La Madonnina del Duomo di Milano: Fotografata in 3D e Restaurata.

Il Duomo di Milano ha, dal 1774, un punto di riferimento visibile da molto lontano e inconfondibile: la Madonnina. Questo piccolo puntino scintillante è il simbolo di ogni milanese, credente o non.

L’abbiamo cantata in “O mia bela madunina, l’abbiamo ammirata dipinta e vezzeggiata nei film, ma anche questa è vittima dello smog e delle intemperie. Abituati a vederla da grande distanza, la Madonnina non è proprio una statuetta: è alta 4 metri e pesa una tonnellata.

Come molte altre “signore”, forse un pò più giovani, ogni tanto si concede qualche trattamento di bellezza. A differenza del marmo che la sostiene, periodicamente sostituito, la luccicante statua di rame dorato ha avuto bisogno di un intervento superficiale. L’occasione è arrivata con il recente restauro della guglia maggiore, che qualche mese è di nuovo visibile nei cieli di Milano in costante cambiamento. Il restauro della Madonnina è stato affidato all’orafo restauratore bergamasco Franco Blumer, che per 8 ore al giorno per molti giorni ha sfidato il vento e il freddo per riportarla agli antichi splendori.

Il video che vediamo oggi riguarda la testimonianza di uno dei ricercatori del Laboratorio di topografia e fotogrammetria del Politecnico di Milano che ha approfittato dei lavori per fare un modello 3d della guglia, utilizzando tecnologie innovative. Il restauro ha permesso una grande unione tra due simboli di Milano, in un periodo importante per entrambi: il Duomo, assieme a tutta la filiera che parte dalle cave del marmo di Candoglia, è stato proposto come “patrimonio dell’umanità” ‘UNESCO, mentre il Politecnico festeggia i 150 anni dalla fondazione. Un’annata niente male.

“La Bottega del Caffè” di Carlo Goldoni

Carlo Goldoni è quel veneziano del 1707 che, oltre ad aver attaccato alle poltrone i suoi concittadini, i francesi e molti altri nei più importanti teatri delle città, ha il merito di aver diffuso la commedia e di averla portata a grandi altezze con La Locandiera.

Pochi drammaturghi hanno le capacità di creare opere così longeve per il pubblico dei teatri: ancora oggi le sue commedie riempiono i programmi delle sale in tutta Italia e nel mondo. Con internet il pubblico è diventato più ampio, e si possono guardare alcuni suoi capolavori senza staccare alcun biglietto.

Oggi proponiamo La Bottega del Caffè, un’importante commedia scritta nel 1750, che narra la decadenza della nobiltà e la continua ascesa della borghesia a Venezia. La prima è rappresentata da Don Marzio, un nobile napoletano, mentre la seconda da Eugenio, mercante di stoffe. La storia chiama in causa il gioco, la truffa e le invidie. Temi popolareschi, leggeri, che tuttavia nascondono una critica alla società di allora.

È da notare che La Bottega del Caffè sia stata scritta in fiorentino e non in dialetto veneziano com’era solito fare Goldoni, decisione lungimirante per avere come pubblico non solo Venezia ma tutta Italia. Goldoni si dimostra quindi un grande uomo figlio del suo tempo, e chi andrà nei prossimi mesi a visitare la Serenissima, non può perdere la visita alla casa di Goldoni, in cui viene narrata la sua storia e vengono mostrate vita e distrazioni della Venezia settecentesca.