà l’inaugurazione di Europeana nel 2008. I server facevano fatica a resistere alle richieste degli avidi internauti. Oggi, circa 5 anni dopo, c’è meno foga nell’esplorare il sito, anche se i contenuti aumentano continuamente.

Ma cos’è Europeana? In pratica, una biblioteca multimediale online dove si possono trovare libri, trattati, video, musica in un unica piattaforma a livello europeo. Sono disponibili scritti degli illuministi francesi, riflessioni di umanisti italiani, pensieri di filosofi tedeschi e diari di viaggio di esploratori portoghesi.

Da tutto il continente istituzioni private e pubbliche hanno reso disponibili i loro archivi digitalizzati, anche se il lavoro da fare è ancora molto lungo. Su un totale di 23, 595,557 opere, l’Italia contribuisce con 1,273,103 digitalizzazioni, appena il 5.40% del totale. Vista la quantità di manoscritti e produzioni nei nostri archivi, da quelli della RAI dove stanno marcendo i nastri alla Biblioteca dei Girolamini vittima di connivenze tra “custodi” e antiquari, gli sforzi necessari sono immani.

La digitalizzazione delle opere è argomento d’attualità, ed è ammirevole che ci sia uno sforzo istituzionale coordinato a livello europeo per salvare i nostri tesori. Da un lato tuttavia non si potrà escludere un potenziale “incendio della biblioteca di Alessandria 2.0″, visto che la digitalizzazione comporta l’affidamento delle informazioni all’elettronica, con tutti i rischi del caso. Diventa fondamentale avere ridondanza,  quindi preservare le informazioni allo stato fisico e virtuale.

In questi tempi di crisi queste iniziative hanno bisogno di grande supporto per la tutela del nostro grande patrimonio, in modo che i nostri discendenti possano avere più informazioni possibili per descrivere la società di oggi che, un giorno, rivivrà solo attraverso la nostra testimonianza.

Il “Cimento” nel Naviglio Grande di Milano. Dal 1895.

Verso la fine di gennaio 1895 la Canottieri Olona, storico club sportivo milanese, istituisce il Cimento. La parola non nasconde altri significati: si tratta di tuffarsi e nuotare nel naviglio ghiacciato. Da quell’ultima domenica di gennaio, ogni anno un gruppo nutrito di temerari onora la tradizione immergendosi nel Naviglio Grande, simbolo storico e culturale di Milano.

Ad essere precisi, il cimento non si è più tenuto dal 1962. Nel 2009, fortunatamente, è stata rispolverata questa antica tradizione sia per avvicinare i milanesi al nuoto (sport nobile, non solo a detta di chi lo ama) sia per sfatare il mito che vorrebbe le acque del naviglio inquinate e sporche. Quest’anno l’occasione per buttarsi assieme agli altri è passata, ma ci si può tener pronti per l’anno prossimo!

Italiaiocisono sbarca su Youtube e Twitter!

Italiaiocisono è cresciuto moltissimo dalla sua nascita a metà novembre 2012. Sfondando il muro delle 9.000 visualizzazioni e contando 429 iscritti, ormai si può parlare di piccolo movimento. Tutti chiediamo più attenzione, più valorizzazione, più mercato per il settore culturale attualmente sottovalutato.

A ripensare quando giravo le bacheche degli ambienti universitari milanesi appiccicando ovunque i volantini di Italiaiocisono vien da sorridere. Roba da anni ’70 direbbe qualcuno. Oggi con internet possiamo raggiungere soleggiati paesini nell’entroterra catanese e sperduti borghi nelle Orobie occidentali, ma anche lussuose case nel Wisconsin e cittadine dell’Australia orientale.

Sempre quel qualcuno potrebbe urlare all’eccesso di machismo. A mia discolpa posso solo condividere con voi i dati delle statistiche e i numerosissimi contatti di italiani residenti nella penisola e oltreoceano. Con internet infatti le idee attraversano facilmente il mondo fisico e su questo blog siamo come i lampionai ottocenteschi: doniamo un po di luce alla nostra piccola cittadina di “appassionati di cultura” in continua espansione.

Alla società di oggi, ammettiamolo, piace sempre meno leggere lunghi articoli. Questo da una parte ci rattrista ma dall’altro pone nuove sfide: siamo nel bel mezzo di un profondo cambiamento e quindi o ci si mette a remare contro la famosa fiumana o si viene travolti. Per questo motivo Italiaiocisono sbarca su Youtube.

Date le mie abilità di regia non proprio decenti, ho pensato ad un metodo di condivisione che coinvolgesse tutta la rete. I video che hanno un posto sotto il grande ombrello della cultura italiana verranno caricati sul canale di Italiaiocisono con i dovuti riferimenti. Lo scopo è quello di avere contenuti che raccontino la cultura attraverso immagini e suoni, con l’immediatezza che le parole non riescono ad avere.

Non solo, Italiaiocisono sbarca su Twitter. Verrano condivisi automaticamente i nuovi post, in modo che tutti voi appassionati possiate seguire il blog senza dipendere dall’iscrizione su WordPress.

Finisco con i dovuti ringraziamenti a tutti voi che leggete e commentate Italiaiocisono. Se questo è un viaggio nella cultura italiana, qualche meta l’abbiamo già superata. E son già ricordi.

Primarie della Cultura, Vota Online Entro il 28 Gennaio!

Primarie è un sostantivo che abbiamo sentito spesso dal lessico politico degli ultimi mesi. Sono diventate un potente strumento per scegliere le persone che andranno a  rappresentare i cittadini in parlamento. Senza chiamare in causa convinzioni politiche si può affermare che le primarie siano alla base della democrazia rappresentativa.

Ma perchè limitarsi a scegliere dei candidati, seguendo comunque varie priorità e interessi, e non dedicarle anche ad altri ambiti? È quello che deve aver pensato qualche capoccione al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, organizzazione privata che si occupa della conservazione, promozione e apertura al pubblico di parte del patrimonio culturale italiano.

L’iniziativa non poteva che chiamarsi Primarie della Cultura, un modo piuttosto diretto per indicare al prossimo governo le priorità da affrontare in campo culturale. Troppo spesso si è usato il nostro patrimonio negli slogan, sbandierato nei comizi affollati di gente dagli occhi luccicanti e infine dimenticato immediatamente dopo il bicchierino di spumante per festeggiare la vittoria. Ora il FAI dice basta, o meglio, i cittadini grazie al FAI dicono basta e si arricchiscono di uno strumento che speriamo venga usato sempre più spesso in futuro.

Al posto dei candidati, che spesso ci fan passare la voglia di sperare, sono messi in lista temi importanti e attuali: dallo stop al consumo di suolo alle startup, dal diritto allo studio alla salvaguardia delle biblioteche. In tutto 15 temi, ma il votante potrà sceglierne 3. Le primarie si svolgono dal 7 al 28 gennaio 2013 e si potrà votare appena dopo la registrazione sul sito dedicato . Tutti i cittadini italiani sono chiamati a dare il loro contributo, votando e diffondendo questa iniziativa importante e innovativa.

Dopo aver votato, commentate le vostre scelte qui sotto. Io ho trovato difficoltà nello scegliere solo 3 temi ed evitare di cliccare una settantina di volte su tutti e 15, ma alla fine ho scelto quelle che mi stanno più a cuore, alla fine i principi che portano avanti questo blog:

1. Leggi che tutelino e valorizzino il settore terziario della cultura, permettendo un incremento degli investimenti privati.

2. Incentivi alle startup e ai giovani: questo può essere il motore della ripresa.

3. Più storia dell’arte a scuola: è un punto per cui mi sono sempre battuto e non pensavo fosse così sentito anche da molti altri.

Voi a quali temi avete dato la priorità?

Diffondi Italiaiocisono!

Al 18 Marzo 2013 siete 1.164 iscritti ad Italiaiocisono e come me credete nella cultura italiana e nelle proprie potenzialità. Ci siamo svegliati e siamo consapevoli del valore delle nostre tradizioni, luoghi, musiche, pitture. Attraverso questo blog conosciamo meglio noi stessi, ma non vogliamo che tutto questo rimanga un club ristretto. Ci sono ancora tantissimi studenti, dirigenti, operai, colleghi e famigliari che hanno orecchie per i valori che mandano avanti questa iniziativa ma che non hanno i mezzi per conoscerla. Io cerco di fare il mio meglio per diffonderla, ma si tratta di un progetto sociale e il destinatario è tutta la collettività. Per questo faccio un appello a tutti voi per diffondere Italiaiocisono dalle discussioni in salotto sorseggiando un bicchiere di buon vino alle discussioni con la sciura Maria al mercato sui bei tempi andati.

Diffondete questo sito sui social network, nei commenti su testate online e attraverso tutti i mezzi di comunicazione. Se volete fare il grande passo potete stampare, ritagliare e appiccicare con scotch di carta delle strisce che ho preparato (qui la prima versione) per diffondere Italiaiocisono là dove internet, per ora, non può arrivare.  In ogni caso Italiaiocisono non deve e non vuole andare contro le regole o leggi sull’affissione vigenti nelle città italiane. Non metteteli in luoghi dove risulterebbero invasivi o troppo visibili, ma sopratutto usate il buonsenso e non utilizzate adesivi o sticker. Se decidete di fare questo tipo di pubblicità, scrivete nei commenti l’area che avete coperto: il resto dei lettori vecchi e nuovi sapranno chi devono ringraziare!

I lettori che operano nella grafica possono proporre un volantino, brochure o altro materiale di marketing: avranno un posto nei ringraziamenti in questo blog. Inoltre, chiunque avesse video o materiale che riguardi in qualsiasi modo l’arte o cultura italiana può inviarmelo: verrà utilizzato per un’ulteriore espansione di Italiaiocisono che arriverà presto. Non dimenticate di fare un Reblog degli articoli che vi sono piaciuti di più: darete un peso maggiore alla vostra partecipazione e permetterete anche ad altri di venire a conoscenza dei temi trattati.

Come ultima cosa, vorrei ringraziare tutti voi per gli interventi e il supporto che mi avete dato fin dall’inizio. Buon inizio 2013 e buona diffusione!