VENTO: il sogno di una ciclabile da Torino a Venezia.

Il Po sorge ai piedi del Monviso, in Piemonte, e nel suo cammino raccoglie le acque provenienti dalle cantene montuose che lo circondano in un processo che dura da moltissimi anni e che ha portato alla formazione della Pianura Padana. In passato, il fiume è stato una risorsa economica per il commercio e per l’industria, ma ancora oggi troppo poco per il turismo. Ed ecco che in questi anni nasce un progetto visionario nell’idea ma non troppo complesso nella realizzazione: VENTO.

Il nome è l’abbreviazione di VENezia-TOrino e lascia intendere senza giri di parole l’ambizioso obiettivo di collegare le due città con una pista ciclabile di 679 km. A detta dei proponenti di questa importante infrastruttura, un’idea nata nel 2009 al Politecnico di Milano, VENTO è di più di una ciclovia: è un sistema per promuovere un importante mezzo di spostamento, ma anche la creazione di un giro d’affari per le piccole aziende agricole, ricettive, commerciali locali. In poche parole più turismo, più valorizzazione. In Germania le 40.000 km di piste ciclabili producono ben 8 miliardi di indotto, e se pensiamo solo alle città d’arte collegabili dall’infrastruttura come Pavia, Piacenza, Cremona, Mantova, Ferrara ecc. a conti fatti si può supporre una potenziale miniera d’oro.

Utopia? In realtà parte dell’infrastruttura esiste già e se serve “solo” mettere daccordo le istituzioni locali e investire circa 80 milioni di euro (il costo di 1-2 km di autostrada). I proponenti azzardano diverse possibilità di espansione futura, magari una Torino-Nizza, un collegamento con il Brennero o collegamenti con ciclovie lungo le coste dell’Adriatico. Dal 25 maggio al 2 Giugno si tiene il VENTO BiciTour, che in 15 tappe (per ora sotto forma di eventi), verranno discussi i dettagli del progetto e si informeranno amministratori, imprenditori e cittadini sulle opportunità derivante dalla ciclovia.

Ragazza in biciVENTO è sicuramente uno dei grandi progetti di cui abbiamo bisogno per rilanciare l’economia locale e nazionale, e andare a sfondare anche qualche record. Quella che diventerebbe la pista ciclabile più lunga del Sud Europa ha già il supporto di molti comuni della pianura padana, di molte associazioni sportive e turistiche, ma anche di cittadini che decidono (semplicemente con una mail) di chiedere a gran voce il progetto. E allora facciamo anche noi la nostra parte per far conoscere l’opera e sostenerla: se tutto va per i piani, potremo organizzare una biciclettata lungo il Po già entro il 2015.

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L’Università degli Studi di Padova e il Nuovo Polo Umanistico

L’Università degli Studi di Padova, fondata nel 1222, è una delle più antiche del mondo. Da quei tempi l’ateneo si è ingrandito, ma sin dagli inizi si insegnano Diritto Civile, Canonico, Medicina e discipline artistiche. Nel Rinascimento il latino cede il posto al volgare e, sotto la dominazione veneziana, l’Università raggiunge il massimo splendore. In questo periodo studiano qui artisti e scienziati come Leon Battista Alberti, Niccolò Copernico e più avanti vi insegna Galileo.

Sfornando letterati, scienziati e artisti, l’ateneo ha attraversato i secoli, rimanendo coinvolto nelle lotte contro gli austriaci nel Risorgimento. Il neonato Stato italiano ordina la chiusura di alcune facoltà ma l’ateneo si riprende con l’istituzione di Ingegneria (1876), Farmacia (1933) e Scienze Politiche (1924). Nel secondo dopoguerra vengono istituite Agraria (1946), Magistero (1951), Statistica (1968), Psicologia (1971), Veterinaria (1992) ed Economia (1993). Vedono la luce diverse sedi distaccate e oggi si contano 65.000 studenti e 2.400 docenti.

L’Università di Padova non ha comunque smesso di rinnovarsi: nella primavera del 2013 partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo polo umanistico dell’Università. Questi spazi, di superficie pari a 14000 metri quadrati e 100 mila metri cubi di volumetria, ospiteranno una biblioteca che raggrupperà tutte quelle dislocate nei vari dipartimenti e poi uffici, aule e altri luoghi di servizio. Il concetto chiave utilizzato per la progettazione è il basso impatto ambientale, che interesserà molti aspetti della struttura: dalla scelta dei materiali alle pompe di calore per il condizionamento.

Le caratteristiche tecniche del progetto sono consultabili online e, tra l’altro, l’azienda che ha vinto l’appalto si occupa già della risistemazione dell’Orto Botanico, bene protetto dall’UNESCO. Con un investimento di 25 milioni, l’Università di Padova insegna anche agli altri atenei italiani e mostra come un bene sotto la direzione statale possa essere innovativo, se gestito come si deve.

Fondazione Accenture: 1 milione di euro per un’idea sulla Cultura

Oggi ci occupiamo della Fondazione Italiana Accenture e del concorso che ha aperto da poco. Accenture è una azienda nata nel 1953 a Dublino e si occupa di consulenze finanziarie, tecniche e in genere di tutto ciò per cui una azienda può chiedere aiuto. E’ una compagnia presente a livello globale e ha più di 250.000 dipendenti. In Italia lavora assieme alla propria fondazione, e si occupa da anni di promuovere la cultura, lo sviluppo e idee a beneficio della comunità. Ha svolto attività importanti come l’istituzione di un corso universitario su Etica ed Economia, un programma sulla mobilità sostenibile e molti altri.

Fondazione Accenture ha inoltre creato ideaTRE60, una piattaforma che funge da punto di contatto tra le persone con le idee ma senza finanziamenti e la fondazione, in modo da portare avanti progetti utili alla comunità.

Ars è un importante concorso che è stato avviato il 3 dicembre ed è aperto a chiunque abbia un’idea per valorizzare il patrimonio culturale italiano. In pratica bisogna pensare a un modo per ottenere dei ricavi sfruttando le opere d’arte e quindi creando occupazione con la Cultura. Nel nostro paese questa potrebbe essere la prima industria, invece sta addirittura calando la rilevanza economica di questo importante settore. La Fondazione esaminerà tutti i business plan pervenuti entro il 25 marzo 2013 e finanzierà con 1 milione di euro il progetto migliore. Le idee devono riguardare l’architettura, la scultura e la pittura ma chi non arriverà primo non rimarrà comunque a bocca asciutta: i classificati dalla seconda alla quinta posizione riceveranno un finanziamento pari e superiore ai 2000 euro.

Credo che questa iniziativa rispecchi totalmente l’ideale di Italiaiocisono per la promozione della cultura: un’azienda importante, attraverso la propria fondazione manda avanti progetti per lo sviluppo culturale. Ce ne sono molte di questo genere, ma un finanziamento così cospicuo porta in prima linea Fondazione Accenture. Non aspettate altro tempo e fate girare le rotelle: la cultura italiana ha bisogno di voi!