L’ex-stabilimento dell’Alfa Romeo ad Arese scompare tra furti e demolizioni.

Sia chiaro: nessuno vuole difendere un’azione criminale, che è anzi da condannare. Tuttavia, la vicenda che ha coinvolto due austriaci e quattro tedeschi appassionati dell’Alfa Romeo ci fa riflettere. Questi signori, venuti da lontano, hanno approfittato della mancanza di controlli per entrare di nascosto nell’ex stabilimento di Arese, ora in fase di demolizione per far spazio ad un centro commerciale e ad un quartiere residenziale. L’intento era chiaro: stregati dal suo fascino, volevano portarsi a casa tutto ciò che richiamava i gloriosi tempi del marchio ex-meneghino.

Ora, la denuncia è partita ed è sacrosanta. Ma come è possibile che degli stranieri, talmente appassionati di un marchio che ha fatto la storia del tanto chiaccherato made in Italy, abbiano affrontato il viaggio e compiuto un’azione criminosa per amore della casa automobilistica? Il progetto di “riqualificazione” parla da solo: demoliamo una cattedrale industriale di grande valore, talmente grande che noi italiani non riusciamo a riconoscere, ligi ad un paradosso che oscura tutto ciò che si può riferire alla cultura del nostro popolo, per costruire un centro commerciale.

Se neanche la Fiat, proprietaria della storica azienda, riesce a sfruttare la popolarità ancora fortissima di questo marchio con un progetto di recupero dell’ex-stabilimento, a chi può finire quest’area se non al solito speculatore? Allora interroghiamoci.  Simboli, segnaletica e varie come cimeli per un museo d’oltralpe, o ferraglia da mettere in qualche discarica, assieme ai ricordi di una grandeur ormai perduta?

E così l’Alfa Romeo tornò in America…

L’Alfa Romeo è la gloriosa casa automobilistica, milanese per adozione, fondata nel 1910. Nasce infatti a Napoli come sussidiaria italiana della francese Darraq. Il mercato tuttavia è nel nord Italia e la società si trasferisce a Milano, aprendo lo stabilimento del Portello. Alcuni problemi costringono l’azienda alla liquidazione, ma dei finanzieri lombardi la rilevano e la chiamano A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili).

L’anima ora è italiana ed è pronta a sfornare autentici capolavori. L’Alfa conquista il mercato e grandi gare automobilistiche come la Targa Florio. Da allora entra nei cuori di grandi appassionati e non solo: le forme accattivanti disegnate da mani eccellenti e i potenti motori creano il mito. L’azienda passa le due guerre, ma perde una molto più silenziosa: nel 1986 passa alla FIAT. Negli anni successivi, salvo qualche modello, l’Alfa non presenta più la qualità di un tempo e viene assorbita dal carrozzone aziendale torinese come auto di secondo piano. Oggi tuttavia lo scenario è cambiato e la FIAT ha acquisito la Chrysler (quindi Jeep, Dodge, RAM), operazione un tempo impensabile, e grazie alla rete distributiva di questa importantissima produttrice l’Alfa tornerà in America.

Già, una volta c’è stata. E con quali onori! Negli anni ’50 è la macchina tipo della cultura pop e raggiunge l’apice quando Dustin Hoffman guida l’Alfa Romeo Spider 1600 Duetto nel film The GraduateL’Alfa in America vende ancora dopo l’acquisizione della FIAT, ma nel 1995 l’azienda si ritira dal continente e gli appassionati locali passano dal concessionario al garage, per lucidare i vecchi modelli.

Oggi c’è speranza per tutti. Finalmente l’Alfa è tornata la marca di punta, grazie alla nuova amministrazione. Non solo numeri, il 2013 sarà l’anno dello sbarco di nuovi modelli: la 4C, un crossover su base Jeep Patriot, e la Giulia.

L’Alfa Romeo 4C è forse il modello più interessante ed il concept è stato presentato nel 2011 al Salone di Ginevra. La carrozzeria ha forme sensuali e sportive, la fibra di carbonio e alluminio con cui è costruita la rendono leggerissima ed è stata pensata tenendo conto dell’esperienza aziendale in Formula 1 e IndyCar. Il disegno è fimato Lorenzo Ramaciotti, l’uomo dietro la Ferrari Enzo e la Maserati Quattroporte, e il Centro Stile Alfa Romeo. Il motore sarà un 4 cilindri 1750 Turbo Benzina, capace di sfornare 200 CV. Questo permetterà un’accelerazione 0-100 km in 5 secondi, con una velocità massima di 250 km. Già solo a livello di concept questo gioiello ha ricevuto dei premi, ma ora possiamo finalmente vedere alcuni scatti notturni rubati, in attesa del Salone di Ginevra della prossima settimana in cui verrà presentata ufficialmente.

Quest’anno la vedremo nelle strade, e ci sono tutti i presupposti per conquistare il mercato statunitense, da sempre molto accogliente per le sportive italiane. Speriamo in un ritorno glorioso degno dell’Alfa. Noi sentiamo già il rombo dei motori