Mauro Giuliani, un grande chitarrista tra Classicismo e Romanticismo.

Mauro Giuliani, nato nel 1781 a Bisceglie, è un chitarrista, compositore e violoncellista che ha varcato i confini nazionali divenendo famoso in terra austriaca per le sue composizioni e la sua attività di maestro. Giuliani proveniva da una famiglia benestante che gli ha permesso di acquisire una formazione musicale, un percorso utile per padroneggiare uno strumento usato in Italia solo per accompagnare la voce: la chitarra classica.

Trasferitosi nel 1802 in Austria, i suoi componimenti per chitarra trovano terreno fertile per la creazione di un pubblico interessato e quindi esegue a Vienna lo splendido Concerto per chitarra e orchestra n. 1, opera che ottiene un grande successo. La fama è grande e il compositore diventa nel 1815 artista principale dei concerti per il Congresso di Vienna. Tuttavia, dopo solo quattro anni ritorna in Italia per problemi finanziari e da qui si trasferisce a Roma, dopo un apprezzato concerto a Trieste, e infine a Napoli fino alla morte, sopraggiunta nel 1829.

Giuliani ci ha lasciato una notevole produzione, con più di duecento opere autografe, ed è ancora istruttivo per chi si voglia avvicinare alla chitarra classica pensata per il concerto e non solo. Oggi ascoltiamo un brano intitolato Variazioni su un tema di Händel, che ci fa sentire perfettamente l’impronta del musicista pugliese mentre rielabora opere composte dai grandi della musica classica.

“Bella figlia dell’amore” di Giuseppe Verdi.1851.

Direttamente dall’Atto III del Rigoletto, oggi ascoltiamo un motivo molto conosciuto dai più e cantato in ogni parte del mondo, intitolato Bella Figlia dell’Amore.

Giuseppe Verdi ha ricevuto una commissione nel 1850 per comporre  questo piccolo capolavoro ambientato a Mantova, per poi rappresentarlo l’anno successivo al Teatro La Fenice di Venezia. Non a caso proprio grazie al Rigoletto il compositore emiliano deve l’inizio della sua esplosiva carriera musicale.

Nei prossimi mesi parleremo ancora di Verdi, sia per l’importanza che ha avuto nella diffusione della tradizione operistica italiana nel mondo assieme a Puccini, Rossini, Donizzetti e altri, sia perchè proprio quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita di uno dei più grandi musicisti della nostra storia.

Sonata n.5 in Do minore di Baldassare Galuppi. XVIII secolo.

Baldassare Galuppi nasce a Burano nel 1706, in un epoca di grande fermento in campo musicale. A Venezia risuona Vivaldi e le opere vengono rappresentate sui palcoscenici di sette teatri attivi in tutta la città, tutti strapieni. In poco tempo nascono astri e con la stessa velocità vengono dimenticati, nel pubblico c’è la borghesia più in vista, librettisti e compositori più o meno conosciuti. Da tutta Europa arrivano gli appassionati ad ammirare le ultime fatiche dei propri beniamini. In questo scenario in fermento si inserisce questo giovane compositore.

Galuppi è un organista e clavicembalista di grande talento, e il pubblico stravede per questi strumenti. Unendo il talento puramente tecnico, il nostro Baldassare fa scivolare la propria mente nelle calli e nei canali della città, inventando opere buffe ispirandosi alle vicende quotidiane della Serenissima.

La fama lo porta a Londra e nella Russia di Caterina II, per concludere poi la carriera a Venezia. Oggi non ascoltiamo un pezzo d’opera, le composizioni che allora lo hanno reso famoso, ma un’opera strumentale che racchiude in sè l’estro di questo compositore. Si tratta di una sonata n.5 per pianoforte in do minore, una composizione di grande immediatezza di un genio musicale ancora poco conosciuto.