Le Litanie dei Santi di Papa Gregorio Magno. 590 DC.

Qual è l’emozione che si prova dopo aver sentito questa Litania? Quello che è difficile trasmettere in parole viene trasmesso dalla musica attraverso un collegamento molto profondo tra il messaggero e il ricevente. Questa straordinaria proprietà della musica, che ci permette di sospendere temporaneamente l’inesorabile trascorrere del tempo e immergersi nel sacro, quasi bagnandoci d’incenso, era ben chiara a Papa Gregorio I, detto il Grande. Oggi questo tenace uomo sarebbe probabilmente a capo di qualche multinazionale del marketing, ma allora dedicava anima e corpo ai proselitismi e alle lotte per il potere.

https://i1.wp.com/www.finalpia.it/01ricerca/11CORO/coro.jpgIn quell’epoca i depositari della cultura e del sapere erano alle dipendenze di questa figura, e, di fronte al necessario consolidamento del potere spirituale e temporale, era urgente l’invenzione di qualcosa che riuscisse a trasmettere efficacemente il messaggio divino alle masse analfabete. Più tardi sarebbero arrivate le cattedrali gotiche, dalle alte e luminossisime navate, e i quadri dei maestri del Rinascimento, ma nell’alto Medioevo l’opera viene svolta dalla musica.

Considerando anche i canti gregoriani, che presero il nome dall’individuo che li portò alle massime altezze, è difficile stimare l’impatto o la capacità “proselitica” di questo nuovo mezzo di comunicazione sulle masse. Tuttavia, analizzando l’effetto che fa su di noi, gente del ventunesimo secolo, si può facilmente ipotizzare una reazione di assoluta maestosità. L’opera di Gregorio I non si è fermata ai canti, ma ha stabilito il testo delle Litanie. Queste sono vere e proprie preghiere in cui vengono invocati i santi, e vengono recitate nei giorni di festa, nelle processioni o in generale nei momenti solenni.

Più d’uno avrà infatti sentito queste Litanie nella fase di apertura del recente Conclave, appena prima di entrare nella Cappella Sistina. Un’opera di antica e autentica bellezza che, anche se vista da un’ottica non necessariamente religiosa, rimane una pietra miliare della musica antica e parte del nostro patrimonio immateriale.
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La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista

Qual’è il punto più alto toccato dall’umanità intera, il riferimento e l’esplosione dell’ingegno, ammirato di generazione in generazione da secoli? Abbiamo diversi esempi, in ogni campo, ma c’è forse qualcosa di magnifico e inarrivabile che la Cappella Sistina ci trasmette. I tempi sono cambiati, la scienza ha lottato con la fede, ma in tutti gli uomini quest’opera risveglia curiosità, senso di smarrimento e ammirazione.

Completata in circa sessant’anni, sulla volta e sulle pareti della cappella restaurata hanno lavorato Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Michelangelo e altri grandi del Rinascimento. Dalla Consegna delle chiavi al Giudizio Universale, quest’opera ha ispirato molti artisti e commosso “semplici” uomini come Gandhi.

I numerosi visitatori, purtroppo, impediscono al prossimo di godere appieno dell’opera, ma anche se lontani da Roma possiamo oggi osservare il capolavoro senza forzature, con un ottima risoluzione. Il sito creato appositamente dal Vaticano consente di ammirare la Cappella Sistina, immersi nella bellezza e su una linea perpendicolare alla Creazione di Adamo.

Oggi i cardinali riuniti nel conclave hanno eletto il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio, un gesuita di origini piemontesi. La votazione si è svolta come sempre a porte chiuse nella Cappella, che a breve tornerà ad essere visitabile. In ogni caso, l’unione di una istituzione secolare antichissima e le nuove tecnologie, internet e fotografie panoramiche, ci regalano un ottimo strumento per godere quando vogliamo di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

Pontificia Fonderia Marinelli, l’azienda più antica del mondo. 1339.

Agnone è un piccolo borgo in cima ad una collina in Molise, nell’Italia centrale. Questa cittadina ospita una delle più antiche aziende del mondo, la Pontificia Fonderia Marinelli. Come fa intuire il nome, è stata insignita del titolo “Pontificia” nel 1924 dal Vaticano per l’importanza che questa fonderia ha avuto per la Chiesa. Ma la storia di questa azienda inzia molto prima.

Già nel 1040 esiste ad Agnone una fonderia, che confluisce nella Pontificia Fonderia Marinelli nel 1339. Sin dal medioevo, l’azienda sforna campane per gli edifici più disparati: la prima campana della Torre di Pisa, una per l’abbazia di Montecassino dopo i danneggiamenti della Seconda Guerra Mondiale, la campana del Giubileo del 2000 e molte altre. Le campane Marinelli si possono trovare in ogni angolo del mondo, tutte realizzate seguendo l’antica tecnica scultorea a cera persa che le ha rese famose. Oggi il 90% degli ordini arriva dalla Chiesa Cattolica Romana, e non si limita solo alle campane ma anche a bassorilievi, portali e altri manufatti in bronzo.

La Pontificia Fonderia Marinelli rappresenta il primo esempio al mondo di un’azienda a carattere familiare con le  tecniche di lavorazione tramandate di padre in figlio. Questa organizzazione caratterizza tutt’oggi la spina dorsale economica del nostro paese: la propria forza, per la diversità e il know how, e la propria debolezza, per gli investimenti esigui e la scarsa internazionalizzazione. Un esempio quindi di come la tradizione possa abbracciare l’economia: un punto saldo da sviluppare per portare la qualità non solo all’interno dei nostri confini, ma anche nel mondo.