Enrico Panattoni, l’inventore della Stracciatella.

Quando siamo in coda dal gelataio, mentre scorriamo con gli occhi i vari gusti del gelato ripassiamo spesso sul fior di latte. Un gusto dal nome fresco e dal sapore delicato, dato dall’abbondante panna e dalla dolcezza dello zucchero. Ma come rendere ancora più buono il fior di latte? è una domanda che si deve essere fatto Enrico Panattoni, mentre sperimentava un nuovo gusto presto entrato nell’olimpo del gelato: la Stracciatella.

Nel 1953 a Bergamo alta Panattoni apriva il bar “La Marianna” e incominciava a vendere gelati riempiti con la nuova invenzione. La novità ha conquistato presto tutta l’Italia e le gelaterie hanno incominciato a produrre la creazione di Panattoni, ma con la diffusione di massa si è perso anche il nome dell’inventore.

Pochi giorni fa è venuto a mancare, ma se possiamo gustare un fior di latte con pezzi di cioccolato croccanti che si sciolgono presto in bocca, è proprio grazie a questo signore. E’ doveroso salutarlo e ringraziarlo per tutti i momenti di godimento e meditazione che ci accompagnano mentre gustiamo dell’ottimo gelato.

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Gli Struffoli, i dolci natalizi che fanno impazzire Napoli.

Così come altri paesi del Sud Europa, l’Italia può vantare una cucina che si avvicina molto ai precetti della dieta mediterranea. Qualcosa va storto se andiamo ad esplorare le cucine locali. Verso Natale, nelle case di Napoli ci si imbatte in alcuni dolci tanto antichi quanto golosi: gli Struffoli.

Ognuno di questi ha la forma di una piccola pallina e gli ingredienti sono quelli della cucina popolare: farina, uova, strutto, zucchero, un pizzico di sale e liquore all’anice. Come se non bastasse, per insaporirli ulteriormente vengono fritti in olio bollente o addirittura nello strutto, con buona pace per la linea. Il nome è certamente invitante e c’è sostiene che derivi proprio dallo strutto usato per la preparazione, ma sembra che in realtà sia legato ad una parola del proprio paese d’origine.

Strongoulos pristòs è una parola greca che significa pallina rotonda tagliata, e proprio gli Antichi Greci hanno introdotto gli Stuffoli a Napoli, ma non solo. A Palermo il loro nome ha una “f” in meno, ma la bontà rimane invariata.

Ormai il freddo incomincia a farsi sentire, specialmente di sera. Ancora non si sente l’aria natalizia, ma se il 25 dicembre vorrete stupire i vostri commensali con una leccornia, non sarebbe una brutta idea incominciare a scaricarsi la ricetta. E visto che dicembre non è proprio domani, si può incominciare a fare qualche prova prima di mettere in tavola gli Struffoli: ogni scusa è buona…

Il cioccolato di Modica, una gustosa specialità siciliana.

Nel libro La contea di Modica di Leonardo Sciascia e Giuseppe Leone c’è un passaggio che rende onore al prodotto più famoso di questo paesino della Sicilia meridionale:

”Un cioccolato fondente di due tipi – alla vaniglia, alla cannella – da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto – sia pure il più celebrato – ne sia l’adulterazione, la corruzione.”

Il cioccolato di Modica non è uno sconosciuto per chi ama il cioccolato: difficile dimenticarne la consistenza e il sapore. La storia di questo particolare cioccolato risale al XVI secolo, un periodo che ha segnato la cultura e quindi la gastronomia locale. Gli italiani non hanno un buon ricordo della pessima amministrazione spagnola, ma l’introduzione da parte loro di questo tipo di lavorazione del cacao, può forse -è il caso di dirlo- addolcirne la posizione.

https://i1.wp.com/cdn.c.photoshelter.com/img-get/I0000thQ2YHHMQ2s/s/600/480/Laboratory-Dolceria-Bonajuto-1880-Modica.jpgIl cioccolato di Modica infatti deve le proprie caratteristiche ad un metodo di produzione che esclude il concaggio: i cristalli di zucchero non vengono sciolti grazie al mantenimento della temperatura sui 35-40 gradi durante tutto il processo. In questo modo è possibile evitare di aggiungere altri ingredienti come addensanti, grassi o latte, in modo da preparare un cioccolato più simile a quello consumato dagli antichi.

Oggi una lavorazione simile si trova in Spagna, in particolare ad Alicante, e in alcune regioni del Messico e Guatemala, ma i soggetti coinvolti più o meno direttamente nella produzione e commercializzazione del Cioccolato di Modica lottano per un riconoscimento ufficiale.

A tale scopo, nel 2003 è nato il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica, che raggruppa 20 produttori comunali con l’obiettivo di conquistare il marchio IGP. Recenti notizie riportano che l’iter sia già a buon punto in sede comunitaria, il che fa ben sperare tutti gli amanti del cioccolato e dei prodotti dolciari siciliani in una futura valorizzazione e  in una distribuzione capillare del prodotto a livello nazionale e globale.