“Prisencolinensinainciusol” di Adriano Celentano. 1972.

Che Celentano fosse un po’ matto lo sappevamo tutti, ma forse molti si son dimenticati di Prisencolinensinainciusol o semplicemente non erano ancora nati quando risuonava nelle abitazioni di tutta Italia.

Ebbene, oggi risentiamo questo pezzo, scritto dal cantautore nel 1972 per calcare la mano sul tema dell’incomunicabilità. La lingua usata è di pura invenzione, ma suona come inglese maccheronico, infatti qualche parola “reale” si sente ogni tanto. Manco Celentano sapeva bene cosa volesse dire con Prisencolinensinainciusol. Lui stesso la definisce “amore universale”, ma anche ribellione alle convenzioni.

Forse è stato l’unico a far sentire il suono della propria lingua agli anglofoni, infatti in un primo momento la canzone scala solo le classifiche statunitensi. Nel 1974, trascinata dal successo, Prisencolinensinainciusol conquista le menti degli italiani e raggiunge l’apice quando viene eseguita nella trasmissione Milleluci di Raffaella Carrà, arricchita da un’ottima coreografia.

Allora la televisione era pensata e forse poteva avere senso pagare il canone per la qualità delle produzioni. Ascoltando oggi il nonsense di Celentano, la RAI potrebbe imparare ad uscire dai rigidi schemi in cui è impantanata e regalarci qualche pazzia. Forse in questo modo riconquisterà la stima dei telespettatori, che in quegli anni assistevano veramente a degli spettacoli.

Le Pagelle e i Quaderni dei Nostri Nonni in Formato Digitale

MIUR è l’acronimo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, fondato nel 1861 dall’allora governo della destra storica guidata dal grande Cavour. Il MIUR, assieme a quello della Salute, è il ministero che viene prediletto quando si parla di tagli alla spesa pubblica. Ormai da quasi 152 anni questo importante organo vigila sull’istruzione italiana, rilevandone le altezze e le bassezze.

Fortunatamente i continui tagli non impescono a certe iniziative di venire alla luce: in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia e della fondazione del ministero, vengono digitalizzate le pagelle, registri e documenti scolastici delle generazioni passate.

Dal libro Cuore, alla Lavagna Digitale è il nome di questa mostra online, che racconta moltissimo della nostra storia. Dal retro delle pagelle in cui compaiono manifesti fascisti, alla calligrafia perfetta con cui venivano scritti voti e commenti, alle diverse materie insegnate e sulla routine di una scuola sempre in evoluzione.

Chiunque fosse in possesso di documenti dei propri nonni, al posto che farli ingiallire e marcire nei solai, può decidere di inviarli al ministero in modo da ampliare la documentazione storica.

Oggi siamo arrivati alla lavagna digitale e si parla di sostituire gradualmente i libri cartacei con ebook e altri supporti digitali: è il grande scenario di cambiamento in cui si inserisce questa importante mostra.

Forse uno sguardo al passato può far scoprire la disciplina ferrea che vigeva allora e al contempo dare una base storica su cui lavorare per innovare un settore importantissimo non solo a livello culturale, ma anche economico.

La Sala degli Arazzi del Palazzo Reale di Milano e il Riallestimento Firmato D&G

Dopo aver parlato del restauro del Ponte di Rialto da parte di Diesel, oggi parliamo di un altro intervento finanziato da un privato. Gli indigeni e molti forestieri conoscono bene le sale di Palazzo Reale, chi perchè è un assiduo frequentatore di mostre o chi perchè le ha scoperte recentemente visitando la mostra Costantino 313 D.C. o quella di Picasso.

Ebbene, la Sala degli Arazzi al primo piano verrà riallestita da Dolce&Gabbana entro il 31 maggio 2013. Il progetto prevede di trasformare la sala, oggi poco fruibile dal pubblico, in una zona living. Perdonatemi l’inglesismo, ma rende bene l’idea di come sarà allestita: aree di lettura e libreria dedicata all’arte. Dall’azienda verranno donati anche i materiali per l’allestimento e l’arredamento.

Ma li conosciamo davvero i due di Dolce&Gabbana? Quanto deve Milano a Domenico Dolce e Stefano Gabbana? La fondazione avviene nel 1985 a Legnano ma il sarto e il grafico decidono presto di trasferirsi a Milano, una delle capitali mondiali della moda. Da quel momento in poi tra sfilate e boutique aperte in tutto il mondo, D&G è diventato un marchio conosciuto a livello globale, oltre ad essere una delle tante firme di spicco del mondo della moda milanese. Nel 2011 il gruppo ha fatturato più di 1 miliardo di euro e non ha conosciuto crisi.

L’azienda quindi deve molto alla città e viceversa, per questo D&G ha deciso di restituire un po della ricchezza che è riuscita a ottenere. Investendo nella cultura e rendendo fruibile una sala del Palazzo neoclassico più famoso di Milano, Dolce e Gabbana si aggiunge alla lista delle grandi firme che riportano alla collettività ciò che le appartiene, ma in forma decorosa.

Monteverdi e l’Orfeo: la nascita del Melodramma.

Qualcuno conoscerà Orfeo dalla mitologia greca: la sua suprema abilità nel suonar la lira, il suo infinito amore per Euridice, i viaggi con gli Argonauti e la sua discesa nell’Ade. Qualcun’altro conoscerà l’Orfeo come la prima e grande opera melodrammatica della storia della musica. Badate, non fu Claudio Monteverdi a inventare l’Opera! Questa fu concepita da un gruppo di intellettuali fiorentini riuniti sotto il nome di Camerata de’ Bardi, dal nome dell’omonimo mecenate che li ospitava in casa propria, e consisteva nella fusione di canto e recitazione il tutto accompagnato da musica.

L’Opera si diffonde velocemente in Italia nelle grandi città rinascimentali come Roma e Venezia. Il genere sarà molto importante per la cultura del nostro paese: moltissimi compositori italiani vi si butteranno a capofitto e contemporaneamente colonizzerà anche tutto il continente europeo e in seguito il mondo.

Ma siamo andati troppo in là nel tempo e abbiamo lasciato indietro Monteverdi, il vero “colpevole” della diffusione massiva di questo importante genere musicale. Costui nasce nel 1567 a Cremona, città storicamente molto importante per la musica, e dopo aver completato gli studi in questa città si reca in importanti centri rinascimentali dove il mecenatismo era d’uso comune come Verona, Milano e Mantova. Qui scrive componimenti musicali sotto i Gonzaga, ma è quando si reca a Firenze che conosce le innovazioni in campo musicale.

In questa città incomincia a comporre intermezzi e ne sviluppa una forma personale. Finalmente mette mano all’Orfeo, su libretto di Alessandro Striggio, e richiede un organico strumentale notevole e i cantanti lirici destinati ad essere protagonisti delle epoche successive. Monteverdi con l’Orfeo cambia le regole e diffonde massivamente un nuovo modo di concepire la rappresentazione teatrale, inventando il melodramma e segnando il passaggio dal Rinascimento al Barocco musicale.

Incomincia un viaggio..

Se sei arrivato su questa pagina, può darsi che anche tu senta che nel nostro Paese e nella propria immagine manchi qualcosa. Non troverai ciò con cui riempirla, ma uno stimolo per questa importante ricerca. Mi auguro che basterà per risvegliare il tuo attivismo.

Oggi attraversiamo una crisi non solo economica, non solo politica, ma anche sociale. Con la globalizzazione abbiamo subito un’ondata di altre culture attraverso TV, Internet e altri mezzi. Ci siamo identificati in film Statunitensi, cucine Orientali, balli Sudamericani.. Abbiamo accolto passivamente queste culture, e ci siamo dimenticati di contrapporre la nostra, la Cultura Italiana. Perchè conosciamo così bene le altre e non sempre viceversa? Perchè la nostra non ha il giusto peso a livello Nazionale e Internazionale? Credo che ciò vada ricercato nella nostra passività, o meglio, del nostro scarso attivismo. Il mondo di oggi è pieno di possibilità e noi non le sfruttiamo appieno. Il mondo ha bisogno più che mai di Made in Italy, ma non solo di prodotti materiali. Cosa dobbiamo fare? Conoscere prima di tutto chi siamo per poi rendere partecipi le altre popolazioni delle altezze che gli Italiani sono riusciti a raggiungere.

Questa iniziativa è un tentativo di risvegliare le persone e far riscoprire loro le bellezze che il nostro Paese ci offre. E perchè no, contribuire a sfruttarle professionalmente, in modo sostenibile.

Qui c’è una lista incompleta di alcune piccole cose che possono dare ispirazione e proposte di attivismo.

  • Puoi iniziare leggendo la Storia D’Italia di Indro Montanelli. Vivrai il Medioevo, il Rinascimento, Risorgirmento e altre grandi epoche storiche come un abitante di quei tempi.  Potrai capire i nostri difetti.. ma anche i nostri grandi pregi.
  • Leggi Dante, Foscolo, Leopardi e gli altri grandi della Letteratura. Leggerli in proprio con tranquillità è molto meglio che a scuola.
  • Ascolta la Musica Classica e i grandi compositori Italiani. Ascolta Vivaldi, Verdi, Rossini. Ci stiamo dimenticando di una delle cose che ci hanno reso grandi.
  • Visita i Musei di Milano e d’Italia. Sono le casseforti dei nostri sogni e la nostra assicurazione sul futuro.
  • Quando passeggi per le vie, alza lo sguardo e ammira i palazzi. La Bellezza può celarsi dove meno te lo aspetti.
  • Inebriati delle scoperte di Leonardo, Galilei, Volta e degli altri grandi Scienziati.
  • Organizza piccoli Tour culturali e artistici per studenti e turisti stranieri. Può essere una grande esperienza di crescita personale.
  • Battiti per la Cultura. Per più fondi, spazi ed eventi. Non bisogna ingannare la fame con falsi annunci.
  • Viaggia nei borghi medievali Lombardi, assaggia formaggi nelle Langhe Piemontesi, ammira Verona, Venezia… Esplora Firenze e fermati a Roma..Scopri la Napoli segreta e la Sicilia barocca..
  • Incomincia a sostenere associazioni culturali o che si occupano di restauri conservativi. Al posto di qualche birretta potresti donare qualche spicciolo o qualcosa di più. Le prossime generazioni te ne saranno grate.

Crea la tua lista personale, espandila e ragionaci sopra. Se anche tu senti il bisogno di condividere l’italianità, fonda il tuo movimento e coinvolgi più gente possibile. Se ti attiverai, io avrò raggiunto il mio scopo e tu ne avrai appena trovato uno!

Per stampare i volantini, clicca qui:

ProgettoItaliaIoCIsono