Dai nuova vita al tuo libro usato!

A dimostrazione di quanto i lettori di Italiaiocisono siano importanti, ecco una notizia fresca di segnalazione per cui vale la pena spendere due parole. Su iniziativa de La Feltrinelli, è possibile dare un futuro ai libri usati che prendono polvere sulle nostre librerie e che difficilmente riprenderemo in mano.

In un epoca in cui il libro perde sempre meno valore nelle nostre vite e in quelle degli altri, dal 12 al 14 aprile potrete ridare dignità al vostro piccolo patrimonio cartaceo donando libri usati di ogni genere purchè in buono stato in tutti i negozi Feltrinelli e Ricordi Mediastore.

Sul sito dell’inziativa, così come nel regolamento, viene specificato che i libri andranno a progetti di alfabetizzazione e in corsi di italiano per stranieri. Un’altro aspetto interessante è che alla donazione del libro riceverete un buono di 5 euro, somma modesta che tuttavia può essere un incentivo. È raro trovare inziative come queste, ci possiamo solo augurare che abbia successo!

La Città della Scienza di Napoli in Fiamme

Oggi é un giorno infausto per la divulgazione. Questa importante attivitá é mandata avanti da scrittori, registi, fondazioni, aziende e altri soggetti impegnati a demolire le barriere che separano il cittadino dalla scienza e dalla cultura. In questo caso la vittima é la divulgazione scientifica: ieri un incendio ha distrutto quattro dei sei capannoni della Cittá della Scienza di Napoli.

Questo polo é nato da una geniale idea di Vittorio Silvestrini, ed é stato progettato nel 1992-93 e aperto al pubblico nel 1996. Per la realizzazione del progetto é stata riconvertita una parte degli stabilimenti dell’Italsider (oggi ILVA) di Bagnoli, dimostrando quindi come sia possibile riqualificare un’area degratata in un’attivitá socialmente e culturalmente utile. Negli anni il polo espositivo è cresciuto ed ha investito nell’innovazione, infatti é stato il primo museo scientifico di seconda generazione in Italia. L’attivitá non si fermava ai percorsi per i visitatori, infatti venivano organizzati frequentemente congressi e la struttura comprendeva un centro di alta formazione e un Business Innovation Centre, ovvero un incubatore di impresa ad alta tecnologia.

Ieri sera questo progetto di riscatto é andato in fiamme, senza risparmiare i server (il sito infatti é irraggiungibile), lasciando il futuro incerto per i 160 dipendenti e aumentando il rischio della scomparsa di un divulgatore di valore inestimabile.

Al momento in cui scrivo sembra che il rogo possa essere di origine dolosa, in quanto sembra essere stato acceso da piú punti. Questa triste vicenda mostra le difficoltá che si incontrano mandando avanti un progetto cosí innovativo in una città difficile. L’area è stata adocchiata dagli speculatori, ma si spera che questa vicenda dia più forza alla voglia e necessità di rinascita della Città della Scienza, che stava contribuendo a cambiare l’immagine di una città ricchissima di storia e di beni culturali, ma vittima dei propri vizi.

Il mondo accademico, istituzionale e scientifico italiano si sta muovendo nella direzione di una futura ricostruzione, e questo dà fiducia e dimostra la reattività del sistema. Per chi volesse contribuire, è stata avviata una raccolta fondi. Speriamo in una rinascita della Città della Scienza, con una ventata di innovazione in un’area con forte necessità di rilancio.

Altromercato, Gigante Globale del Commercio Equo e Solidale.

Grandi montagne, verdi distese di conifere ed ampi pascoli, piccole baite di boscaioli costruite sui fianchi di freschi ruscelli provenienti dai ghiacciai. Una vallata, che taglia le Alpi a partire dalla Pianura Padana, ospita strade affollate nei secoli da commercianti provenienti dal sud Europa e diretti all’estremo nord. In questo paesaggio sorge Bolzano, Bozen in tedesco, cuore economico del Sudtirolo e città densa di storia millenaria.

Nel 1988 in questa città viene fondata una piccola cooperativa che negli anni diventerà un gigante del commercio equo e solidale a livello mondiale. Altromercato è un consorzio fondato da Rudi Dalvai, Antonio Vaccaro e Heini Grandi con l’obiettivo di promuovere un altro tipo di commercio rispetto a quello di “sfruttamento intensivo” da parte di multinazionali occidentali ai danni dei produttori del terzo mondo.

Il consorzio collega gli artigiani e produttori del sud del mondo direttamente agli acquirenti dei paesi sviluppati. Emarginati dalle regole stringenti del mercato internazionale, questi piccoli artigiani possono continuare l’attività economica a patto di osservare alcune regole. Altromercato infatti richiede il rispetto dei diritti umani e della dignità di uomini, donne e dei bambini, e al contempo incentiva anche l’agricoltura biologica, il rispetto dell’ambiente e promuove la democrazia partecipativa in paesi con una situazione politica instabile.

Il tema è vastissimo: fare una sintesi è molto complesso e potrebbe sfociare in una serie di facilonerie. In questo caso trattiamo delle proposte alternative di Altromercato ma il settore è tormentato da grandi questioni irrisolte, come ad esempio il divario tra Nord e Sud del mondo, le borse merci globali e il WTO, il Fair Trade e la lotta contro le grandi multinazionali sementiere come Monsanto.

Oggi il Consorzio raggruppa 124 soci che collaborano con produttori dall’Asia, Africa e America Latina. I prodotti si possono trovare in oltre 350 Botteghe del Mondo (il nome dato ai negozi di proprietà dei soci) disseminate in tutta Italia, ma anche su scaffali dedicati nei principali supermercati italiani. Sono in vendita generi alimentari: riso, cioccolato, the, caffe e altri cibi, ma anche prodotti per il benessere, abbigliamento, bomboniere, oggetti per la casa e così via. Un vasto assortimento di prodotti “paralleli” a quelli che possiamo trovare in un qualsiasi supermercato, ma con la certezza del rispetto dei principi su cui si fonda Altroconsumo.

La crisi morde e la gente tende a risparmiare dove non si dovrebbe: l’alimentazione. Tuttavia essere consumatori consapevoli è una valore a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare. Comprare un pacco di caffè o una barretta di cioccolato è un’azione non solo economica, ma anche politica e sociale. Bisogna stare in guardia da slogan altisonanti, ma la possibilità di scegliere i prodotti da acquistare dà un potere a noi, cittadini del primo mondo, di contribuire al progresso e al miglioramento delle condizioni di altri uomini che, ad oggi, sono sudditi.

Il “Cimento” nel Naviglio Grande di Milano. Dal 1895.

Verso la fine di gennaio 1895 la Canottieri Olona, storico club sportivo milanese, istituisce il Cimento. La parola non nasconde altri significati: si tratta di tuffarsi e nuotare nel naviglio ghiacciato. Da quell’ultima domenica di gennaio, ogni anno un gruppo nutrito di temerari onora la tradizione immergendosi nel Naviglio Grande, simbolo storico e culturale di Milano.

Ad essere precisi, il cimento non si è più tenuto dal 1962. Nel 2009, fortunatamente, è stata rispolverata questa antica tradizione sia per avvicinare i milanesi al nuoto (sport nobile, non solo a detta di chi lo ama) sia per sfatare il mito che vorrebbe le acque del naviglio inquinate e sporche. Quest’anno l’occasione per buttarsi assieme agli altri è passata, ma ci si può tener pronti per l’anno prossimo!