La “Tempesta” di Giorgione.1508.

Giorgione, nato a Castelfranco Veneto nel 1477, è stato uno dei pittori più enigmatici della storia dell’arte italiana. Per introdurlo, non possiamo fare altro che parlare di una delle sue opere più famose, la Tempesta. Ultimata attorno al 1508, questa tela è stata al centro di polemiche e di argomentazioni fantasiose per cercare di spiegare gli elementi presenti, che a prima vista appaiono slegati da ogni logica.

https://i2.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8f/Giorgione_019.jpgLa Tempesta è un quadro importante, perchè impone una riflessione e una ridiscussione del modo in cui osserviamo un’opera d’arte: non  bisogna fermarsi al semplice sguardo distratto, ma analizzare il singolo dettaglio per scoprire il messaggio nascosto. Si dice che quest’opera sia il primo paesaggio dipinto della storia dell’arte Occidentale, e per spiegarlo ci si è serviti della Filosofia, della Teologia e persino dell’Alchimia.

In questo video prodotto da Rai Educational ci viene mostrata una possibile interpretazione di questa meravigliosa ed misteriosa opera, custodita presso belle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Le “Nozze di Cana” del Veronese. 1562.

Paolo Caliari è nato nel 1528, in pieno Rinascimento, a Verona. “Veronese” è il soprannome dato a Caliari, e si tratta di uno dei grandissimi pittori dell’epoca, purtroppo di secondo piano per la sfortuna di esser nato tra molti altri “appassionati di pittura”.

Il Nostro passa la tenera età come molti altri artisti suoi contemporanei, fa la gavetta in botteghe altrui ma è talmente bravo che supera il maestro, Antonio Badile. Siamo nel 1544. Paolo si trasferisce a Parma e qui si addentra nel manierismo tanto in voga allora. Dalla città emiliana si trasferisce a Mantova e quindi Venezia dove riceve la prima commissione nel 1551. Da allora la città lagunare affamatissima d’arte non gli lesina commissioni, dando carta bianca all’artista che sfrutta il mecenatismo per sfoggiare il proprio talento.

Il 6 giugno 1562 riceve l’ordine di dipingere una parete nel refettorio del Monastero che svetta sull‘isola di San Giorgio Maggiore, progettato da Andrea Palladio. Se i pii monaci pensavano a un dipinto provicinciale e tranquillo, più d’uno d’evesser svenuto alla vista di questo tripudio d’architettura e di variopinti commensali in prospettiva perfetta.

L’opera descrive l’episodio della tramutazione dell’acqua in vino in occasione di un matrimonio nella città biblica di Cana. L’architettura che il Veronese https://i1.wp.com/3.bp.blogspot.com/-PQ4810NcM_s/TVRl_h18dII/AAAAAAAAA8k/TeGQNgQ5sQQ/s640/Paolo_Veronese%252C_avtoportret.jpgdipinge richiama quella ellenistica, ma i personaggi che affollano il tavolo sono personaggi contemporanei, da Solimano il Magnifico a Giulia Gonzaga.

I colori sono molto vivaci, dall’azzurro tempestato da soffici nuvole bianche, alle stoffe color porpora e broccati con un tocco di esotico. Una grande opera in tutti i sensi, di un pittore di talento che ha saputo destreggiarsi dalle rappresentazioni maestose ai serbati dipinti.

La “Visione di San Girolamo” di Parmigianino

L’11 gennaio 1509 è nato a Parma Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino per la felicità di scrittori come il Vasari, che tanto ci ha tramandato nelle sue Vite. La formazione di questo giovane pittore non avviene in una bottega di altri illustri artisti più anziani, ma grazie agli zii, modesti pittori. Tuttavia il giovane pittore è un acuto osservatore e analizza attentamente capolavori dipinti da Correggio nella sua città o Cima da Conegliano nei vari viaggi negli altri centri rinascimentali.

Il primo dipinto attribuito al Parmigianino risale al 1519, appena 16enne, e raffigura il battesimo di Cristo. Da qui incomincia la sua carriera, e nel giro di pochi anni affresca numerose chiese e dipinge pale d’altare a Parma. La vita lo porta a Roma dove studia Raffaello, a Bologna, quindi di nuovo a Parma e infine in provincia di Cremona. La produzione di questo grande pittore rinascimentale è stata molto vasta e di valore, e dai disegni agli affreschi ora mezza Italia è arricchita dalle sue opere.

Oggi osserviamo un dipinto commissionato il 3 gennaio 1526 per una cappella a Roma. In questo periodo infatti il Parmigianino si trova nella città papale, e l’opera sopravvive ai Lanzichenecchi che attaccano la città durante il Sacco. Tuttavia la vicenda impedisce il completamento dell’opera, di cui rimane solo la parte centrale, anche per la fuga dalla città del pittore, la cui vita lo spinge verso altri lidi.

File:Parmigianino - The Vision of St Jerome - WGA17044.jpgNel dipinto si distinguono le influenze di pittori molto importanti per il Parmigianino, da Correggio a Raffaello. Le pose dei soggetti sono ricercate e originali. San Girolamo infatti è raffigurato mentre dorme adagiato sulla folta vegetazione mentre sogna San Giovanni, dipinto in torsione mentre indica l’apparizione divina della Madonna e il bambino. Questo dà l’impressione di scivolare tra le gambe della madre, circondata da raggi luminosi e dal panneggio magistrale.

La Visione di san Girolamo si può ammirare alla National Gallery di Londra ed è una delle sue opere più famose, anche se è difficile non amare tutte le opere di questo straordinario artista. Non credo di esser stato l’unico stupito di non dover pagare il biglietto per visitare il prestigioso museo londinese, e anche se gli inglesi devono molto agli artisti italiani per quanto riguarda le mostre d’arte, possono comunque insegnarci come si gestisce un museo. A noi, che spesso facciamo pagare pure gli ingressi nelle chiese famose.