La “Madonna di Foligno” di Raffaello arriva a Milano.

https://i2.wp.com/www.artapartofculture.net/new/wp-content/uploads/2011/08/1-Madonna-di-Foligno.jpgIntorno al 1511, Raffaello staccò definitivamente il pennello da una pala d’altare commissionatagli da Sigismondo de’ Conti, un segretario di papa Giulio II. Questi voleva rendere grazie alla Madonna per un miracolo avvenuto in un suo sogno: la sua casa di Foligno era rimasta intatta dopo essere stata colpita da un fulmine. Per questo motivo, Conti commissiona un’opera ad uno dei migliori pittori della Roma di quel tempo.

La Madonna di Foligno, questo il nome del dipinto, presenta una composizione piramidale e una buona resa cromatica ottenuta con i colori ad olio. La Madonna tiene in braccio il bambino e domina cinque figure nella parte inferiore del dipinto. In piedi a destra troviamo San Girolamo che presenta  il committente alla Vergine poi un angioletto al centro, San Giovanni Battista in piedi e infine San Francesco d’Assisi inginocchiato. Soffermandosi sui dettagli, si possono notare i cherubini che circondano la figura della Madonna confondendosi con le nuvole su cui poggia la coppia, mentre appena sopra la città compare un arcobaleno, simbolo della protezione divina. Il capolavoro di Raffaello, normalmente custodito nei Musei Vaticani, si trasferisce temporaneamente a Milano.

Un anno dopo la mostra di Amore e Psiche, la più visitata in Italia nel 2012, a Palazzo Marino verrà esposta gratuitamente questa pala d’altare dal 28 novembre 2013 al 12 gennaio 2014. La mostra è resa possibile da Eni che, in collaborazione con il Comune di Milano, unisce le sontuose stanze di Palazzo Marino ai capolavori dell’arte italiana per portare avanti una preziosa collaborazione pubblico-privato. Non resta quindi che mettersi in coda e godersi una splendida opera dipinta da un grande maestro rinascimentale.

Simone Peterzano. Il Maestro di Caravaggio in Mostra al Castello Sforzesco.

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ha avuto una breve vita. In un periodo di passaggio dalla pittura rinascimentale a quella barocca, il giovane ha introdotto un particolarissimo uso della luce e l’analisi accurata dell’animo umano dipingendone i drammatici e realistici effetti nelle pose.

Nato nel 1571, Caravaggio viene istruito da un maestro milanese nel suo studio. Dal 1584 e per altri quattro anni, il giovane pittore impara dal meno conosciuto Simone Peterzano. Noto solo per essere stato il “maestro di..”, questo pittore è stato uno dei grandi esponenti della pittura rinascimentale lombarda.

Peterzano nasce nel 1540 a Bergamo ed è a sua volta allievo di Tiziano a Venezia (quali coincidenze…). Finito l’apprendistato affresca monasteri nell’area milanese e finisce diverse tele. In questo periodo dipinge la famosa Pietà e gli affreschi della Certosa di Garegnano. Attraverso i suoi dipinti si intuisce una primitiva analisi dell’illuminazione che il suo allievo svilupperà e studierà con grande dedizione. Tutti i grandi pittori sono anche grandi disegnatori, e Peterzano non è certo da meno.

Fino al 17 marzo 2013 al Castello Sforzesco di Milano, gratuitamente, si possono ammirare 132 disegni del pittore rinascimentale e di altri illustri come il Parmigianino, Luini e altri anonimi lombardi. Sono esposti studi di un particolare o di un personaggio, ritrovabili successivamente nei diversi quadri in fotografia. La mostra è interessante ma l’allestimento lascia un po a desiderare, infatti è vittima di un male molto diffuso in Italia: i pannelli informativi scritti con un linguaggio poco accessibile. Tuttavia va evidenziata la lungimirante gratuità della mostra, che sostituisce quella di Bramantino, altro pittore rinascimentale lombardo, visitabile fino all’ottobre scorso.

Senz’altro un appuntamento importante per osservare lo stato dell’arte rinascimentale e il germe di quella barocca, di cui Peterzano è inconsciamente l’anello di congiunzione.

Buon 2013!! L’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti

Dopo aver finito di festeggiare il Natale, eccoci di nuovo alle prese con il capodanno. Auguri di buon anno a tutti i lettori di Italiaiocisono! Il 2013 forse sará l’anno in cui la crisi allenterá il morso, un altro per riscoprire il modo con cui uscirne: noi proponiamo la cultura. Proprio questo tema sará al centro di un’evento importantissimo che occuperà tutti i prossimi 12 mesi. Il 2013 é infatti l’anno della cultura italiana negli stati uniti.

È un appuntamento importante per entrambi i paesi, molto legati a livello storico, culturale ed economico. Gli immigrati italiani nei decenni passati hanno portato con sè la voglia di lavorare, lo stile di vita e i racconti di un paese pieno di contraddizioni. Gli italiani e i propri figli hanno scalato la societá aperta statunitense, e hanno contribuito alla diffusione della nostra cultura a ogni livello. Sono diventati politici, imprenditori, attori e artisti e hanno creato una vastissima rete di relazioni tra gli USA e l’Italia che è servita per mostre, scambi culturali, aiuti economici, discussioni e molte altre attivitá. Non solo nelle celebrazioni del Columbus Day, alle vittorie sportive dell’Italia o alla Liberazione si festeggia nelle piazze delle grandi cittá americane, l’apprezzamento è continuativo e forse gli italoamericani tengono piú al nostro paese che i propri padri: constatazione al contempo dolce e amara.
Il 2013 vedrá oltre 180 eventi in 40 cittá americane, e le tematiche spazieranno dall’Arte, alla Musica, al Design, alla Cucina e tutti gli altri ambiti per cui ci possiamo permettere di mostrare la via a molti altri paesi del mondo.

Verrá mostrato il David-Apollo di Michelangelo a New York, le orchestre italiane come la Filarmonica della Scala suoneranno Verdi nelle sale da concerto statunitensi sotto la direzione di Riccardo Muti, le poesie dei grandi poeti italiani illumineranno i bus delle cittá, si festeggeranno il settecentesimo compleanno di Boccaccio e il cinquecentesimo del Principe di Machiavelli, e la lista é ancora lunga. Il grande evento é patrocinato dalle Istituzioni italiane e statunitensi, oltre che da due importantissime aziende del nostro paese: Eni e Intesa.
Insomma, per un buon inizio del 2013 vale la pena leggersi il programma, e magari pianificare un viaggio negli USA per rendersi conto della portata di questo evento. Inoltre, iniziative come Eataly riscuotono un grandissimo successo nel mondo e c’é sempre piú richiesta di made in Italy. Alla luce di tutto ció, cerchiamo di sfruttare questo anno per riscattare la nostra cultura e per renderla piú fruibile!

La Sala degli Arazzi del Palazzo Reale di Milano e il Riallestimento Firmato D&G

Dopo aver parlato del restauro del Ponte di Rialto da parte di Diesel, oggi parliamo di un altro intervento finanziato da un privato. Gli indigeni e molti forestieri conoscono bene le sale di Palazzo Reale, chi perchè è un assiduo frequentatore di mostre o chi perchè le ha scoperte recentemente visitando la mostra Costantino 313 D.C. o quella di Picasso.

Ebbene, la Sala degli Arazzi al primo piano verrà riallestita da Dolce&Gabbana entro il 31 maggio 2013. Il progetto prevede di trasformare la sala, oggi poco fruibile dal pubblico, in una zona living. Perdonatemi l’inglesismo, ma rende bene l’idea di come sarà allestita: aree di lettura e libreria dedicata all’arte. Dall’azienda verranno donati anche i materiali per l’allestimento e l’arredamento.

Ma li conosciamo davvero i due di Dolce&Gabbana? Quanto deve Milano a Domenico Dolce e Stefano Gabbana? La fondazione avviene nel 1985 a Legnano ma il sarto e il grafico decidono presto di trasferirsi a Milano, una delle capitali mondiali della moda. Da quel momento in poi tra sfilate e boutique aperte in tutto il mondo, D&G è diventato un marchio conosciuto a livello globale, oltre ad essere una delle tante firme di spicco del mondo della moda milanese. Nel 2011 il gruppo ha fatturato più di 1 miliardo di euro e non ha conosciuto crisi.

L’azienda quindi deve molto alla città e viceversa, per questo D&G ha deciso di restituire un po della ricchezza che è riuscita a ottenere. Investendo nella cultura e rendendo fruibile una sala del Palazzo neoclassico più famoso di Milano, Dolce e Gabbana si aggiunge alla lista delle grandi firme che riportano alla collettività ciò che le appartiene, ma in forma decorosa.

313 D.C. Costantino e l’epoca della Tolleranza

Dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013 nel Palazzo Reale di Milano si tiene la mostra “Costantino 313 d.c., ambientata nel continente europeo diviso negli imperi d’Occidente e d’Oriente.

L’anno prossimo ricorre il 17esimo anniversario dell’Editto di Milano, l’atto ufficiale che riconosceva e legittimava la libertà di culto -di tutte le religioni, non solo il cristianesimo- in tutto l‘impero. La mostra segue questi importanti sviluppi, la cui natura avrebbe segnato l’avvenire del cristianesimo e della Chiesa Cattolica.

Milano, o meglio Mediolanum, come veniva chiamata durante l’epoca Romana, era al tempo la capitale dell’Impero Romano d’Occidente grazie ai provvedimenti di Diocleziano in materia amministrativa. La città imperiale era molto diversa rispetto a come si presenta oggi, e a testimonianza della propria grandezza in epoca Romana non rimangono che qualche muro o piccoli scavi all’aperto disseminati nel centro storico. La mostra dedica un grande spazio alla descrizione di questa antica città, dei costumi e più in generale della vita dell’Impero in procinto di scomparire.

La mostra è molto variegata e sono presenti statue, arazzi, mosaici, oggetti quotidiani e altri manufatti molto interessanti, non solo dal punto di vista estetico, ma anche per quanto riguarda le tecnologie avanzate con cui sono stati prodotti. Tutte le varie opere provengono da musei cittadini, nazionali e da una vasta selezione di musei e collezioni internazionali. Stupisce la quantità e la qualità dei pezzi scelti.

Il main partner della mostra è la Fondazione Bracco. Di questo importante soggetto riparleremo in seguito, perchè si tratta del modo in cui un gruppo industriale ha deciso di votarsi al progresso della Cultura e della Scienza, e quindi di notevole importanza per Italiaiocisono.

In generale, si tratta di una mostra importante per Milano, per il Cristianesimo e anche per i non credenti. Perchè che si voglia o no, si può affermare che dopo il 313 d.c. il mondo non è più stato come prima.

Codice Atlantico, il mondo di Leonardo.

Leonardo, fin da bambino, sentiva l’impulso di trascrivere tutto ciò che passasse per la sua testa. A cominciare dal suo primo disegno, ha trascritto tutto ciò che i suoi occhi osservavano o la sua mente elaborava. Passava senza problemi dalla quadratura del cerchio alla misurazione degli anni degli alberi. Talvolta questi passaggi erano bruschi, e tutte le elucubrazioni che avevano un posto nella sua mente dovevano trovare uno sbocco, uscire allo scoperto.

Ecco che Leonardo trascrive sistematicamente i suoi pensieri, non con una stesura formale ma praticamente come appunti. Come uno studente che ascolta il proprio maestro: il mondo e le sue leggi. Oggi fortunatamente ci sono arrivati molti suoi scritti, e la principale raccolta è il Codice Atlantico attualmente conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. In questa raccolta troviamo studi di Matematica, Biologia, Zoologia, Astronomia, Arti Militari. Tutti campi interessantissimi che dovrebbero essere visti individualmente.

A questo proposito, grazie a una grandiosa iniziativa dell’Ambrosiana, sarà possibile visionare i preziosi disegni fino al settembre del 2015 nella stessa Pinacoteca o nella Sala Bramante della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Senz’altro una visita obbligata per tutti gli estimatori del personaggio, e tutti gli appassionati delle tematiche trattate dal Genio.