La Porchetta di Ariccia IGP

https://i1.wp.com/farm1.staticflickr.com/189/512479165_143f8dadf9_z.jpgLa più grande minaccia nei confronti delle diete dimagranti, con tanto di marchio IGP, viene prodotta nel comune di Ariccia, nel Lazio. La porchetta è un prodotto dalle origini molto antiche e nel centro Italia è molto comune sentirne il profumo da centinaia di metri, nelle strade provinciali maremmane, nelle zone montuose dell’Abruzzo ma anche nella Pianura Padana.

I primi ad imbottire il maiale con le spezie e arrostirlo in modo da concentrare i sapori sembra siano stati gli Etruschi, una prelibatezza che si è poi diffusa senza troppe resistenze nelle zone limitrofe, per soddisfare affamati indigeni e turisti. In questa vasta area può sembrare difficile saggiare le differenze tra una porchetta laziale, una toscana o una umbra, ma alcuni produttori e le istituzioni locani hanno spinto per la certificazione IGP della Porchetta di Ariccia IGP.

Nel disciplinare si può rilevare come nulla sia lasciato al caso, dalla razza al sesso dell’animale fino alla consistenza della crosta, che deve essere croccante nella parte superiore e morbida nella parte inferiore. La carne deve rosea, aromatizzata al pepe, aglio e rosmarino in quantità tali da vederne tracce più o meno abbondanti nella fetta.

Questo taglio di carne suina, cucinato con metodi antichi, deve essere consumato nel giro di un giorno dalla produzione: il consumatore di porchetta è avvertito. Tuttavia, vista l’impossibilità di raggiungere i consumatori nelle parti d’Italia o del mondo nel tempo indicato dal disciplinare, questa regola sembra più un invito a farsi un giro dalle parti di Ariccia per godersi una cospicua tagliata di porchetta croccante, con tanta pace dei dietologi.

Saltarello, Antica Danza Popolare del Centro Italia.

Il Saltarello è un insieme di balli popolari di origine molto antica, tipici dell’Italia centrale. Nel Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Molise troviamo testimonianze di queste danze, praticate ancora oggi. La genesi del Saltarello può essere legata alla saltatio, un genere molto popolare tra i latini prima della conquista da parte degli antichi romani. La prima trascrizione di questo genere risale al XIV secolo, e nei documenti viene classificata come danza aristocratica.

Il saltarello fa infatti parte dei quattro modi basilari della danza di corte italiana, e viene utilizzato come modello per lo sviluppo di balli rinascimentali. Il mistero è quindi la relazione tra la danza di corte e quella popolare, una matassa da dipanare che lasciamo alla storiografia della musica. Il Saltarello esiste come ballo di coppia uomo-donna ma anche a quattro persone, in cerchio e processionali. Nelle diverse regioni tuttavia si possono trovare delle variazioni, e ci sono analogie con la Tarantella del meridione d’Italia. Il Saltarello ha riscosso molto successo nel mondo, e sono stati reinterpretati pezzi strumentali da gruppi come l’australiano Dead Can Dance.

La straordinaria varietà del Saltarello, che assume sfumature diverse anche passando di comune in comune, dimostra quanto la nostra cultura sia stata influenzata dalle divisioni politiche e territoriali. Chiediamo quindi a gran voce che questo patrimonio immateriale venga riconosciuto e tutelato così come si inizia a fare in altri importanti settori culturali.

Roccascalegna, un Borgo Medievale nel Cuore dell’Abruzzo.

Roccascalegna è un piccolo borgo in provincia di Chieti, in Abruzzo, che dalla base di un costone di roccia si arrampica fino in cima, immerso in uno sfondo perfetto per antiche storie medievali. La storia di questo piccolo paese, che oggi conta 1362 abitanti, è infatti molto antica e risale all’epoca dei Longobardi. Il nome, coniato senza alcuno sforzo di fantasia, significa dirupo o burrone e per queste importanti caratteristiche morfologiche venne scelto come luogo ideale per costruire un avamposto nel 1160.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/91/Justinian.jpgIn quegli anni l’Italia scontava il caos caratteristico del basso medioevo e la conseguente frattura politica delle forze peninsulari, anche se in quel momento l’indice della bilancia propendeva per questo popolo venuto da molto lontano. Il castello costruito sul dirupo serviva quindi come fortificazione per respingere le incursioni bizantine nel regno longobardo, ma il controllo è poi passato ai Franchi e quindi ai Normanni. Negli anni successivi Roccascalegna è diventato un feudo e qui si sono susseguiti grandi nomi nobiliari come i Carafa e i Nanni.

Oggi si può visitare questa testimonianza storica e culturale di un complesso che si avvicina molto al nostro ideale di castello feudale medievale, e per queste caratteristiche Roccascalegna è stata insignita della Bandiera Arancione, un marchio di qualità turistico-ambientale del Tourig Club Italiano. Un luogo importante per capire un pezzo di storia del nostro paese che, nella sua relativa dimensione, influenza tutt’oggi politica e cultura italiana.

Il Gran Sasso e i Neutrini: dove la natura incontra la scienza.

Gran Sasso d'Italia — Fotopedia

Il Gran Sasso è una catena montuosa che si trova in Abruzzo, nell’Italia centrale, e fa parte degli Appennini. Grazie alla propria altezza il Corno Grande non sfigurerebbe in mezzo alle “sorelle” Alpi, ma questo diventa importante e unico perchè domina il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Questo parco incantevole si snoda tra valli accarezzate da vento, pianure adibite a pascolo, un grande ghiacciaio, cime ripide e dolci alture. Nell’epoca tardo rinascimentale, periodo in cui nasce l’appellativo Sasso d’Italia, vantava grandi foreste che son state decimate dai disboscamenti successivi. L’uomo è comparso intorno a questo monte molte decine di migliaia di anni fa e si può dire che il Gran Sasso abbia visto tutto lo sviluppo tecnologico dell’Umanità. Si, perchè sotto quei bei prati dove pascolano i bovini e sotto le rocciose e innevate montagne c’è un laboratorio di Fisica subatomica.

L’esperimento principale si chiama OPERA, l’acronimo di Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus, e si occupa della difficile misurazione dei neutrini. Queste son particelle senza massa e per questo difficilissime da osservare. I neutrini provengono dall’acceleratore di particelle del CERN (SPS) a Ginevra che li “spara” verso il Gran Sasso fino al rilevatore del laboratorio che praticamente consiste in tantissimi mattoncini di piombo con la capacità di “fotografare” i neutrini. Molti conoscono questo laboratorio per l’errata misurazione che metteva in discussione l’impossibilità di superare la velocità della luce, in seguito ridimensionata.

OPERA è stato ultimato nel 2008 e insieme ai Laboratori nazionali del Gran Sasso costituiscono il laboratorio sotterraneo più grande del mondo. È mandato avanti dall’ INFN, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, ente creato per continuare le ricerche di Enrico Fermi. È un’istituto importante per l’Italia e per il mondo che manda avanti la ricerca nel campo della fisica a ogni livello. L’unione della bellezza della natura fuori e l’ingegno umano dentro fà si che il Gran Sasso rappresenti simbolicamente, nel bene e nel male, tutto un paese.