Un anno di Italiaiocisono.

Oggi, 14 novembre 2013, è un giorno importante per Italiaiocisono: si festeggia il primo anno di età del blog. Centoquarantasette articoli fa, con “Incomincia un viaggio nasceva un’avventura che mai avrei pensato potesse raggiungere così tante persone ed essere così condivisa. Italiaiocisono è figlia del proprio tempo. Ognuno di noi avverte il potente fascino di un grandissimo patrimonio materiale e immateriale, impossibile da tenere dentro di noi e non condividere con il mondo intero. Ed ecco quindi uno strumento, modesto nei numeri ma fortissimo nelle convizioni e nella partecipazione, che si è trasformato in una grande comunità dove discutere del nostro tempo e del nostro impegno a conservare e ampliare l’eredità di millenni di arte.

Venendo ai numeri, ad oggi si contano 2150 iscritti tramite WordPress, 216 su Twitter, e altri iscritti sulle piattaforme dove è possibile trovare Italiaiocisono. Le visualizzazioni sfiorano le 64.000 pagine, arricchite da quasi 1.400 commenti, con una media di 100 utenti unici giornalieri dai paesi più impensabili del mondo oltre che dall’Italia. Il viaggio, cui ho fatto riferimento nel primissimo articolo, è ancora in corso e proprio oggi abbiamo raggiunto una meta importantissima. Grazie a voi lettori, questa genuina voglia di cultura italiana e di valorizzazione assume un altro ordine di grandezza. La mia profonda gratitudine va a tutti voi, e colgo l’occasione per ricordarvi che in ogni momento potete proporre migliorie o dare suggerimenti inviando una mail all’indirizzo che trovate nella pagina contatti.

Spegnendo la prima candelina faccio fatica a immaginare tutti i luoghi in cui Italiaiocisono è stato letto e mi chiedo se mai un’iniziativa di questo genere possa veramente fare la differenza in un grande paese sordo al richiamo della cultura. Questa comunità è nata da un sogno ad occhi aperti di uno studente innamorato della parte migliore dell’Italia, e spero possa ispirare e avere ancora la forza per riscoprire la bellezza eterna di un paese a cui, purtroppo, piace farsi del male.

Grazie a tutti.

La parola del giorno: Timpano (o Frontone)

Oggi inauguriamo una sezione importante per Italiaiocisono e per tutti i lettori. L’idea che manda avanti questo sito è la diffusione della cultura italiana, ma talvolta si può far fatica a comprendere alcuni termini specifici dei diversi temi trattati. Per arricchire il nostro vocabolario e incominciare a chiamare le cose con il proprio nome, ecco qui la sezione “Parola del giorno”.

La parola di oggi è Timpano (o Frontone). I più esperti avranno capito che ci stiamo occupando di un termine architettonico, addirittura guardando alle origini di questa disciplina. Il Frontone è un motivo ornamentale a forma di triangolo che troviamo nei templi dell’Antica Grecia, incluso il celebre Partenone. Forse è la parte più caratteristica dell’architettura greca che ci rimane impresso, anche se possiamo facilmente ripescare dalla memoria i tempi delle elementari, dove per disegnare un tempio romano si iniziava per l’appunto a disegnare un triangolo.

Senza volerlo abbiamo dato per scontato un passo importantissimo nelle arti e non solo: l’assorbimento della cultura greca da parte degli Antichi Romani. Questi hanno assimilato le divinità e lo stile degli edifici religiosi, lasciando in eredità ai posteri uno stile che rivediamo molto spesso in correnti architettoniche successive. Ecco infatti che troviamo il frontone nell’architettura delle chiese romaniche, nelle rinascimentali ville palladiane e persino in edifici neoclassici.

Come esperimento si può provare ad elencare una serie di edifici nella città di provenienza che sfoggiano questo elegante motivo ornamentale: gli esempi di pregio non mancano di certo!

Scopri quanto è diffuso il tuo cognome!

Gli studi demografici in tema di immigrazione richiedono anni di studio da parte di grandi gruppi di lavoro che analizzano una enorme mole di dati. Non a caso questi studi sono portati avanti da enti di ricerca molto grandi, come ad esempio l’ente pubblico ISTAT. Tuttavia, senza essere esperti di araldica esiste un modo per tracciare la diffusione dei lontani “consanguinei” in tutta italia e persino negli USA.

https://i1.wp.com/www.gens.info/lib/cog/maps/cognomi/M/MARINI.gifCome è possibile tutto ciò? Ci sono persone che analizzano il DNA di milioni di persone? No, attraverso registri e altri metodi di catalogazione, il sito Gens.info ci mostra la diffusione del nostro cognome nel belpaese a negli USA semplicemente inserendolo in una barra di ricerca. Il risultato è una mappa che presenta circonferenze di varia dimensione: più grande è il circonferenza e maggiore è la concentrazione di persone con lo stesso cognome in quell’area in particolare.

I vari Rossi, Bianchi o i Russo possono evitare di scomodarsi perchè otterrebbero una distribuzione uniforme e relativamente impressionante. Gli altri, più rari, talvolta riservano sorprese mentre altri semplici conferme. Ci sono altri siti che offrono lo stesso servizio, come Cognomix.it, ma i risultati sono molto simili.

Allora che aspettate, inserite cognome e scoprite la terra che appartiene al vostro cognome!

Il futuro dell’Italia tra il Passo dello Stelvio e una Ferrari

C’è solo una cosa che può disturbare il silenzio e la maestosità delle Alpi Retiche. Non la strada del Passo dello Stelvio –ritenuta una delle strade più belle del mondo– che si arrampica sui pendii con i suoi più di 100 tornanti, ma il rombo di un motore assemblato molto più a valle. Cosa hanno in comune questo paesaggio pieno di verde e cime rocciose, e una Ferrari nuova di zecca? Cosa unisce il paesaggio alpino all’industria della bassa padana? Guardando questo video di Car and Driver: Abroad, si intuisce subito la potenza in tutti i sensi che emanano questi due simboli: l’italianità.

È un concetto dai contorni sfumati, difficile da toccare con mano, ma che diventa granito quando lo si vede da fuori. Jethro Bovingdon, il pilota, alla fine delle riprese non risparmia elogi a questa terra così ricca di un qualcosa così difficile da capire da parte di tutti noi italiani che ogni giorno creiamo quell’atmosfera. Bisogna quindi lavorare per favorire le dichiarazioni d’amore spontanee per questa terra, e intuire finalmente dove gli investimenti devono essere riversati.

Sarebbero soldi importanti e ben spesi per un motivo semplice:  siamo sicuri che rivedremo i vari Jethro Bovingdon sulle nostre strade e non solo.

Promozione Territoriale: la Basilicata.

Per la sezione Atmosfera e Promozione Territoriale oggi vediamo il video vincitore di un concorso organizzato dall’Agenzia di Promozione Territoriale Basilicata. Questo corto diretto da Matthew Brown, uno statunitense di Seattle, ci racconta una regione poco conosciuta dai turisti attraverso gli occhi di uno straniero , cercando nei gesti quotidiani e nei panorami l’anima della Basilicata.

Brown ha vinto il Gran Premio per Dreaming in Italy, ma sarebbe ingiusto non considerare gli altri validissimi video creati da olandesi, sudafricani, irlandesi e anche italiani. Un plauso quindi all’APT Basilicata, che ha saputo sfruttare talenti a livello internazionale per promuovere una terra che deve ancora vivere il proprio momento di celebrità.

L’interminabile svendita dei marchi di lusso italiani.

Loro Piana e la Pasticceria Cova sono le due aziende di grande importanza per il lusso italiano che a distanza di poco più di un mese dall’articolo Salviamo le imprese italiane! si sono aggiunte alla lista delle attività passate in mani straniere. E talvolta con percentuali da capogiro, come testimonia la scalata all’86% di Gancia da parte di un’azienda russa. Non stiamo parlando di aziende in ginocchio o  in crisi: i numeri del settore sono ben altri e sono caratterizzati da una forte espansione. La domanda di made in Italy nel mondo continua a crescere, gli utili e il prestigio pure.

A rigor di logica questo dovrebbe rafforzare e dare carattere alle aziende nostrane, quelle che ogni giorno contribuiscono a creare il mito culturale dello stile di vita italiano e che rappresentano un settore strategico e non toccato dalla crisi. Eppure questo non ferma la compravendita di firme del lusso, in questo caso acquisite dal colosso francese LVMH.

Un noto pittore delle nostre parti ha detto: “I bravi artisti copiano, i grandi rubano.”. Chissà se applicheremo la lezione anche nella gestione aziendale, per permettere ai professionisti indipendenti di costruire il futuro del nostro paese.

Un Bicchiere di Sicilia. Ripartiamo con la valorizzazione.

Oggi torniamo a parlare di valorizzazione e lo facciamo con un video su una regione dalle grandissime potenzialità. Il video s’intitola, in italiano, Un bicchiere di Sicilia. Non è la trovata di qualche esperto di marketing della Regione ma la realizzazione di un produttore di vino locale. Nel video si passa in rassegna della musica, dei panorami, del cibo, delle consuetudini popolari in modo semplice, efficace e creativo.

Non è possibile stimare quanto sia costato questo video, anche se a spanne la cifra è sicuramente molto inferiore alla valanga di milioni che progetti come italia.it hanno ricevuto con risultati non certo all’altezza. E allora visto che i soldi non sono un problema, incominciamo a far girare le rotelle e a sfruttare i talenti locali, che spesso ci regalano piacevoli sorprese.