La Porchetta di Ariccia IGP

https://i1.wp.com/farm1.staticflickr.com/189/512479165_143f8dadf9_z.jpgLa più grande minaccia nei confronti delle diete dimagranti, con tanto di marchio IGP, viene prodotta nel comune di Ariccia, nel Lazio. La porchetta è un prodotto dalle origini molto antiche e nel centro Italia è molto comune sentirne il profumo da centinaia di metri, nelle strade provinciali maremmane, nelle zone montuose dell’Abruzzo ma anche nella Pianura Padana.

I primi ad imbottire il maiale con le spezie e arrostirlo in modo da concentrare i sapori sembra siano stati gli Etruschi, una prelibatezza che si è poi diffusa senza troppe resistenze nelle zone limitrofe, per soddisfare affamati indigeni e turisti. In questa vasta area può sembrare difficile saggiare le differenze tra una porchetta laziale, una toscana o una umbra, ma alcuni produttori e le istituzioni locani hanno spinto per la certificazione IGP della Porchetta di Ariccia IGP.

Nel disciplinare si può rilevare come nulla sia lasciato al caso, dalla razza al sesso dell’animale fino alla consistenza della crosta, che deve essere croccante nella parte superiore e morbida nella parte inferiore. La carne deve rosea, aromatizzata al pepe, aglio e rosmarino in quantità tali da vederne tracce più o meno abbondanti nella fetta.

Questo taglio di carne suina, cucinato con metodi antichi, deve essere consumato nel giro di un giorno dalla produzione: il consumatore di porchetta è avvertito. Tuttavia, vista l’impossibilità di raggiungere i consumatori nelle parti d’Italia o del mondo nel tempo indicato dal disciplinare, questa regola sembra più un invito a farsi un giro dalle parti di Ariccia per godersi una cospicua tagliata di porchetta croccante, con tanta pace dei dietologi.

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8 commenti su “La Porchetta di Ariccia IGP

  1. Anonimo ha detto:

    Salve
    io l’ho assaggiata spesso la porchetta di ariccia, ottima sicuramente,
    tuttavia ritengo che la porchetta marchigiana, in particolare
    quella del fermano-maceratese sia nettamente più saporita e ricca
    di erbe e aromi.
    Purtroppo però non è così rinomata come quella di ariccia.

    saluti

  2. italianintransito ha detto:

    Accidenti! Questa è una vera e propria tortura! Hai risvegliato non solo i ricordi (decisamente piú succulenti della “madeleine” proustiana), ma posso sentire il profumo della porchetta a migliaia di chilometri di distanza… Siamo alle allucinazioni olfattive!!!

  3. teatrodellamemoria ha detto:

    A quando la dichiarazione dell’UNESCO che la Porchetta di Ariccia fa parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità?

  4. Veronica Adriani ha detto:

    Aggiungo che la porchetta è fantastica, ma senza il giusto contorno di stornelli e romanella (il vinello rosso frizzantino che va giù che è una bellezza, creando in città un esercito di brilli post-porchetta), non è la stessa cosa. Mettiamo tutta Ariccia fra i patrimoni dell’umanità? 🙂

  5. Mai assaggiata, ma mio padre è tornato pochi giorni fa da un gemellaggio con Ariccia 😛 dovrò chiedergli un parere sulla porchetta…

  6. fulvialuna1 ha detto:

    Oddio quanto è bona!

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