Le Pagelle e i Quaderni dei Nostri Nonni in Formato Digitale

MIUR è l’acronimo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, fondato nel 1861 dall’allora governo della destra storica guidata dal grande Cavour. Il MIUR, assieme a quello della Salute, è il ministero che viene prediletto quando si parla di tagli alla spesa pubblica. Ormai da quasi 152 anni questo importante organo vigila sull’istruzione italiana, rilevandone le altezze e le bassezze.

Fortunatamente i continui tagli non impescono a certe iniziative di venire alla luce: in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia e della fondazione del ministero, vengono digitalizzate le pagelle, registri e documenti scolastici delle generazioni passate.

Dal libro Cuore, alla Lavagna Digitale è il nome di questa mostra online, che racconta moltissimo della nostra storia. Dal retro delle pagelle in cui compaiono manifesti fascisti, alla calligrafia perfetta con cui venivano scritti voti e commenti, alle diverse materie insegnate e sulla routine di una scuola sempre in evoluzione.

Chiunque fosse in possesso di documenti dei propri nonni, al posto che farli ingiallire e marcire nei solai, può decidere di inviarli al ministero in modo da ampliare la documentazione storica.

Oggi siamo arrivati alla lavagna digitale e si parla di sostituire gradualmente i libri cartacei con ebook e altri supporti digitali: è il grande scenario di cambiamento in cui si inserisce questa importante mostra.

Forse uno sguardo al passato può far scoprire la disciplina ferrea che vigeva allora e al contempo dare una base storica su cui lavorare per innovare un settore importantissimo non solo a livello culturale, ma anche economico.

Le Langhe tra Vini e Tartufi: un Viaggio nelle Terre Savoiarde.

https://i0.wp.com/farm9.staticflickr.com/8484/8250322860_d0cbfbfda8_m.jpgLe Langhe, area storica all’interno del Piemonte, si dirama in verdi colline delimitate da Cuneo a Sud e Asti a Nord in un susseguirsi di vigneti, antichi castelli e borghi medievali. La Storia ha a lungo avuto come scenario quest’incantevole regione, dall’invasione dei Galli nell’età dell’Antica Roma, alle grandi lotte del Risorgimento fino allo spopolamento a causa dell’industrializzazione di massa postbellica. Le Langhe hanno conosciuto la miseria e la povertà, una volta era terra di contadini di una campagna sottolsviluppata. Tuttavia quest’area ha conosciuto anche le altezze e s’è guadagnata una tra le più grandi onoreficenze per una regione italiana: diventare la guida per la produzione di grandi vini.

Dal dopoguerra questa importantissima bevanda che ha plasmato, nutrito e fatto sognare i popoli del mediterraneo e nei secoli recenti anche il mondo, ha trasformato questa regione in una suggestiva fabbrica del nettare degli dei. Il grande Camillo Benso, alloggiando nel castello medievale della sua Grinzane Cavour, si è dedicato alla coltivazione della vite e al miglioramento delle qualità organolettiche del proprio prodotto. Questa passione per la vite lo ha accompagnato durante tutta la sua vita, e lo ha portato a fare scoperte importanti nel campo dell’agricoltura che sono state successivamente adottate a livello nazionale. L’Associazione Agraria, nata nel 1842, avrà tra le sue fila questo capace politico.

Le Langhe tuttavia non devono la propria fortuna solo al vino. Negli anni passati sono state restaurate e riaperte antiche cascine, trasformandole in agriturismi. I borghi disseminati sulle dolci colline offrono ristoro e delizie per gli occhi: son capeggiati da castelli signorili, simboli di antiche casate e famiglie proprietarie di terreni. Questi piccoli promontori si aprono verso nord e si scorge Alba, adagiata sulla sponda meridionale del Tanaro, il vero centro economico delle Langhe. Qui si producono vini ma si vende anche il tartufo, il “fungo” che insaporisce risotti e molte altre pietanze con il suo sapore unico. Anche questo elemento ha plasmato le genti del posto ma non solo: cani e maiali sono stati addestrati per scovare il prezioso alimento. É possibile assaggiare ogni tipo di tartufo, da quello nero a quello bianco, e una volta provato non si dimentica più.

Go Wine: i vini di Langhe e Roero incontrano quelli savonesi

Oggi si può sorseggiare un buon Barolo o un Dolcetto d’Alba meditando su questi luoghi incantati, frutto di una non troppo recente riscoperta e di una grande valorizzazione. Questa modesta parte del Piemonte, i cui paesaggi sono i protagonisti di una candidatura all’UNESCO, costituisce una parte non indifferente della ricchezza regionale. Conosciamo molte altre province italiane con grandi potenzialità e, forse per una seconda volta, il Piemonte può diventare una guida. Ma, in questa circostanza, per una migliore gestione della cultura nazionale.