Il Duomo di Pisa, dove la scienza e la fede si incontrano.

Guai ad addentrarsi in una lotta che dura da secoli tra le città toscane. Lungi da tutti noi decretare un vincitore. Gli acerrimi nemici, si sa, non si sono combattuti solo con le armi e con il sangue, ma anche -spesso- con le arti. Il Duomo, il centro religioso e spirituale più in vista della città, è stato progettato e abbellito per stupire i vicini e mostrar loro la potenza cittadina. Come molti altri nella penisola, il Duomo di Pisa è stato eretto secondo questi criteri, ma oltre alla bellezza artistica e architettonica, questo edificio racchiude un oggetto che è ormai entrato in una leggenda.

https://i2.wp.com/static.panoramio.com/photos/large/61607688.jpgQuasi a voler sottolineare l’eterna lotta tra fede e scienza, all’interno del Duomo si trova un lampadario per incenso che si narra sia stato usato da Galileo per formulare la teoria sull’isocronismo del pendolo. L’illustre scienziato ha scoperto che la frequenza di oscillazione di un pendolo non varia con l’ampiezza di oscillazione, aprendo la via agli studi e a nuove applicazioni nell’orologeria. Oggi il pendolo originale che si suppone sia stato studiato da Galileo non si trova nel Duomo, bensì nella Cappella Aulla del Camposanto monumentale della città.

Il Duomo di Pisa, completato nel 1092 e restaurato più volte nel corso dei secoli, ha un profilo a croce latina a cinque navate con abside (la parte semicircolare dietro l’altare) e transetto (la parte più corta della pianta a croce) a tre navate. Il soffitto presenta dei decoratissimi cassettoni, elemento decorativo molto in voga nel Rinascimento, e lungo le volte si vedono le decorazioni bicrome (bianco e nero) tipicamente toscane. Il marmo bianco ricopre tutto l’esterno, atto a rendere immacolato un grande edificio religioso su cui hanno lavorato artisti del calibro di Cimabue, il Sodoma, Giovanni Pisano e molti altri contemporanei.

Il Duomo è leggermente sprofondato nella terra, ma non si trova nelle condizioni della vicina Torre di qualche anno fa. Il sasso nello stagno è stato lanciato, e per la felicità di tutti i toscani ci occuperemo di molte altre grandi cattedrali sparse per la regione. Oggi rendiamo onore a Pisa ammirando questo capolavoro.

Annunci