I 450 anni di Michelangelo.

Domani, 18 Febbraio, saranno esattamente 450 gli anni che ci separano dalla scomparsa di questo grande artista. Nato nel 1475 da una famiglia patrizia in difficoltà economiche a Caprese Michelangelo, un paesino vicino ad Arezzo che oggi porta il suo nome, è diventato uno dei più grandi artisti del Rinascimento e dell’intera storia italiana dell’arte. Il giovane preferiva la scultura alle altre arti, ma si dimostrò molto abile nel disegno e alla pittura, crescendo nella bottega del Ghirlandaio. I suoi idoli furono Giotto e Masaccio, le colonne della scuola fiorentina, cui si ispirò per iniziare la folgorante carriera.

Il suo animo era irrequieto e scontroso, ma era riuscito ad entrare nelle grazie di Lorenzo il Magnifico, alla cui corte da alla luce le prime opere. Da allora Michelangelo viaggiò nell’Italia rinascimentale, per poi approdare a Roma e lasciarle in dono la Pietà. Non contento, tornò a Firenze per liberare il David dal blocco di marmo in cui era rimasto intrappolato e dove dipinse alcuni tondi, tra cui il meraviglioso Tondo Doni. Di nuovo a Roma, venne incaricato dal papa Giulio II di dipingere la Cappella Sistina, consacrando l’artista all’apice del suo successo. Di lì in poi contribuì alla pittura, all’architettura e alla scultura in diversi luoghi d’Italia, citando come pregevoli esempi Piazza del Campidoglio, la facciata di Palazzo Farnese, la Basilica di San Pietro e molti altri capolavori.

Michelangelo fu studiato a fondo per i suoi non-finiti, fu analizzato il suo carattere, il suo stile scultoreo e pittorico. Lasciò un’eredità immensa alle generazioni successive. È proprio per ricordare Michelangelo che si terranno molti eventi nella sua Toscana, a partire proprio dal 18 febbraio dove al Palazzo de’ Beccai di Firenze si terrà l’apertura dell’anno giubilare michelangiolesco.

Da sottolineare poi che sul sito dell’Accademia delle Arti e del Disegno, istituto divenuto prestigioso anche grazie a Michelangelo, è stata aperta una sezione apposita per la ricorrenza con un calendario degli eventi. Anche italiaiocisono si unisce nel ricordare un grandissimo artista, attendendo trepidanti il nuovo allestimento per la Pietà Rondanini al Castello Sforzesco di Milano.

Vittorio Gregotti e l’archivio donato al Comune di Milano.

Vittorio Gregotti, classe 1927, é un nome noto dell’architettura italiana e internazionale che ha lavorato su numerosissimi progetti, applauditi da molti ma anche criticati all’interno di aspre discussioni. Nato a Novara, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1952 Gregotti incomincia a scrivere per Casabella, una nota rivista di architettura, fino a diventarne direttore, e in questo periodo incontra i grandi architetti del tempo : Le Corbusier, Gropius e molti altri. Nel 1974 fonda la Gregotti Associati International e incomincia a progettare numerosi edifici.

Lo stile richiama il razionalismo italiano e le correnti moderniste. L’impronta la si puó notare sui numerosi edifici pensati dall’architetto novarese: la nuova sede degli Arcimboldi e della Pirelli in Bicocca a Milano, il centro culturale di Belem e il tristemente noto ZEN di Palermo. Lo scorso maggio, Gregotti ha fatto un annuncio importante: ha deciso di donare il suo archivio al Comune di Milano che lo collocherà all’interno del Castello Sforzesco. Si parla di oltre 44mila disegni completati tra il 1953 e il 2002, assieme a diverse piante e plastici dei suoi oltre 800 progetti che formano un patrimonio il cui valore si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

La donazione si rivela una scelta molto intelligente per permettere anche ai meno appassionati di conoscere le idee del famoso architetto e il suo modo di pensare l’arte a cui ha dedicato la vita. Un archivio di qualità non rinchiuso in buie stanze a prendere polvere, ma ospitato in uno spazio lussuoso che con l’Expo 2015 sará vetrina del restauro della Sala delle Asse (affrescata da Leonardo) e del nuovo museo dedicato alla Pietá di Michelangelo. Opera di architetti contemporanei è l’allestimento museale che circonda attualmente la famosa scultura, questa volta dei milanesi BBPR ovvero il gruppo che é famoso principalmente per aver progettato la Torre Velasca.

Diversi mesi fa abbiamo parlato anche della scomparsa Gae Aulenti, sua cara amica, che sognava un archivio degli architetti a Milano. Non stupisce quindi che Gregotti sia andato in questa direzione, aprendo la porta ad altre donazioni per omaggiare una cittá che ha dato loro molto e che a loro volta hanno disegnato nel corso degli ultimi decenni.

La Cappella Sistina Come Non l’Avete Mai Vista

Qual’è il punto più alto toccato dall’umanità intera, il riferimento e l’esplosione dell’ingegno, ammirato di generazione in generazione da secoli? Abbiamo diversi esempi, in ogni campo, ma c’è forse qualcosa di magnifico e inarrivabile che la Cappella Sistina ci trasmette. I tempi sono cambiati, la scienza ha lottato con la fede, ma in tutti gli uomini quest’opera risveglia curiosità, senso di smarrimento e ammirazione.

Completata in circa sessant’anni, sulla volta e sulle pareti della cappella restaurata hanno lavorato Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Michelangelo e altri grandi del Rinascimento. Dalla Consegna delle chiavi al Giudizio Universale, quest’opera ha ispirato molti artisti e commosso “semplici” uomini come Gandhi.

I numerosi visitatori, purtroppo, impediscono al prossimo di godere appieno dell’opera, ma anche se lontani da Roma possiamo oggi osservare il capolavoro senza forzature, con un ottima risoluzione. Il sito creato appositamente dal Vaticano consente di ammirare la Cappella Sistina, immersi nella bellezza e su una linea perpendicolare alla Creazione di Adamo.

Oggi i cardinali riuniti nel conclave hanno eletto il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio, un gesuita di origini piemontesi. La votazione si è svolta come sempre a porte chiuse nella Cappella, che a breve tornerà ad essere visitabile. In ogni caso, l’unione di una istituzione secolare antichissima e le nuove tecnologie, internet e fotografie panoramiche, ci regalano un ottimo strumento per godere quando vogliamo di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

La nuova casa della Pietà Rondanini

Pietà Rondanini

Michelangelo era vecchio quando si mise a scolpire la Pietà. Tante grandi opere compiute come la Sistina, e tante opere incompiute, come i Prigioni. Come quasi un tratto distintivo dell’inarrivabile artista, l’opera d’arte incompiuta rimase uno spettro dietro l’angolo per tutta la sua vita. La sua ricerca dell’ideale di Bellezza assoluta è tipica del Rinascimento, di cui l’Uomo ne incarna tutte le virtù e le contraddizioni. Scolpiva, scolpiva bene, ma non aveva pace. Era come se una continua insoddisfazione lo cogliesse nella creazione dell’opera. Un’idea primitiva che si evolveva scalpellata dopo scalpellata. Quando la trasformazione non era più possibile, perchè il blocco di marmo frantumato non poteva tornare al suo posto, ecco che lo sconforto bloccava il Genio.

Fortunatamente questo processo scattava per un numero di opere molto ristretto rispetto a quelle che lo Scultore ci ha donato, ma abbastanza perchè potessero diventar categoria. Oggi la critica ha molto dibattuto su questi “capolavori mancati”, trovando in questi un diverso ideale di bellezza. Senz’altro unico.

La nostra Pietà Rondanini, esposta oggi nei musei del Castello Sforzesco, si trova all’interno di un allestimento dei BBPR. Prossimamente cambierà sede, ma rimanendo sempre dentro le mura del Castello. castello sforzescoParliamo dell’ex-Ospedale Spagnolo, un’area espositiva di oltre 600 mq tutti dedicati alla preziosa Pietà. Si, perchè i numeri non danno ragione all’importanza della scultura, ancora troppo sottovalutata. Infatti 350.000 visitatori sono pochi per l’ultimo lavoro incompiuto di Michelangelo, interrotto questa volta non dall’insoddisfazione, ma dall’ultimo congedo.

Con questa nuova sede espositiva la Pietà avrà lo spazio e l’attenzione che merita. Non resta che aspettare il 2014. È dietro l’angolo…