La Città della Scienza di Napoli in Fiamme

Oggi é un giorno infausto per la divulgazione. Questa importante attivitá é mandata avanti da scrittori, registi, fondazioni, aziende e altri soggetti impegnati a demolire le barriere che separano il cittadino dalla scienza e dalla cultura. In questo caso la vittima é la divulgazione scientifica: ieri un incendio ha distrutto quattro dei sei capannoni della Cittá della Scienza di Napoli.

Questo polo é nato da una geniale idea di Vittorio Silvestrini, ed é stato progettato nel 1992-93 e aperto al pubblico nel 1996. Per la realizzazione del progetto é stata riconvertita una parte degli stabilimenti dell’Italsider (oggi ILVA) di Bagnoli, dimostrando quindi come sia possibile riqualificare un’area degratata in un’attivitá socialmente e culturalmente utile. Negli anni il polo espositivo è cresciuto ed ha investito nell’innovazione, infatti é stato il primo museo scientifico di seconda generazione in Italia. L’attivitá non si fermava ai percorsi per i visitatori, infatti venivano organizzati frequentemente congressi e la struttura comprendeva un centro di alta formazione e un Business Innovation Centre, ovvero un incubatore di impresa ad alta tecnologia.

Ieri sera questo progetto di riscatto é andato in fiamme, senza risparmiare i server (il sito infatti é irraggiungibile), lasciando il futuro incerto per i 160 dipendenti e aumentando il rischio della scomparsa di un divulgatore di valore inestimabile.

Al momento in cui scrivo sembra che il rogo possa essere di origine dolosa, in quanto sembra essere stato acceso da piú punti. Questa triste vicenda mostra le difficoltá che si incontrano mandando avanti un progetto cosí innovativo in una città difficile. L’area è stata adocchiata dagli speculatori, ma si spera che questa vicenda dia più forza alla voglia e necessità di rinascita della Città della Scienza, che stava contribuendo a cambiare l’immagine di una città ricchissima di storia e di beni culturali, ma vittima dei propri vizi.

Il mondo accademico, istituzionale e scientifico italiano si sta muovendo nella direzione di una futura ricostruzione, e questo dà fiducia e dimostra la reattività del sistema. Per chi volesse contribuire, è stata avviata una raccolta fondi. Speriamo in una rinascita della Città della Scienza, con una ventata di innovazione in un’area con forte necessità di rilancio.