La forza dell’articolo 9 della Costituzione italiana.

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»

L’articolo 9 della Costituzione, spesso non rispettato e non considerato con la giusta importanza nel percorso formativo degli studenti, dietro l’apparente semplicità dei termini nasconde una grandissima forza comunicativa. Ci obbliga a riflettere sugli obiettivi principali che la Repubblica nata nel 1946 ha posto davanti a sé: la garanzia che i figli usufruiscano del patrimonio culturale e lo tutelino a loro volta.

Di generazione in  generazione, deve essere tramandata e infusa la convinzione di avere un patrimonio composto da un insieme vastissimo di beni materiali e immateriali da valorizzare e difendere così come si difendono gli affetti personali. L’ultima parola, “Nazione”, non ci da via di scampo. La Nazione esiste attraverso la cultura, il paesaggio e il patrimonio e prospera attraverso la ricerca: il popolo esiste -e si forma- attraverso questi aspetti.

Ognuno di noi deve chiedersi se nel suo piccolo stia contribuendo a costruire il paese che i padri costituenti hanno immaginato. Il rispetto parte dal singolo individuo e pone le basi della società civile, quindi diffondere questo importante articolo della Costituzione è un primo, grande passo per la riscoperta dei valori che ispirano -o dovrebbero ispirare- ogni cittadino italiano. Una maggiore considerazione dell’articolo 9 è sicuramente un buon punto per ripartire e ripensare un paese che ha perso da qualche tempo la via maestra.

Pontificia Fonderia Marinelli, l’azienda più antica del mondo. 1339.

Agnone è un piccolo borgo in cima ad una collina in Molise, nell’Italia centrale. Questa cittadina ospita una delle più antiche aziende del mondo, la Pontificia Fonderia Marinelli. Come fa intuire il nome, è stata insignita del titolo “Pontificia” nel 1924 dal Vaticano per l’importanza che questa fonderia ha avuto per la Chiesa. Ma la storia di questa azienda inzia molto prima.

Già nel 1040 esiste ad Agnone una fonderia, che confluisce nella Pontificia Fonderia Marinelli nel 1339. Sin dal medioevo, l’azienda sforna campane per gli edifici più disparati: la prima campana della Torre di Pisa, una per l’abbazia di Montecassino dopo i danneggiamenti della Seconda Guerra Mondiale, la campana del Giubileo del 2000 e molte altre. Le campane Marinelli si possono trovare in ogni angolo del mondo, tutte realizzate seguendo l’antica tecnica scultorea a cera persa che le ha rese famose. Oggi il 90% degli ordini arriva dalla Chiesa Cattolica Romana, e non si limita solo alle campane ma anche a bassorilievi, portali e altri manufatti in bronzo.

La Pontificia Fonderia Marinelli rappresenta il primo esempio al mondo di un’azienda a carattere familiare con le  tecniche di lavorazione tramandate di padre in figlio. Questa organizzazione caratterizza tutt’oggi la spina dorsale economica del nostro paese: la propria forza, per la diversità e il know how, e la propria debolezza, per gli investimenti esigui e la scarsa internazionalizzazione. Un esempio quindi di come la tradizione possa abbracciare l’economia: un punto saldo da sviluppare per portare la qualità non solo all’interno dei nostri confini, ma anche nel mondo.

Altromercato, Gigante Globale del Commercio Equo e Solidale.

Grandi montagne, verdi distese di conifere ed ampi pascoli, piccole baite di boscaioli costruite sui fianchi di freschi ruscelli provenienti dai ghiacciai. Una vallata, che taglia le Alpi a partire dalla Pianura Padana, ospita strade affollate nei secoli da commercianti provenienti dal sud Europa e diretti all’estremo nord. In questo paesaggio sorge Bolzano, Bozen in tedesco, cuore economico del Sudtirolo e città densa di storia millenaria.

Nel 1988 in questa città viene fondata una piccola cooperativa che negli anni diventerà un gigante del commercio equo e solidale a livello mondiale. Altromercato è un consorzio fondato da Rudi Dalvai, Antonio Vaccaro e Heini Grandi con l’obiettivo di promuovere un altro tipo di commercio rispetto a quello di “sfruttamento intensivo” da parte di multinazionali occidentali ai danni dei produttori del terzo mondo.

Il consorzio collega gli artigiani e produttori del sud del mondo direttamente agli acquirenti dei paesi sviluppati. Emarginati dalle regole stringenti del mercato internazionale, questi piccoli artigiani possono continuare l’attività economica a patto di osservare alcune regole. Altromercato infatti richiede il rispetto dei diritti umani e della dignità di uomini, donne e dei bambini, e al contempo incentiva anche l’agricoltura biologica, il rispetto dell’ambiente e promuove la democrazia partecipativa in paesi con una situazione politica instabile.

Il tema è vastissimo: fare una sintesi è molto complesso e potrebbe sfociare in una serie di facilonerie. In questo caso trattiamo delle proposte alternative di Altromercato ma il settore è tormentato da grandi questioni irrisolte, come ad esempio il divario tra Nord e Sud del mondo, le borse merci globali e il WTO, il Fair Trade e la lotta contro le grandi multinazionali sementiere come Monsanto.

Oggi il Consorzio raggruppa 124 soci che collaborano con produttori dall’Asia, Africa e America Latina. I prodotti si possono trovare in oltre 350 Botteghe del Mondo (il nome dato ai negozi di proprietà dei soci) disseminate in tutta Italia, ma anche su scaffali dedicati nei principali supermercati italiani. Sono in vendita generi alimentari: riso, cioccolato, the, caffe e altri cibi, ma anche prodotti per il benessere, abbigliamento, bomboniere, oggetti per la casa e così via. Un vasto assortimento di prodotti “paralleli” a quelli che possiamo trovare in un qualsiasi supermercato, ma con la certezza del rispetto dei principi su cui si fonda Altroconsumo.

La crisi morde e la gente tende a risparmiare dove non si dovrebbe: l’alimentazione. Tuttavia essere consumatori consapevoli è una valore a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare. Comprare un pacco di caffè o una barretta di cioccolato è un’azione non solo economica, ma anche politica e sociale. Bisogna stare in guardia da slogan altisonanti, ma la possibilità di scegliere i prodotti da acquistare dà un potere a noi, cittadini del primo mondo, di contribuire al progresso e al miglioramento delle condizioni di altri uomini che, ad oggi, sono sudditi.

Buon Natale! Le Origini della Festa da Aureliano ai Persiani. Accompagna Corelli.

Tanti auguri di Buon Natale a tutti i lettori di Italiaiocisono! Ho iniziato questa avventura il 14 novembre, e in poco più di un mese voi lettori avete dato lustro a questo blog decidendo di accompagnarmi. Ad oggi siete 213, un risultato allora insperato e inconcepibile. I temi che affrontiamo assieme ci appassionano e siamo sempre più attenti alla valorizzazione dei beni materiali e immateriali che ci circondano.

L’iscrizione va ben oltre la mera pressione di un pulsante colorato,  rappresenta infatti l’adesione ad un manifesto che chiede più cultura, più fondi, più qualità. E’ un vero viaggio in un luogo poco visibile e spesso poco conosciuto. Questa fame accompagna anche gli italiani che prestano il proprio ingegno ad altre nazioni, infatti Italiaiocisono riceve visite regolari dagli USA, Belgio, Slovacchia, India e molti altri paesi. Un grazie sentito a tutti voi, e ancora Buon Natale!

Natale? Cos’è il Natale? La nascita di Gesù a Betlemme? In realtà molti storici dal novecento in poi hanno incominciato a dubitare su questa data, e si fa sempre più strada l’ipotesi che il Natale abbia un’origine molto più terrena, più antica e forse più interessante. Le feste che hanno avuto origine post cristum mortem sono oggettivamente poche. Questo viene spiegato con motivazioni sociopolitiche: la necessità del cristianesimo di eradicare il paganesimo e infondere la nuova religione nei popoli di fine Impero. Se non puoi batterli, unisciti a loro. Questo è ciò che deve aver pensato qualche importante predicatore alle origini, infatti oggi ci troviamo con l’Epifania, la Pasqua, il culto dei Santi, il Carnevale e molte altre celebrazioni la cui origine è pagana. Il Natale non è da meno, e sembra essere l’assorbimento di una celebrazione romana legata al Sol Invictus, istituito nel 274 d.c. dall’imperatore Aureliano. Tutto questo colpisce l’immaginazione, ma forse quello che alcuni studiosi propongono è ancora più intrigante.

Yaldā è una antichissima festa persiana che ricorre nel giorno del solstizio d’Inverno, quindi 4 giorni prima di Natale. Il nome significa “la nascita” e si festeggia nella notte più lunga dell’anno, in quanto il buio era associato al regno di Ahriman, il dio della cattiveria, e ai demoni. A queste terribili creature si contrapponeva una tavola imbandita di ogni genere di pietanze dando priorità alla frutta fresca e secca. Yaldā è stata abolita dall’avvento dell’Islam in Persia in seguito alla caduta dell’impero Sasanide. L’Islam ha bandito lo Zoroastrismo e le proprie celebrazioni, ma siamo nel 651 d.c., cioè più di mezzo millennio dopo Cristo. Abbastanza per lo sconfinamento dei seguaci dell’antica religione persiana. Una semplice coincidenza, una speculazione? Non sappiamo, ma l’ipotesi è affascinante.

Tuttavia siamo andati troppo in là con la mente. Le origini saranno meno conosciute ma noi ci consoliamo con tutto ciò che questa celebrazione ha ispirato negli https://i0.wp.com/www.classicalconnect.com/sites/default/files/Arcangelo%20Corelli.jpgartisti nostrani nei secoli passati. Siamo nel 1714 quando Arcangelo Corelli, geniale compositore barocco di Fusignano, compone il Concerto Grosso “Fatto per la Notte di Natale”. Con quest’opera vi lascio e vi auguro ancora una buona giornata da passare con famiglia o con gli affetti personali, a scelta. Una sola raccomandazione personale che son sicuro non trasgredirete: mangiate tanto e bene perchè la celebrazione della cultura, in un paese come il nostro, comincia dalla tavola.

Lancia Aurelia B20 Coupè, la Prima Sportiva

Oggi ci occupiamo di una autovettura prodotta dal 1951 al 1958 dalla Lancia, marchio leggendario che sta perdendo sempre più importanza. Parliamo di un modello importante per l’azienda, la mitica Lancia Aurelia B20 Coupè.

L’industria automobilistica nell’immediato dopoguerra è in fermento e tutte le numerosissime Case automobilistiche italiane preparano nuovi modelli per il mercato crescente. Gianni Lancia non è uno di quelli che si tirano indietro, e si dedica subito ai nuovi modelli. Tra il prototipo A10 con motore a 8 cilindri, 70 cavalli a 4900 giri del 1948 alla Aurelia B20 coupè da 75 cavalli del 1951 non passa solo del tempo, ma viene accumulata anche esperienza.

Una serie di test e prove tecniche per cui viene coinvolto il Politecnico di Torino portano alla creazione  della Lancia Aurelia, successore della Lancia Aprilia. È un progetto molto complesso ma alla fine entra in produzione e mostra grandi prestazioni sportive. L’Aurelia è infatti la prima lancia a vincere internazionalmente, mostrandosi alla Mille Miglia, Le Mans e alla Targa Florio.

Il nome Aurelia deriva dall’importante via romana che collega la capitale e Arles, in Francia, mentre Aprilia è il nome di una cittadina laziale. Ma non è il nome a far vendere: la carrozzeria disegnata da Pininfarina assieme al potente motore conquista il mercato e viene lanciata l’Autotelai, la B20 e la B24. La B20 che possiamo vedere nel video è stata la fortunata coupè: viene prodotta in addirittura sei serie.

Ora è un pezzo da museo e da collezionismo, ma rappresenta una parte del mondo automobilistico italiano del dopoguerra dopo il glorioso avvio all’inizio del novecento. Purtroppo non siamo più in grado di produrre macchine di qualità come una volta se non per una nicchia di mercato, e ripensare alle cose grandi del passato può dare la forza per un nuovo sviluppo del settore nel futuro. Ma nel frattempo, godiamoci queste opere d’arte!

Il Ponte di Rialto e il Restauro Finanziato da Diesel

Diesel è un’azienda di abbigliamento fondata nel 1978 da Renzo Rosso e Adriano Goldschmied con sede a Molvena, in quel di Vicenza. Dalla metà degli anni ’80 Rosso acquisisce la proprietà dell’azienda e la espande aprendo negozi in tutta italia e all’estero fino ad avere punti vendita in tutto il mondo. Con una accorta strategia di marketing il brand Diesel si è affermato nel settore della comunicazione.

Diesel fattura più di un miliardo di euro l’anno grazie a 400 boutique, ma si possono trovare i suoi prodotti in oltre 5000 negozi multimarca. E’ un azienda molto innovativa e dinamica, che sta investendo e si sta inserendo in settori in cui non è ancora presente come la biancheria o la bigiotteria. Non solo, continua con la propria campagna di marketing nel migliore dei modi: restaurerà il ponte di Rialto a Venezia.

Dopo il gruppo Tod’s di Della Valle che si è impegnato a restaurare il Colosseo, ecco che Diesel si è aggiudicato l’appalto per rimettere a nuovo il celebre ponte. 5 milioni di euro è la cifra che verrà sborsata da Diesel, che però avrà un grandissimo ritorno in immagine e pubblicità: avrà la possibilità di organizzare un evento a Piazza San Marco e due a Palazzo Ducale. Le indagini preliminari partiranno nel 2013 e alla fine del 2015 il ponte ritornerà ai fasti di un tempo.

Possiamo evidenziare la lungimiranza con cui le due sopracitate aziende investano nel restauro di un bene pubblico in cambio di un ritorno di immagine. Si può obiettare che in questo modo si “vendano” i monumenti ai privati, ma di fronte a uno Stato che non riesce a conservare la propria ricchezza e anzi sembra faccia di tutto per rovinarla, questo tipo di iniziative paiono miracoli in un settore umiliato dai continui tagli. Un plauso va quindi all’azienda che oltre all’ingente investimento, ha il merito di essere stata l’unico soggetto privato che si è presentato in gara. Noi nel frattempo aspettiamo trepidanti di poter ammirare questo iconico ponte in abito nuovo.

Fondazione Accenture: 1 milione di euro per un’idea sulla Cultura

Oggi ci occupiamo della Fondazione Italiana Accenture e del concorso che ha aperto da poco. Accenture è una azienda nata nel 1953 a Dublino e si occupa di consulenze finanziarie, tecniche e in genere di tutto ciò per cui una azienda può chiedere aiuto. E’ una compagnia presente a livello globale e ha più di 250.000 dipendenti. In Italia lavora assieme alla propria fondazione, e si occupa da anni di promuovere la cultura, lo sviluppo e idee a beneficio della comunità. Ha svolto attività importanti come l’istituzione di un corso universitario su Etica ed Economia, un programma sulla mobilità sostenibile e molti altri.

Fondazione Accenture ha inoltre creato ideaTRE60, una piattaforma che funge da punto di contatto tra le persone con le idee ma senza finanziamenti e la fondazione, in modo da portare avanti progetti utili alla comunità.

Ars è un importante concorso che è stato avviato il 3 dicembre ed è aperto a chiunque abbia un’idea per valorizzare il patrimonio culturale italiano. In pratica bisogna pensare a un modo per ottenere dei ricavi sfruttando le opere d’arte e quindi creando occupazione con la Cultura. Nel nostro paese questa potrebbe essere la prima industria, invece sta addirittura calando la rilevanza economica di questo importante settore. La Fondazione esaminerà tutti i business plan pervenuti entro il 25 marzo 2013 e finanzierà con 1 milione di euro il progetto migliore. Le idee devono riguardare l’architettura, la scultura e la pittura ma chi non arriverà primo non rimarrà comunque a bocca asciutta: i classificati dalla seconda alla quinta posizione riceveranno un finanziamento pari e superiore ai 2000 euro.

Credo che questa iniziativa rispecchi totalmente l’ideale di Italiaiocisono per la promozione della cultura: un’azienda importante, attraverso la propria fondazione manda avanti progetti per lo sviluppo culturale. Ce ne sono molte di questo genere, ma un finanziamento così cospicuo porta in prima linea Fondazione Accenture. Non aspettate altro tempo e fate girare le rotelle: la cultura italiana ha bisogno di voi!