Premiata Forneria Marconi, i grandi del rock progressivo italiano.

Quanti hanno avuto la fortuna di aver sentito dal vivo l’ondata di Progressive che imperversava nell’Italia degli anni ’70? Non molti, ma è impossibile non aver sentito almeno un brano della Premiata Forneria Marconi. Il gruppo, nato con il nome di Krel, ha incominciato scrivendo un paio di canzoni per pochi intenditori, per poi andare a fare da supporto a gruppi del calibro degli Yes e dei Deep Purple.

Nel 1971 è uscito il primo singolo del gruppo, Impressioni di settembre/La carrozza di Hans, e grazie all’iniziale successo la band ha in seguito acquistato una grandissima visibilità suonando sui palcoscenici di tutto il mondo. I dischi uscivano numerosi e la PFM si esibiva in Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone, dove hanno ottenuto un grande favore del pubblico. Nel ’79 hanno collaborato con Fabrizio De Andrè e negli anni ’80 sono riusciti a far piacere il Progressive anche quando stava diventando fuori moda. È di questo periodo infatti il video in playback che vediamo oggi, intitolato Chi ha paura della notte.

Con più di quarant’anni di storia alle spalle, qualche capello in meno in testa e qualche acciacco, il gruppo continua a girare il mondo suonando il rock che li ha resi famosi. Sarà pure estinta l’era dei primi esperimenti sul sintetizzatore analogico, ma il suono della Premiata Forneria Marconi ci riporta facilmente in quei bellissimi e terribili anni Settanta.

“Un Giorno Credi” di Edoardo Bennato. 1973.

E’ il 1973 ed esce l’album  “Non farti cadere le braccia“. L’autore è Edoardo Bennato, un giovane musicista di Napoli che come molti altri tenta la strada della musica, galvanizzata in quegli anni dall’ondata rivoluzionaria provocata dai Beatles. Grandi gruppi statunitensi e inglesi raggiungono vendite record e gli appassionati accorrono numerosi con ogni mezzo ai concerti.

Bennato inizialmente non riscuote un grande successo, ma la diffusione del primo disco e l’uscita de I buoni e i cattivi nel 1974 fanno decollare la carriera del cantautore: il resto è storia. Oggi rispolveriamo gli inizi e ascoltiamo una delle sue prime canzoni, che tra l’altro è anche una delle più famose già da allora, tanto da meritarsi un posto anche nell’album del ’74.

Un giorno credi è una di quelle canzoni in cui ognuno trova un proprio senso, quindi dare un’unica interpretazione sarebbe impossibile e toglierebbe la poesia. Lezione di vita? Critica alla società? Speranza per un futuro migliore? Possiamo solo azzardare ipotesi mentre ascoltiamo questo grande pezzo della musica italiana.

Passato e Presente. Lucio Dalla. 1973.

Lucio Dalla è un personaggio dai molteplici volti: quello popolare delle canzoni a memoria e quello enigmatico e riflessivo. Si conosce molto bene il Dalla della prima categoria, quello che si sente alla radio e nei karaoke, ma con i mezzi di oggi è possibile conoscere facilmente anche i lati più profondi di quest’uomo che ha capito e cantato gli italiani, e che s’è fatto beffe delle contraddizioni di tutto un popolo.

Il pezzo che ascoltiamo oggi si chiama Passato e Presente, uscito nel 1973 nell’album “Il giorno aveva cinque teste“. La prima parte della canzone ci racconta il passato, con ritmi vivaci e testi da amarcord. Il cantare nostalgico finisce presto e veniamo proiettati in avanti, lontano da quei tempi.

Tocca al presente, serioso e irrazionale, descritto con un tocco che solo un matto come Dalla poteva regalarci. Quanti altri capolavori sottovalutati si nasconderanno tra un Lupo e un Caruso? A voi la conta..