Il futuro dell’Italia tra il Passo dello Stelvio e una Ferrari

C’è solo una cosa che può disturbare il silenzio e la maestosità delle Alpi Retiche. Non la strada del Passo dello Stelvio –ritenuta una delle strade più belle del mondo– che si arrampica sui pendii con i suoi più di 100 tornanti, ma il rombo di un motore assemblato molto più a valle. Cosa hanno in comune questo paesaggio pieno di verde e cime rocciose, e una Ferrari nuova di zecca? Cosa unisce il paesaggio alpino all’industria della bassa padana? Guardando questo video di Car and Driver: Abroad, si intuisce subito la potenza in tutti i sensi che emanano questi due simboli: l’italianità.

È un concetto dai contorni sfumati, difficile da toccare con mano, ma che diventa granito quando lo si vede da fuori. Jethro Bovingdon, il pilota, alla fine delle riprese non risparmia elogi a questa terra così ricca di un qualcosa così difficile da capire da parte di tutti noi italiani che ogni giorno creiamo quell’atmosfera. Bisogna quindi lavorare per favorire le dichiarazioni d’amore spontanee per questa terra, e intuire finalmente dove gli investimenti devono essere riversati.

Sarebbero soldi importanti e ben spesi per un motivo semplice:  siamo sicuri che rivedremo i vari Jethro Bovingdon sulle nostre strade e non solo.

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Il Gran Sasso e i Neutrini: dove la natura incontra la scienza.

Gran Sasso d'Italia — Fotopedia

Il Gran Sasso è una catena montuosa che si trova in Abruzzo, nell’Italia centrale, e fa parte degli Appennini. Grazie alla propria altezza il Corno Grande non sfigurerebbe in mezzo alle “sorelle” Alpi, ma questo diventa importante e unico perchè domina il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Questo parco incantevole si snoda tra valli accarezzate da vento, pianure adibite a pascolo, un grande ghiacciaio, cime ripide e dolci alture. Nell’epoca tardo rinascimentale, periodo in cui nasce l’appellativo Sasso d’Italia, vantava grandi foreste che son state decimate dai disboscamenti successivi. L’uomo è comparso intorno a questo monte molte decine di migliaia di anni fa e si può dire che il Gran Sasso abbia visto tutto lo sviluppo tecnologico dell’Umanità. Si, perchè sotto quei bei prati dove pascolano i bovini e sotto le rocciose e innevate montagne c’è un laboratorio di Fisica subatomica.

L’esperimento principale si chiama OPERA, l’acronimo di Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus, e si occupa della difficile misurazione dei neutrini. Queste son particelle senza massa e per questo difficilissime da osservare. I neutrini provengono dall’acceleratore di particelle del CERN (SPS) a Ginevra che li “spara” verso il Gran Sasso fino al rilevatore del laboratorio che praticamente consiste in tantissimi mattoncini di piombo con la capacità di “fotografare” i neutrini. Molti conoscono questo laboratorio per l’errata misurazione che metteva in discussione l’impossibilità di superare la velocità della luce, in seguito ridimensionata.

OPERA è stato ultimato nel 2008 e insieme ai Laboratori nazionali del Gran Sasso costituiscono il laboratorio sotterraneo più grande del mondo. È mandato avanti dall’ INFN, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, ente creato per continuare le ricerche di Enrico Fermi. È un’istituto importante per l’Italia e per il mondo che manda avanti la ricerca nel campo della fisica a ogni livello. L’unione della bellezza della natura fuori e l’ingegno umano dentro fà si che il Gran Sasso rappresenti simbolicamente, nel bene e nel male, tutto un paese.