“Oh mia bela Madunina” di Giovanni D’Anzi. 1934.

Passeggiando a Milano per le vie del centro di sera, accarezzati da una leggera brezza alpina, ci si può imbattere in grossi viali abbelliti da palazzi settecenteschi. Guardando un po’ più là, tra le antenne dei nuovi grattacieli in costruzione, si distingue un puntino giallo: la Madunina.

In cima alla guglia, tutta sola e superata in altezza da edifici moderni, la Madonnina vigila sui milanesi storici e sui nuovi arrivati. Chi in chiesa ci va e chi non ci va si sente comunque a casa quando vede questa splendente statua in cima al proprio Duomo.

Ora che i restauri stanno volgendo al termine la si può ammirare in tutta la sua bellezza e non si può fare a meno di fischiettare spensierati “Oh mia bela Madunina“, canticchiando in milanese grossolano.

La canzone è stata scritta dal pianista Giovanni D’Anzi nel 1934, a cui veniva chiesto di suonare canzoni napoletane dai nuovi immigrati del Sud Italia. E allora ecco una canzone dal tono ironico ma che è anche un inno a quella parte scherzosa di una grande città, quella che D’Anzi definiva, non a torto, un gran Milan.

La Madonnina del Duomo di Milano: Fotografata in 3D e Restaurata.

Il Duomo di Milano ha, dal 1774, un punto di riferimento visibile da molto lontano e inconfondibile: la Madonnina. Questo piccolo puntino scintillante è il simbolo di ogni milanese, credente o non.

L’abbiamo cantata in “O mia bela madunina, l’abbiamo ammirata dipinta e vezzeggiata nei film, ma anche questa è vittima dello smog e delle intemperie. Abituati a vederla da grande distanza, la Madonnina non è proprio una statuetta: è alta 4 metri e pesa una tonnellata.

Come molte altre “signore”, forse un pò più giovani, ogni tanto si concede qualche trattamento di bellezza. A differenza del marmo che la sostiene, periodicamente sostituito, la luccicante statua di rame dorato ha avuto bisogno di un intervento superficiale. L’occasione è arrivata con il recente restauro della guglia maggiore, che qualche mese è di nuovo visibile nei cieli di Milano in costante cambiamento. Il restauro della Madonnina è stato affidato all’orafo restauratore bergamasco Franco Blumer, che per 8 ore al giorno per molti giorni ha sfidato il vento e il freddo per riportarla agli antichi splendori.

Il video che vediamo oggi riguarda la testimonianza di uno dei ricercatori del Laboratorio di topografia e fotogrammetria del Politecnico di Milano che ha approfittato dei lavori per fare un modello 3d della guglia, utilizzando tecnologie innovative. Il restauro ha permesso una grande unione tra due simboli di Milano, in un periodo importante per entrambi: il Duomo, assieme a tutta la filiera che parte dalle cave del marmo di Candoglia, è stato proposto come “patrimonio dell’umanità” ‘UNESCO, mentre il Politecnico festeggia i 150 anni dalla fondazione. Un’annata niente male.