La Fermata della Metro più Bella d’Europa è Toledo, a Napoli.

Toledo è il nome della bellissima città spagnola, parte di quello del vicerè di Napoli Don Pedro Álvarez da Toledo ma anche di una fermata della Metropolitana di Napoli. La Spagna e questa città sono legate  storicamente e culturalmente: si sono influenzate a vicenda molto profondamente e hanno contribuito a definire il carattere di Napoli che conosciamo tutti. “Unica” è forse l’aggettivo migliore per definire gli alti e i bassi dell’anima di una città che è più uno stato indipendente, a livello culturale.

La linea 1 della metropolitana di Napoli fa risalire le proprie origini fin dal 1963, epoca in cui altre città italiane come Milano costruivano la propria rete sotterranea. Tuttavia la linea ha visto la luce nel 1995 e da allora la costruzione di nuove fermate è stata incessante. Le stazioni Dante e Museo, aperte rispettivamente nel 2001 e nel 2002, sono state progettate da Gae Aulenti, di cui abbiamo già parlato a proposito della dedica della piazza a Milano.

Toledo invece è stata progettata dallo spagnolo Oscar Tusquets, quasi un ritorno simbolico della sorella per omaggiare la stupenda città borbonica. Ci sono in bella mostra un tripudio di mosaici, forniti dal gigante vicentino Bisazza, che riportano alla grande storia della città e delle zone limitrofe come Pompei, le mappe topografiche storiche, i simboli della Repubblica Napoletana del 1799 e molto altro. L’impressione è quindi di poter entrare in un capolavoro lontano dalla luce del sole. Proprio per questo Toledo rientra nelle cosiddette Stazioni dell’Arte, un insieme di fermate pensate per essere dei veri e propri monumenti sotterranei.

Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, NapoliLa stazione è stata riconosciuta come la più bella d’Europa dal Daily Telegraph e tutti i napoletani possono essere orgogliosi di questo riconoscimento. In una città che nasconde tesori, palazzi e monumenti di grandissima importanza ma che è conosciuta per ben altre cose, questa notizia può contribuire a dare lustro all’immagine della città. Noi nordici dobbiamo inchinarci a quest’opera, visto la pessima progettazione estetica della nuova metro 5 milanese che dà proprio l’idea di un’infrastruttura funzionale ma non bella. Napoli, in questo ambito, svetta su tutte le città italiane e su molte europee e vale quindi la pena riconoscerlo. In ogni caso, se avrete la possibilità di visitare Napoli, fate un giretto per la stazione e scriveteci le vostre impressioni!

Metropolitana di Milano, il passato guarda al futuro

Con la Metro 5 in dirittura d’arrivo e la Metro 4 appena incominciata, è opportuno dare uno sguardo indietro nel tempo. Nel lontano 1912 sorgono i primi progetti per il trasporto ferrato sottoterra tra Milano e Monza ma viene accantonato perchè non se ne sente la necessità. Prima della Seconda Guerra Mondiale si progetta un sistema di 7 linee, ma la guerra congela le procedure. Finalmente nel 1952 ricominciano le discussioni tecniche e nel 1955 si costituisce la società Metropolitana Milanese.

Finanziata da soldi pubblici, la costruzione della linea rossa della metropolitana incomincia nel 1957, assieme al progetto grafico del logo che varrà ai disegnatori il Compasso d’Oro. Nel 1962 corrono i primi treni, e da lì incomincia l’avventura sotterranea di Milano. Infatti già nel 1969 è pronta una seconda linea, la verde. Bisognerà aspettare gli anni ’90 per la linea gialla, costruita in occasione dei Mondiali di Calcio. Negli anni seguenti sono state “allungate” le tratte delle metro per raggiungere una parte del vasto hinterland milanese.

Tutti abbiamo viaggiato sui treni storici, vecchi e scricchiolanti, e in quelli nuovi, ariosi e chiaccheroni. Abbiamo trascorso ore nelle gallerie, guardato poster e ascoltato artisti di strada suonare ogni genere di melodie, dalla Mazurka a Mozart. Passando dalle grandi stazioni del centro a quelle piccoline e dimenticate della periferia, queste ci hanno visto crescere. Ora il futuro bussa alla porta e due nuove linee si aggiungeranno a quelle storiche, ma siamo sicuri che non le dimenticheremo! Ce ne siamo lamentati fino allo sfinimento, ma con qualche spintone di troppo alla fine sono entrate nei nostri cuori.